ROMA - Una prima volta da incorniciare. Diego Rosa rompe il ghiaccio tra i professionisti, vincendo con una splendida azione solitaria sul Colle di Superga la edizione numero 96 della Milano-Torino. Un successo da profeta in patria (il 25enne dell'Astana è di Alba) arricchito dal blasone della corsa: trattasi infatti della competizione ciclistica più antica del mondo, inaugurata in maniera eroica -nel verso senso della parola- da soli otto corridori nel remotissimo 1876. La vittoria d'esordio andò a Paolo Magretti, uno studioso esploratore che fece in seguito una importante carriera accademica, ma nel palmares non tardarono ad arrivare mostri sacri come il 'diavolo rosso' Gerbi o il primo divo Costante Girardengo. Insomma, tanta roba per Rosa, che tra l'altro, si è capito solo dalle dichiarazioni del dopo gara, sin dalle prime fasi ha avuto i gradi di capitano, con elementi del calibro di Fabio Aru e Mikel Landa a guardargli le spalle. Una note di merito in più dunque, perché se è vero che correre con il supporto di uno squadrone come l'Astana risolve parecchi problemi, va anche detto che per uno che non aveva mai vinto non era facile gestire la pressione.
A proposito di Aru, ancora un lavoro di supporto importante da parte del sardo. Mercoledì pro Vincenzo Nibali alla Tre Valli Varesine, stavolta per il suo amico Rosa: il gesto di esultanza del sardo al traguardo, dove arriva ottimo terzo, è tutto un programma. Peccato che il vincitore della Vuelta sia stato dirottato nel fine settimana in Kazakistan: non poter giorcarsi le proprie chance in una classica monumento come il Lombardia desta perplessità, ma del resto ad Astana cacciano i quattrini -nemmeno pochi- e decisono anche in base alle loro ragioni.
Andiamo all'analisi della gara, vissuta per lunghi tratti sulla fuga di cinque uomini: gli italiani Chirico, Malaguri e Conti, il francese Lefrancois, l'eritreo Daniel Teklehaimanot. Vantaggio interessante, non tale però da lasciare ipotizzare la riuscita dell'azione. Gli appuntamenti che decidono la corsa sono nella doppia scalata al Colle di Superga: 4,9 km complicati, esigenza costante di rilanciare l'azione e pendenza massima del 14%. La prima ascesa è caratterizzata dall'andatura tenuta costantemente alta: ci pensano gli Astana con Tiralongo, coadiuvano quelli del Team Sky. Discesa molto tecnica, un tratto di pianura e riparte la salita verso il traguardo. Quanto visto nella fase precedente viene confermato: scatta Rosa, lo segue un uomo Sky (Poels), quindi si muove il galletto Pinot. Il piemontese ha una marcia in più, mentre Aru e Landa fanno da stopper. L'unico ad insidiarlo è Majka, che lascia la compagnia degli inseguitori e prova da solo. Per Rosa è il momento thriller: il polacco è uno che nel palmares ha vittorie in tapponi al Tour, cerca di rinvenire con un passo costante. Riesce a rosicchiare qualche secondo al fuggitivo, ma ormai Rosa sta già pregustando il suo primo successo.
"Stavo bene, già sul bus Aru e Landa mi hanno spronato a provarci, sentire la loro iducia è stato uno stimolo in più. Quando mancavano 2,5 km sono partito ed è andata bene. Non potevo scegliere una corsa migliore per la mia prima vittoria tra i professionisti. Inoltre io vivo vicino ad Alba, quindi c'erano un sacco di miei tifosi sulla strada ad incitarmi. Ora vediamo quello che possiamo ottenere insieme domenica al Lombardia". Sprizza gioia da tutti i pori anche Fabio Aru: "Sono veramente contento, ho provato per Diego la stessa emozione provata quando Tiralongo ha vinto la tappa al Giro".
