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Freccia Vallone, Valverde cerca il poker storico. L'Italia gioca la carta Ulissi

Mercoledì la edizione 80 della classica belga. Favori del pronostico per il murciano, vincitore uscente. Italiani outsider, ma il toscano ha le carte in regola per incidere. Curiosità anche per Gasparotto, reduce dal trionfo all'Amstel. Trentino: Agnoli primo leader, Nibali guadagna sugli altri big

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ROMA - La prossima volta dei Septennales sarà nel 2019. La tradizione iniziò nel diciassettesimo secolo, ringraziamento alla Madonna per la fine di un lunghissimo periodo di siccità. Ogni sette anni una grande festa popolare, con la processione che porta la statua lungo una salita impossibile. Per i ciclisti la cadenza è più frequente, loro quella processione la fanno ogni anno sfidando i propri limiti: quella salita si chiama muro di Huy, è un pezzo di storia del ciclismo e mercoledì deciderà i destini della Freccia Vallone. La scia di emozioni lasciata da Enrico Gasparotto alla Amstel è lungi dal dissolversi, ma nelle Ardenne si va di fretta e, in attesa del clou di domenica prossima con la Liegi-Bastogne-Liegi, ecco il secondo capitolo del trittico con la edizione n. 80 della classica della Vallonia.

Una gara tradizionalmente spettacolare, ancora di più da quando gli organizzatori hanno ideato il muro come momento della verità: la prima volta nel 1983 con la vittoria del Tasso Hinault, anche se l'arrivo in cima fu introdotto due anni dopo. L'assalto a Huy è previsto tre volte, a partire dai 100 km dall'arrivo (lunghezza complessiva della corsa, 196 km) ma le cote complessivamente sono 12 (due in più della scorsa edizione). Dunque una corsa non tanto lunga, ma un concentrato di stress, con la sintesi estrema della fatica nella fatidica 'S' al 26% dell'ascesa finale che rappresenterà per tutti, tranne che per uno, l'addio ai sogni di gloria.

Gli italiani non partono favoriti, ma non lo erano neanche all'Amstel. La Freccia però è una corsa con una nostra grande tradizione. Sono diciotto le vittorie, seconda nazione nel palmares dietro al solito inarrivabile Belgio (38). C'è però un digiuno di sette anni: l'ultimo a vincere nel 2009, Davide Rebellin. Chi può farcela? Gasparotto va messo nella lista per la straordinaria condizione, ma il Muro di Huy non è il Cauberg. L'uomo di punta azzurro è a nostro avviso Ulissi: ha caratteristiche, maturità, convinzione e stato di forma per incidere. La curiosità: Diego Rosa. Sta facendo esperienza in questo tipo di gare, l'Astana gli offre un ruolo tattico importante, inoltre è uno che vince poco, però mai banalmente.

Il pronostico è per gli spagnoli, che ci hanno messo decenni e decenni per capire come si vince al nord, poi qualcosa di buono l'hanno ottenuta. Le ultime 4 edizioni sono state tutte loro, come è loro l'uomo da battere. Alejandro Valverde medita una grande primavera: la Vuelta Castilla y Leon (tra l'altro vinta) ha rappresentato una tappa di avvicinamento al quel Giro d'Italia che tornerà a vederlo protagonista. Questa corsa l'ha vinta tre volte come Kint, Argentin, Rebellin e 'ovviamentè Merckx. Nessuno però ha calato il poker, il murciano sente la storia. Uno dei principali avversari il suo eterno 'nemicò Joaquim Rodriguez, che ha iniziato male la stagione, ma è plasmato per quel muro: è un vecchio saggio Purito, e questo non stona con la durezza di un epilogo in cui l'irrequietezza giovanile può creare problemi non risolvibili ai polpacci.  
 
Insieme a loro da tenere d'occhio anche Alaphilippe e la sua ricerca della consacrazione, Matthews (che per ora soffre i favori del pronostico) ma anche un Henao in ottima forma e un Daniel Martin che in questo tipo di gare dà il meglio di se stesso. E poi c'è Gilbert. La stagione ha preso una piegaccia anche dal punto di vita extraciclistico (la lite con l'automobilista, l'uso improprio dello spray urticante, la denuncia). Non cosa da poco, all'Amstel si è visto. Lui però è sempre Gilbert, un campione del mondo capace di fare il trittico delle Ardenne, quindi..

GIRO DEL TRENTINO, AGNOLI PRIMO LEADER - L'Astana vince la cronosquadre che ha aperto la 40esima edizione del Giro del Trentino. La formazione kazaka ha compleato i 12,1 km fra Riva del Garda e Torbole in 13'30" alla media di 53,723 km/h. