Vuelta, Aru attacca ma non basta: Dumoulin non molla un metro e resta leader per 3''
di LUIGI PANELLAL'italiano attacca, ma l'olandese è la sua ombra per tutta la diciottesima tappa. Vittoria a Roche, che in una volata a due precede il basco Zubeldia
ROMA - Tre secondi che rischiano di diventare un'eternità. Il primo round tra Tom Dumoulin e Fabio Aru finisce pari: significa che l'olandese resta in maglia rossa, per un soffio ma ci resta. E' l'esito della diciottesima della Vuelta, 204 km da Roa a Riaza: è zeppa di saliscendi, ci sono tre salite, una di prima categoria. La sfida annunciata è sull'ultima, il Puerto de la Quesera: non sono pendenze impossibili, ma dallo scollinamento mancano una manciata di km dall'arrivo. Trampolino di lancio insomma. Aru deve provarci, assolve il dovere curando i minimi particolari. Prima fa lavorare la squadra a fondo, poi piazza varie stoccate nei punti più duri dell'ascesa. Niente da fare: Dumoulin è la sua ombra. Non lo molla di un centimetro in pianura, ma soprattutto si incolla alla ruota in salita: bravo, perché quelle di Aru non sono punture gratuite, ma accelerazioni molto decise. Una situazione che dà fiducia al…
ROMA - Tre secondi che rischiano di diventare un'eternità. Il primo round tra Tom Dumoulin e Fabio Aru finisce pari: significa che l'olandese resta in maglia rossa, per un soffio ma ci resta. E' l'esito della diciottesima della Vuelta, 204 km da Roa a Riaza: è zeppa di saliscendi, ci sono tre salite, una di prima categoria. La sfida annunciata è sull'ultima, il Puerto de la Quesera: non sono pendenze impossibili, ma dallo scollinamento mancano una manciata di km dall'arrivo. Trampolino di lancio insomma. Aru deve provarci, assolve il dovere curando i minimi particolari. Prima fa lavorare la squadra a fondo, poi piazza varie stoccate nei punti più duri dell'ascesa. Niente da fare: Dumoulin è la sua ombra. Non lo molla di un centimetro in pianura, ma soprattutto si incolla alla ruota in salita: bravo, perché quelle di Aru non sono punture gratuite, ma accelerazioni molto decise. Una situazione che dà fiducia alla maglia rossa, che alla fine vince il match della psicologia: quando la strada spiana piazza un allungo sorprendendo per un breve tratto il sardo, il classico guanto di sfida che si lancia quando si è convinti dei propri mezzi.
La situazione resta complessa per Aru. Il problema è recuperare quei 3''. Venerdì la tappa presenta un paio di salite dove Aru non dovrebbe staccare Dumoulin. Il sardo dovrà aspettare l'ultima rampetta verso il traguardo di Avila. Sono gli strappi sinonimo di spettacolo ma senza distacchi sensibili. Verissimo, ma qui si tratta di una inezia. Aru piazzerà la sparata, il problema è che lo sa anche la maglia rossa... Poi c'è sabato. Quattro GPM equamente distribuiti sul percorso, con l'ultimo toccato quando alla vetta mancheranno 11 km. In pratica, pur essendo più dura in precedenza, l'altimetria finale somiglia a quella odierna. Quindi domenica la frazione di chiusura verso Madrid. Non c'è un solo punto di quei 98 km in cui piazzare una trappola, ma se il divario restasse questo è impossibile chiamarla passerella.
Resta da sperare negli abbuoni. Basterebbe un terzo posto, ovviamente arrivando davanti a Dumolin. In questo la fuga odierna ha tolto le castagne dal fuoco alla maglia rossa. Se ne vanno in 24, il più bravo di tutti è il figlio d'arte Nicolas Roche: papà Stephen vinse 'appena' Giro, Tour e Mondiale nello stesso anno. Batte in una volata a due il basco Zubeldia, uno che fa tesoro dei suoi 38 anni e sa spesso infilarsi nella fuga decisiva. Volata abbastanza scontata, anche se Roche non è che sia una sprinter puro: "Controllavo la sua ombra per capire a che punto ero" dichiara scherzando ma non troppo dopo il traguardo. Insieme a loro ce ne sono altri ventidue: citiano Goncalves (terzo, frega l'abbuono a Valverde), l'immancabile ma soprattutto infaticabile Adam Hansen, Rojas (altro attaccante abituale) e il nostro Bennati. Il margine non raggiunge mai picchi particolari, ma su tanti attaccanti in tre ce la fanno a resistere al ritorno del plotone.
Chiusura con lo sguardo sereno e determinato di Dumoulin nella consueta analisi della tgappa: "Per ora va molto bene, ma ci sono ancora tre giornate insidiose. La fuga numerosa è stata una buona cosa per me, sono soddisfatto. Aru ha provato molto bene ad attaccarmi, ma dopo che un paio di volte sono riuscito a tenerlo ho capito che avrei resistito anche oggi. e poi ho una squadra molto forte che mi aiuta".
