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Cancellara, un messaggio per la Sanremo

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SIENA - Non fosse per la caratura dell'atleta che ha vinto si potrebbe benissimo dire che le "Strade bianche", siano una delle poche gare del calendario mondiale dove ambiente e paesaggio contano quasi più dei protagonisti, dei corridori. La corsa delle terre senesi con i suoi 52 chilometri di sterrato, i paesaggi struggenti della campagna toscana, le balze, i borghi, lo splendido arrivo in una Siena straripante di bellezze architettoniche, che la giornata ombrosa non è riuscita minimamente ad oscurare, sono uno spettacolo prorompente come in nessun'altra competizione a pedali. E pienamente degna dell'avvincente scenario è stata la vittoria di Fabian Cancellara. Lo svizzero un po' italiano (origini lucane) all'alba dei 34 anni che compirà il 18 prossimo  (la vigilia della della Milano-Sanremo da lui già vinta nel 2008) ha lanciato il primo segnale di una classe indubbia che lo ha portato in 16 anni di carriera ciclistica a dominare alcune delle più famose classiche del calendario. Tre "Strade bianche", con il freschissimo successo nella 10° edizione; tre Parigi-Roubaix; tre Giri delle Fiandre. Il numero "perfetto"  si ripete - quasi una scaramanzia - nel ricchissimo palmares dello svizzero dal fisico possente. E nel suo straripante palmares (una settantina le vittorie più rilevanti) ci sono anche le Olimpiadi (2008) e una Milano-Sanremo (2008).

Quello che "Il treno di Berna" ha fatto vedere sullo strappo finale prima dell'arrivo nella storica Piazza del campo, è un segnale preciso: sarà lui uno dei favoriti più accreditati per la prossima "corsa dei fiori", la prima classica "monumento" del calendario.  "La vigilia di quella "Sanremo" - racconta - La "Gazzetta" aveva messo in guardia tutti: vietato lasciare tre metri a Cancellara, se riesce a guadagnare quel vantaggio nessuno lo prende più". Così è andò allora. Sull'Aurelia quel marzo ormai lontano, l'esitazione di Pozzato e le gambe possenti dello svizzero hanno fatto la differenza. E quando c'è da spingere di forza sui pedali Cancellara mette in campo tutte le sue indubbie doti di eccellente cronoman (quattro ori mondiali nelle gare contro il tempo). E ancora oggi sono i pochi a potergli resistere. Per lui il tempo sembra non passare. Anche se ha programmato di chiudere la carriera con questa stagione. "Perché la voglia di lottare c'è sempre", spiega. Non è un caso che lo chiamino "Spartacus".  E  lo ha dimostrato ancora una volta quando, stretto nella morsa dei due avversari della Etixx Quick Step: Stybar, vincitore dell'edizione 2015 e l'ottimo Brambilla, ha chiuso sull'italiano lanciato all'attacco negli ultimissimi chilometri bruciando il ceco a pochi metri dal traguardo. "Questo è un giorno speciale - ha detto dopo l'arrivo -  Ho dovuto giocare le mie carte migliori. Sono senza parole. Sapevo che non potevo lasciare Brambilla troppo avanti e l'Etixx - Quick Step mi aveva messo in inferiorità numerica. Quindi ho usato la mia esperienza per controllare fino alla fine. Mi conosco molto bene. Vincere per la terza volta significa che sono nella storia. Avrò un pezzo di sterrato in mio nome. Ho messo il mio marchio a Siena per sempre. Sono davvero felice!".

"L'ultimo anno - ha aggiunto - deve essere speciale. Voglio smettere restando al più alto livello possibile". Sanremo e la altre grandi classiche lo aspettano; poi sarà al Giro: "La maglia rosa mi manca; vorrei mettere nella mia collezione anche una bici rosa". Ha cominciato con il colpo di pedale giusto. Quella appena cominciata si annuncia come la stagione delle novità.  A cominciare dal fatto che i grandi protagonisti si stanno già mettendo in grande evidenza. E si danno battaglia senza remore e tatticismi; da subito.  Contador ha vinto in salita in Algarve; Froome all''Herald Sun Tour (2 volte); Valverde in Portogallo; Nibali in Oman (per quel che vale). Il finale delle "Strade bianche" ha selezionato ancora una volta la "crema" del plotone. C'erano tutti i favoriti della vigilia, che poi sono gli "uomini da Sanremo",  quando a circa 18 chilometri dal traguardo una tremenda accelerazione in salita di Sagan ha annullato la fuga di giornata: unico superstite l'azzurro Brambilla, che, in giornata di grazia, finirà terzo. Ma sia Nibali che il belga Van Avermaet non hanno tenuto il ritmo nel finale. Il siciliano non sembra avere ancora la solita brillantezza in salita. E' apparso un po' rigido, duro, pesante sui pedali nella pendenza forte. Ma siamo solo ad inizio stagione.  E la Tirreno-Adriatico che annuncia una partecipazione stellare sarà un ottimo banco di prova per lui. Brambilla a parte, il segnale positivo viene dal toscano Ulissi determinatissimo nella bagarre finale e capace di tenere il passo degli inseguitori,  cui, però, è mancato il guizzo per raggiungere i tre fuggitivi (Cancellara, Brambilla e Stybar). Si annuncia un anno pedalato molto avvincente.   
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