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C'è l'Amstel, iniziano le Ardenne: idea Gasparotto, curiosità Aru

Con la corsa della birra si inaugura il trittico che, passando per la Freccia Vallone, culminerà con la Liegi del 24 aprile. Italiani non favoriti ma validi outsider. Il friulano fu l'ultimo a vincere 4 anni fa e ora è in crescita di condizione. Il sardo all'esordio

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Iniziano le Ardenne con i 50 anni dell'Amstel Gold Race, la corsa olandese della birra che inaugura il trittico cui seguiranno Freccia Vallone e LIegi. Cinquanta anni sono un po' pochini per competere con il fascino ultracentenario della Ronde o della Roubaix, per non parlare la Doyenne, che chiuderà la stagione delle classiche primaverili domenica 24 aprile. Qui mancano immagini da ciclismo eroico, ed allora la corsa compensa con lo spettacolo dei berg. Sono le cote olandesi, sul percorso se ne incontreranno una trentina, la più importante il Cauberg. E' un po' il muro di Huy olandese, con il suo km abbondante -pendenza che tocca anche il 12%-: i corridori lo dovranno affrontare ben 4 volte, le ultime due condensate nei 20 km finali. Sarà questo il momento chiave anche se, come già nella passata edizione, c'è la possibilità di un esame di riparazione a tempo di record: dalla vetta ci saranno quasi 2 km all'arrivo, chi vuol fare la differenza deve farla per bene altrimenti...

Il primo a vincere l'Amstel fu un francese, Jean Stablinski, che visse in Italia la massima giornata di gloria (a Salò, nel 1962, quando vinse il campionato del mondo). Poi una suddivisione abbastanza equa geograficamente, con 13 nazioni a conquistare almeno una edizione: la parte del leone la fa l'Olanda, con 17 successi, 5 dei quali appannaggio dell'occhialuto Jan Raas. Poi vengono i soliti belgi, quindi c'è l'Italia a quota 6. Dopo aver interpretato un ruolo di figuranti sul pavè fiammingo e francese, gli italiani trovano campi a loro ben più congeniali: non si parte favoriti, ma le premesse per fare qualcosa di buono ci sono. Dovendo puntare un cavallo, scegliamo l'usato sicuro con Enrico Gasparotto. Due i motivi: la tradizione, essendo l'ultimo ad aver vinto una prova delle Ardenne, il grado di forma fatto vedere alla Freccia del Brabante, dove il friulano è giunto secondo, battuto solo dal potentissimo ceco Vakoc.

Oltre a lui però ci sono altri nomi: restando all'usato sicuro, Davide Rebellin e Damiano Cunego (due che la corsa l'hanno già vinta), aspettando il salto di qualità invece andiamo su Diego Ulissi (tra l'altro il percorso gli si addice). Quindi i giovani: Colbrelli soprattutto, ma anche Battaglin, Felline ed un Diego Rosa uscito splendidamente dai Paesi Baschi, possono dire la loro. Capitolo a parte per Aru: sta correndo giù in funzione del Tour, non può ancora essere esplosivo. Però ha la classe per far vedere cose interessanti: più che di aspettative, lecito parlare di curiosità visto che si tratta di un debutto.  I favoriti comunque sono altri. Su tutti l'australiano Michael Matthews (che però già al Brabante ha sofferto il ruolo di numero uno), che si divide le attese con il connazionale Gerrans e il vincitore uscente, il polacco Kwiatkowski. Ovviamente quando arrivano queste gare non può mancare Philippe Gilbert: il vallone però, tra liti, fatture al dito, denunce per uso di spray urticante illecito dell'ultima settimana, non è proprio al massimo della serenità. Detto che il vecchio leone Purito Rodriguez non va mai snobbato anche se in ritardo di condizione, e che il francese Gallopin sembra maturo per vivere un giorno da leone, chiudiamo con due nomi alternativi. Uno è Julian Alaphilippe, l'altro è il ceco Petr Vakoc. Il francese alla Freccia del Brabante fu decisivo nel lavoro per il ceco, ci sarà la resa del favore?

 
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