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Un campione travestito da rockstar: Sagan a caccia della Roubaix

E' il personaggio più istrionico del gruppo, tra una trovata e l'altra cerca un magico bis nell'inferno del nord dopo aver vinto il Fiandre. Ed ha la riposta pronta anche per chi lo paragona a Zlatan Ibrahimovic: "Chi è costui?"

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COMPIEGNE - Non lo vedessi in pantaloncini corti e scarpette da bici non diresti neppure che sia un ciclista,  un corridore e men che meno un campione del mondo. Capelli lunghi, barba incolta, battuta pronta, atteggiamenti da rockstar, qualche esagerazione (come la volta che si spinse a toccare il "lato B" di una miss sul palco) e, per contro, una classe ciclistica assoluta. Lo slovacco Peter Sagan è un po' tutto questo. Non solo il favorito numero uno della prossima Parigi-Roubaix, la mitica "corsa del pavé", il cosiddetto "inferno del nord" che per l'edizione 114 propone tre nuovi tratti del diabolico basolato che tormenta il sonno di ogni corridore che si rispetti. Da quando ha dominato alla grande il Giro delle Fiandre, con un'azione di forza assoluta, non è più il magnifico perdente che le cronache avevano proposto fin qui. Immagine legittima, se è vero che dal primo gennaio ad oggi lo slovacco ha centrato ben sei secondi posti (e sei quarti). Senza mai andare oltre la dodicesima piazza, eccezion fatta per la classifica generale del Tour di San Luis (98°). Ora con "Gand Wevelgem" e  "Fiandre" nel carniere insegue la tripletta dei grandi nella "reine", la regina delle classiche. Ma quello che colpisce dello slovacco non è solo il suo indubbio talento ciclistico, quanto la sua capacità di attirare l'attenzione anche giù di sella.

Una clip che data all'inverno scorso ce lo mostra vestito come John Travolta ballare con la sua fidanzata Katka (a sua volta vestita come Olivia Newton-John) in piena atmosfera da "Grease". Un altro video, vecchio di un paio di stagioni ormai,  esaltava le sue doti acrobatiche, ritraendolo mentre sale con la bici sul tetto di una vettura. Avete mai visto un corridore vincere il devastante Giro delle Fiandre e impennare la bici con disinvoltura appena dopo il traguardo? Ebbene, Peter lo ha fatto col sorriso sulla bocca. Come al mondiale di Richmond, quando, dopo aver bastonato tutti con un attacco negli ultimi chilometri, è tornato a piedi sulla linea del traguardo per salutare i colleghi.  

E che sia un anticonformista lo conferma anche la conferenza stampa della vigilia della "Roubaix". A chi lo paragonava alla star svedese del Paris Saint Germain, Zlatan Ibrahimovic ha risposto: "E chi è questo Ibraimovich"?  Fa parte del fascino dello slovacco sporgersi in "boutade" che seducono il pubblico. E i giornalisti in particolare. I fiamminghi stravedono per lui: lo giudicano una sorte di messia, per la sua personalità, la sua maniera aggressiva di correre; le sue facezie. Rappresenta la sintesi del corridore moderno. Talento, fatica, ma anche disinvolto distacco. Niente drammi, affatto eroe. Uno di oggi. Altro che "Ciao mamma, sono contento di essere arrivato uno".

Dice una vecchia volpe del plotone come Marc Madiot, manager della Francaise des Jeux: "Attacca dove nessuno se lo aspetta; corre d'istinto, è imprevedibile, e questo piace alla gente". Insomma, secondo la maggior parte del plotone, direttori sportivi, tecnici, manager, ecc., rappresenta una ventata di freschezza in un mondo troppo ancorato al passato, ad un ciclismo "eroico" che non esiste più. Troppo spesso voltato all'indietro. "Al Tour - dice Thierry Gouivenou, direttore di corsa nella "grande boucle" - è il più disinvolto; uno dei pochi che non avverte la pressione".  "Sa bene come piacere al pubblico; ha sempre qualcosa di nuovo da mostrare e offrire",  aggiunge Patrick Lefevère, manager della Etixx Quick Step che ha con Tom Boonen uno dei pretendenti più autorevoli al mitico pavé di Roubaix, la pietra che, unica nel panorama ciclistico mondiale, sostituisce la coppa del vincitore. Il belga ne ha già conquistate quattro.

Insomma che sia così al naturale o che reciti una parte Sagan va dritto al cuore del tifoso. Quanto agli avversari che lo temano è chiaro: "E' un corridore che lascerà il segno nella sua generazione - dice Alexandre Kristoff, un altro dei grandi favoriti - vincerà ancora molte corse". Auguri.
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