ORDINE D'ARRIVO
1 Diego Rosa (Ita) Astana Pro Team 4:27:51
2 Rafal Majka (Pol) Tinkoff-Saxo 0:00:16
3 Fabio Aru (Ita) Astana Pro Team 0:00:18
4 Thibaut Pinot (Fra) FDJ. fr 0:00:20
5 Wouter Poels (Ned) Team Sky 0:00:23
6 Damiano Cunego (Ita) Nippo - Vini Fantini 0:00:32
7 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
8 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
9 Daniel Moreno Fernandez (Spa) Team Katusha 0:00:36
10 Davide Villella (Ita) Cannondale-Garmin Pro Cycling Team 0:00:39
A proposito di Aru, ancora un lavoro di supporto importante da parte del sardo. Mercoledì pro Vincenzo Nibali alla Tre Valli Varesine, stavolta per il suo amico Rosa: il gesto di esultanza del sardo al traguardo, dove arriva ottimo terzo, è tutto un programma. Peccato che il vincitore della Vuelta sia stato dirottato nel fine settimana in Kazakistan: non poter giorcarsi le proprie chance in una classica monumento come il Lombardia desta perplessità, ma del resto ad Astana cacciano i quattrini -nemmeno pochi- e decisono anche in base alle loro ragioni.
Andiamo all'analisi della gara, vissuta per lunghi tratti sulla fuga di cinque uomini: gli italiani Chirico, Malaguri e Conti, il francese Lefrancois, l'eritreo Daniel Teklehaimanot. Vantaggio interessante, non tale però da lasciare ipotizzare la riuscita dell'azione. Gli appuntamenti che decidono la corsa sono nella doppia scalata al Colle di Superga: 4,9 km complicati, esigenza costante di rilanciare l'azione e pendenza massima del 14%. La prima ascesa è caratterizzata dall'andatura tenuta costantemente alta: ci pensano gli Astana con Tiralongo, coadiuvano quelli del Team Sky. Discesa molto tecnica, un tratto di pianura e riparte la salita verso il traguardo. Quanto visto nella fase precedente viene confermato: scatta Rosa, lo segue un uomo Sky (Poels), quindi si muove il galletto Pinot. Il piemontese ha una marcia in più, mentre Aru e Landa fanno da stopper. L'unico ad insidiarlo è Majka, che lascia la compagnia degli inseguitori e prova da solo. Per Rosa è il momento thriller: il polacco è uno che nel palmares ha vittorie in tapponi al Tour, cerca di rinvenire con un passo costante. Riesce a rosicchiare qualche secondo al fuggitivo, ma ormai Rosa sta già pregustando il suo primo successo.
"Stavo bene, già sul bus Aru e Landa mi hanno spronato a provarci, sentire la loro iducia è stato uno stimolo in più. Quando mancavano 2,5 km sono partito ed è andata bene. Non potevo scegliere una corsa migliore per la mia prima vittoria tra i professionisti. Inoltre io vivo vicino ad Alba, quindi c'erano un sacco di miei tifosi sulla strada ad incitarmi. Ora vediamo quello che possiamo ottenere insieme domenica al Lombardia". Sprizza gioia da tutti i pori anche Fabio Aru: "Sono veramente contento, ho provato per Diego la stessa emozione provata quando Tiralongo ha vinto la tappa al Giro".
ORDINE D'ARRIVO
1 Diego Rosa (Ita) Astana Pro Team 4:27:51
2 Rafal Majka (Pol) Tinkoff-Saxo 0:00:16
3 Fabio Aru (Ita) Astana Pro Team 0:00:18
4 Thibaut Pinot (Fra) FDJ. fr 0:00:20
5 Wouter Poels (Ned) Team Sky 0:00:23
6 Damiano Cunego (Ita) Nippo - Vini Fantini 0:00:32
7 Domenico Pozzovivo (Ita) AG2R La Mondiale
8 Giovanni Visconti (Ita) Movistar Team
9 Daniel Moreno Fernandez (Spa) Team Katusha 0:00:36
10 Davide Villella (Ita) Cannondale-Garmin Pro Cycling Team 0:00:39