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Ciclismo, Armstrong attacca il manager della Bmc: "Mi aiutò a vincere un milione di dollari"

Nel corso del processo che lo riguarda, il texano chiama in causa Jim Ochowicz, attuale manager della squadra svizzera. L'accusa è di averlo aiutato a corrompere gli avversari della Coors Light, disputata agli inizi della carriera ma che gli valse una grossa somma
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ROMA - Nella storia infinita del processo statunitense acceso da Floyd Landis a carico dell'ex sette volte vincitore del Tour, Lance Armstrong, ogni tanto emerge uno schizzo di veleno. E questa volta è proprio il texano a chiamare a correo un personaggio importante. Si tratta di Jim Ochowicz, attuale manager della BMC. Non solo, secondo quanto riportato da alcuni media, sapeva di una trattativa fra l'allora sua squadra, la Motorola di cui faceva parte il "cow boy" di Dallas, ma si fece parte attiva nel corrompere gli avversari della Coors Light. Raggiunto per email da "Velonews"  Ochowicz ovviamente nega ogni addebito. "Non so nulla di accordi con Coors Light". Ma gli indizi sarebbero importanti.  

La corsa in questione, la Thrift Drug Classic, era del giugno 1993. E Armstrong era alle prime importanti esprienze ciclistiche. Ma già determinatissimo nel voler raggiungere gli obbiettivi prefissati. Ad ogni costo. Se Armstron…
ROMA - Nella storia infinita del processo statunitense acceso da Floyd Landis a carico dell'ex sette volte vincitore del Tour, Lance Armstrong, ogni tanto emerge uno schizzo di veleno. E questa volta è proprio il texano a chiamare a correo un personaggio importante. Si tratta di Jim Ochowicz, attuale manager della BMC. Non solo, secondo quanto riportato da alcuni media, sapeva di una trattativa fra l'allora sua squadra, la Motorola di cui faceva parte il "cow boy" di Dallas, ma si fece parte attiva nel corrompere gli avversari della Coors Light. Raggiunto per email da "Velonews"  Ochowicz ovviamente nega ogni addebito. "Non so nulla di accordi con Coors Light". Ma gli indizi sarebbero importanti.  

La corsa in questione, la Thrift Drug Classic, era del giugno 1993. E Armstrong era alle prime importanti esprienze ciclistiche. Ma già determinatissimo nel voler raggiungere gli obbiettivi prefissati. Ad ogni costo. Se Armstrong avesse vinto anche questa gara avrebbe completato la cosiddetta "Tripla Corona" dopo aver conquistato la K-Mart West Virginia Classic e la Corestates USPRO. E incassato 1 milione di dollari. E dell'episodio aveva parlato tempo fa anche l'italiano Gaggioli, al tempo sprinter vincente negli Usa, sostenendo di aver ricevuto da Armstrong 100.000 dollari per lasciarlo vincere. "A due giri dalla fine di quella corsa ero nel gruppetto dei primi con Bobby Julich e qualche altro italiano della Mercatone Uno. Lance si girò verso di me e io feci finta di non vedere che lui stava attaccando. Vinse in solitario".  I due si incontrarono in Italia, a Bergamo tempo dopo e, racconta ancora Gaggioli: "Lance mi fece un regalo augurandomi buon Natale. Nella scatola c'era una busta con dentro 100.000 dollari".

Roberto Pelliconi, uno dei corridori della Mercatone Uno presente in quell'azione, ha confermato in una intervista di aver raggiunto l'accordo per 50.000 dollari. Ora Armstrong ha confermato nei dettagli la vicenda testimoniando il 24 settembre scorso davanti ai giudici. E chiamando in causa un altro suo ex compagno, Phil Anderson. "Credo che Ochowicz abbia fatto la trattativa con la Coors Light. Me lo ha detto lui stesso. E forse anche Phil Anderson". La guerra di parole dell'ex maglia gialla continua.