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Tour de France, orgoglio Nibali: impresa solitaria sulle Alpi. "Froome mi ha detto cose irripetibili"

(afp)
Straordinaria cavalcata dello Squalo nella tappa più difficile della Grande Boucle: ora è quarto in classifica. Quintana è secondo e stacca di mezzo minuto la maglia gialla, che se la prende con il siciliano per la tempistica dell'attacco. Battuti Contador e Valverde
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LA TOUSSUIRE - Il giorno dello Squalo. Vincenzò Nibalì è tornato, con lui il ciclismo che piace alla gente. Poca tattica e tanto cuore per una favolosa impresa nella tappa più dura del Tour.  Sul Col de la Croix de Fer, ascesa da Hors Categorie della storia del ciclismo, il siciliano propone la sua più bella azione quasi allo scadere di tre settimane travagliate. All’attacco, solo contro tutti, su una salita che nel 1948 esaltò le gesta della leggenda Gino Bartali. Nibali scatta quando Froome pasticcia nel trovare il rapporto giusto. Se qualcuno volesse tirare fuori litanie sul fair play, ricordiamo che verso la diga di Zelande (seconda frazione) quando radio Tour telegrafò ‘Caduto Nibali’, davanti si scatenò l’inferno. La maglia gialla comunque non la prende bene, lo conferma lo stesso Nibali: "Froome mi ha aggredito con parole irripetibili sul pullman dopo la gara, non le posso riferire perché sono state troppo dure, ingiuste per essere ripetute. Io però non sapevo niente di quello che era successo, e comunque è la corsa, Anche io fui attaccato in situazioni simili nel Giro del 2010, nella tappa di Montalcino. E' il ciclismo. Inoltre in cima alla salita avevo 40'', al termine della discesa due minuti".

"Gli ho detto esattamente quello che penso di lui", rincara la dose Froome. "La cosa è semplice, avevo un problema meccanico e Nibali aveva tutta la salita per attaccare ma lo ha fatto proprio in quel momento. Il suo gesto non è stato sportivo". La cosa certa è che del fair play se ne frega altamente un signore dalla chioma bianca: si avvicina alla maglia gialla, pensi che gli voglia dare una parola di conforto, e invece piazza un corposo gesto dell’ombrello. Sarà pure colpa delle opinioni di Laurent Jalabert, ma in Francia i corridori alla Froome proprio non li mandano giù. Sembra inoltre che nell'ultima ascesa alla maglia gialla siano arrivati anche degli sputi: non siamo al livello del bicchiere di pipì lanciato al keniano bianco lo scorso sabato ma poco ci manca.
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Quando Nibali attacca mancano una cinquantina di km, ma oltre all’infinita salita finale verso La Toussuire (18 km), deve anche affontare il Col du Mollard. Eppure ce la fa. Resiste con rabbia e classe, anche quando ai -5 dall’arrivo Quintana assesta la prima vera pugnalata a Chris Froome. Il colombiano dà tutto, il britannico accusa un momento difficile ma si regola sul vantaggio in classifica, limita i danni in mezzo minuto. Vincenzo però non molla: 44'' sul colombiano, ma soprattutto una bella mazzata a Valverde e Contador. Con Thomas alla deriva e Gesink in difficoltà, significa che lo Squalo ora è quarto nella generale e il terzo posto non è lontanissimo.

L'Alpe d'Huez, che sabato chiuderà i giochi prima della cavalcata finale di Parigi, deciderà il Tour. Ma arrivarci nella situazione della partenza di tappa ucciderebbe molti motivi. E' per questo che il clima respirato nella tappa alpina più dura è da 'oggi o mai più'. Non tantissimi km (138), ma di questi 50 sono di salita: 4000 metri di dislivello complessivi. Profumo da ultima chance sin dalla prima salita, il Col du Chaussy. Contador prova a prendere le redini, l'Astana di Vincenzo Nibali lo fa: il team kazako non attende gli ultimi 200 metri (accusa mossa da parte della critica), si muove ben prima dello scollinamento. L'obbiettivo non è tanto isolare l'inattaccabile Froome (per Nibali ovviamente), quanto mettere in difficoltà i rivali per il podio. La maglia gialla dalla prima scossa esce bene fino ad un certo punto: Thomas stavolta sente il peso dei giorni precedenti e va alla deriva.
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Un copione ripetuto sul Col del la Croix de Fer. Non inganni lo scatto sull'incertezza di Froome: la pianificazione c'era già stata. In realtà il keniano bianco non va in difficoltà, reagisce con calma mentre gli altri, almeno in quella fase, fanno i suoi valletti. Quando parte lo Squalo va a caccia di Pierre Rolland, un altro che sente in queste strade il sapore dell'epica: nell'ultimo arrivo a La Toussuire, una delle tante speranze del ciclismo francese colse una straordinaria vittoria, reagendo ad una tremenda caduta in discesa. Lo agguanta in vetta al Col du Mollard, ma ci mette poco a seminarlo. Il finale è da cuore in gola, soprattutto quando parte Quintana: due minuti che in un batter d'occhio si assottigliano. Tre volti indimenticabili tra due ali di folla: Nibali è lo specchio della sofferenza, il colombiano sembra un freddo killer, Froome ha paura e cerca di nasconderlo. Alla fine sorride l'Italia, mentre il Tour si prepara ad un sabato indimenticabile.

"E' stata una grande sofferenza, ma questa era una tappa importante. Questa vittoria la dedico alla mia famiglia e ai tanti tifosi che mi sono stati vicini dopo una prima settimana nera. Ho sentito forte anche l'affetto dei francesi - spiega Nibali-. Sulla Croix de Fer volevamo rendere la corsa dura, la squadra ha fatto il ritmo e devo ringraziare tutti. L'obiettivo era cercare una fuga ma l'andatura era alta e non c'era tanto spazio.Ora c'è l'Alpe d'Huez, speriamo di uscirne bene, per la classifica è più dura".

ORDINE D'ARRIVO
1. Vincenzo Nibali          (Ita, Astana)           in 4h22'53"
2. Nairo Quintana           (Col, Movistar)            a    44"
3. Christopher Froome       (Gbr, Sky)                 a  1'14"
4. Thibaut Pinot            (Fra)                      a  2'26"
5. Romain Bardet            (Fra)                          s.t.
6. Alejandro Valverde       (Esp)                          s.t.
7. Bauke Mollema            (Ned)                          s.t.
8. Robert Gesink            (Ned)                          s.t.
9. Alberto Contador         (Esp)                          s.t.
10. Samuel Sanchez           (Esp)                          s.t.
11. Pierre Rolland           (Fra)                      a  2'35"
CLASSIFICA GENERALE
1. Christopher Froome           (Gbr, Sky)          in 78h37'34"
2. Nairo Quintana               (Col, Movistar)       a    2'38"
3. Alejandro Valverde           (Esp, Movistar)       a    5'25"
4. Vincenzo Nibali              (Ita)                 a    6'44"
5. Alberto Contador             (Esp)                 a    7'56"
6. Robert Gesink                (Ned)                 a    8'55"
7. Mathias Frank                (Sui)                 a   12'39"
8. Bauke Mollema                (Ned)                 a   13'22"
9. Romain Bardet                (Fra)                 a   14'08"
10. Pierre Rolland               (Fra)                 a   17'27"





 
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