ORDINE D'ARRIVO
1. Nicolas Roche (Irl, Sky) in 5h03'59"
2. Haimar Zubeldia (Esp, Trek Factory Racing) s.t.
3. Josè Goncalves (Por, Caja Rural) a 18"
4. Alejandro Valverde (Esp) a 38"
5. Esteban Chaves (Col) s.t.
6. Joaquin Rodriguez (Esp) s.t.
7. Pieter Serry (Bel) s.t.
8. Adam Hansen (Aus) s.t.
9. Gianluca Brambilla (Ita) s.t.
10. Domenico Pozzovivo (Ita) s.t.
11. Fabio Aru (Ita) s.t.
15. Tom Dumoulin (Ned) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Tom Dumoulin (Ned, Giant) in 73h45'13"
2. Fabio Aru (Ita, Astana) a 0'03"
3. Joaquin Rodriguez (Esp, Katusha) a 1'15"
4. Rafal Majka (Pol) a 2'22"
5. Nairo Quintana (Col) a 2'53"
6. Alejandro Valverde (Esp) a 3'15"
7. Johan Esteban Chaves (Col) a 3'30"
8. Daniel Moreno (Esp) a 3'46"
9. Mikel Nieve (Esp) a 4'10"
10. Louis Meitjes (Rsa) a 6'51"
La situazione resta complessa per Aru. Il problema è recuperare quei 3''. Venerdì la tappa presenta un paio di salite dove Aru non dovrebbe staccare Dumoulin. Il sardo dovrà aspettare l'ultima rampetta verso il traguardo di Avila. Sono gli strappi sinonimo di spettacolo ma senza distacchi sensibili. Verissimo, ma qui si tratta di una inezia. Aru piazzerà la sparata, il problema è che lo sa anche la maglia rossa... Poi c'è sabato. Quattro GPM equamente distribuiti sul percorso, con l'ultimo toccato quando alla vetta mancheranno 11 km. In pratica, pur essendo più dura in precedenza, l'altimetria finale somiglia a quella odierna. Quindi domenica la frazione di chiusura verso Madrid. Non c'è un solo punto di quei 98 km in cui piazzare una trappola, ma se il divario restasse questo è impossibile chiamarla passerella.
Resta da sperare negli abbuoni. Basterebbe un terzo posto, ovviamente arrivando davanti a Dumolin. In questo la fuga odierna ha tolto le castagne dal fuoco alla maglia rossa. Se ne vanno in 24, il più bravo di tutti è il figlio d'arte Nicolas Roche: papà Stephen vinse 'appena' Giro, Tour e Mondiale nello stesso anno. Batte in una volata a due il basco Zubeldia, uno che fa tesoro dei suoi 38 anni e sa spesso infilarsi nella fuga decisiva. Volata abbastanza scontata, anche se Roche non è che sia una sprinter puro: "Controllavo la sua ombra per capire a che punto ero" dichiara scherzando ma non troppo dopo il traguardo. Insieme a loro ce ne sono altri ventidue: citiano Goncalves (terzo, frega l'abbuono a Valverde), l'immancabile ma soprattutto infaticabile Adam Hansen, Rojas (altro attaccante abituale) e il nostro Bennati. Il margine non raggiunge mai picchi particolari, ma su tanti attaccanti in tre ce la fanno a resistere al ritorno del plotone.
Chiusura con lo sguardo sereno e determinato di Dumoulin nella consueta analisi della tgappa: "Per ora va molto bene, ma ci sono ancora tre giornate insidiose. La fuga numerosa è stata una buona cosa per me, sono soddisfatto. Aru ha provato molto bene ad attaccarmi, ma dopo che un paio di volte sono riuscito a tenerlo ho capito che avrei resistito anche oggi. e poi ho una squadra molto forte che mi aiuta".
ORDINE D'ARRIVO
1. Nicolas Roche (Irl, Sky) in 5h03'59"
2. Haimar Zubeldia (Esp, Trek Factory Racing) s.t.
3. Josè Goncalves (Por, Caja Rural) a 18"
4. Alejandro Valverde (Esp) a 38"
5. Esteban Chaves (Col) s.t.
6. Joaquin Rodriguez (Esp) s.t.
7. Pieter Serry (Bel) s.t.
8. Adam Hansen (Aus) s.t.
9. Gianluca Brambilla (Ita) s.t.
10. Domenico Pozzovivo (Ita) s.t.
11. Fabio Aru (Ita) s.t.
15. Tom Dumoulin (Ned) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Tom Dumoulin (Ned, Giant) in 73h45'13"
2. Fabio Aru (Ita, Astana) a 0'03"
3. Joaquin Rodriguez (Esp, Katusha) a 1'15"
4. Rafal Majka (Pol) a 2'22"
5. Nairo Quintana (Col) a 2'53"
6. Alejandro Valverde (Esp) a 3'15"
7. Johan Esteban Chaves (Col) a 3'30"
8. Daniel Moreno (Esp) a 3'46"
9. Mikel Nieve (Esp) a 4'10"
10. Louis Meitjes (Rsa) a 6'51"