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Vuelta, Van Poppel fora, rientra e vince. Aru sempre in maglia rossa

Lo sprint vincente di van Poppel (afp)
Sprint vincente dell'olandese nonostante il ritardo dovuto la foratura a 10 km dal traguardo. Tranquilla difesa del primato da parte del sardo
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ROMA - Il nuovo gioiello della dinastia. Papà Jean-Paul vinse nove tappe al Tour, altrettante alla Vuelta e quattro al Giro 'Italia, il fratello Boy è un corridore professionista, e anche mamma Leontien van der Lienden andava in bicicletta. Questione di geni. Ora li mette a frutto Danny van Poppel. Prima il fatto statistico (due anni fa il più giovane partecipante al Tour de France dal 1946 ad oggi), cui segue quello concreto. La dodicesima tappa della Vuelta, 173 km da Escaldes Engordany a Lleida, va all'olandese, che dopo una volata serratissima precede il sudafricano Daryl Impey (fu primo africano in giallo al Tour) e il belga Tosh Van Der Sande (Lotto Soudal). Uno sprint arricchito da una perla preziosa: con cinque uomini in fuga e il gruppo scatenato in un inseguimento non ancora certo di dare frutti, van Poppel fora a 10 km dall'arrivo. Una disdetta per molti, lui non si scompone: rientra, riprende le prime posizioni e poi ha anche la forza di sprintare.

Giornata tranquilla per Fabio Aru, e quando per il leader non ci sono cose da segnalare in frazioni del genere è quasi sempre una cosa buona. Attento lui, attenti gli altri della generale: Purito Rodriguez e Tom Dumoulin braccano il sardo ad una manciata di secondi, ma mentre lo spagnolo a cronometro non fa paura, la maglia rossa dovrà cercare di arrivare alla sfida contro il tempo di Burgos con un margine di sicurezza sul passistone olandese. "Ogni tappa è difficile. Ci aspetta ora un weekend molto duro con tre tappe impegnative. Vedremo come comportarci e vedremo anche come stanno gli altri. Cercherò di fare il massimo per mantenere il vantaggio che ho in classifica generale" è il commento di Aru. "Oggi è stata una giornata relativamente tranquilla, anche perchè siamo andati molto forte. Trek e Giant Alpecin hanno tirato a lungo per riprendere i fuggitivi. Ripeto, non esiste una giornata semplice alla Vuelta a Espana: in tutte le corse a tappe ogni giorno è importante. Non siamo andati per niente piano; poi, nel finale, anche quando ci sono arrivi in volata c'è sempre un po' di stress", ha aggiunto. "La corsa è ancora lunga e ci sono più di un avversario. Dumoulin, per quello che ha dimostrato sinora, è di sicuro uno dei grandi favoriti; poi c'è 'Purito' Rodriguez e non voglio dimenticare la coppia della Movistar, ovvero Valverde e Quintana. Siamo tutti concentrati nel mio team: non sottovalutiamo nessuno"

Tutte cose che non riguardano più Chris Froome: il britannico, stoico nel finire il tappone del giorno precedente nonostante una frattura ad un piede, deve alzare bandiera bianca. Alta tensione invece nella Tinkoff Saxo, con il team decimato in elementi di spicco come Peter Sagan e Sergio Paulinho dalla folle condotta delle moto della tv spagnola. Il team ha chiesto ed ottenuto un incontro a quattro con il direttore della corsa, Javier Guillen, i commissari dell'Uci e con un rappresentante del Tv spagnola. Alla fine, sventato il boicottaggio minacciato dal patron Tinkov e parola distensive di Guillen: "La sicurezza dei corridori è la cosa prioritaria.Tutti lo sanno, però dobbiamo insistere a riguardo e cercare di fare sempre meglio. Come organizzatore non posso accettare quello che è successo e il nostro compito è quello di eliminare questi problemi". Speriamo che basti.

Cenni di cronaca della giornata. Le fughe si fanno sempre più interessanti, meno scontate rispetto ai primissimi giorni. Bouet, Rubiano Chavez, Lindeman (già vincitore di una tappa), Venter e Gougeard si avvantaggiano. Il gruppo non fa benissimo i conti, se è vero che li prende quando il triangolo dell'ultimo km è già passato. Venter, con una sparata da finisseur, è quello che dà la sensazione di potercela fare. Inoltre c'è anche un classico tattico del ciclismo: la Lotto Jumbo di Lindeman schiera tutta la squadra in testa al prolone degli inseguitori per fare da scudo. Per poco, ma non serve a nulla. Poi ci pensa Van Poppel.

ORDINE D'ARRIVO
1. Danny van Poppel            (Ned, Trek Factory) in 4h02'11"
2. Daryl Impey                 (Rsa, Orica GreenEdge)     s.t.
3. Tosh Van Der Sande          (Bel, Lotto Soudal)        s.t.
4. Nikolas Maes                (Bel)                      s.t.
5. John Degenkolb               (Ger)                      s.t.
6. Jean-Pierre Drucker         (Lux)                      s.t.
7. Tom Van Asbroeck            (Bel)                      s.t.
8. Kristian Sbaragli           (Ita)                      s.t.
9. Josè Rojas Gil              (Esp)                      s.t.
10. Leonardo Duque              (Col)                      s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Fabio Aru                   (Ita, Astana)     in 47h14'30"
2. Joaquin Rodriguez           (Esp, Katusha)      a      27"
3. Tom Dumoulin                (Ned, Giant Alpecin) a      30"
4. Rafal Majka                    (Pol)            a    1'28"
5. Johan Esteban Chaves           (Col)            a    1'29"
6. Alejandro Valverde             (Esp)            a    1'52"
7. Daniel Moreno                  (Esp)            a    1'54"
8. Mikel Nieve                    (Esp)            a    1'58"
9. Nairo Quintana                 (Col)            a    3'07"
10. Louis Meintjes                 (Saf)            a    4'15"
11. Domenico Pozzovivo             (Ita)            a    5'19"





 
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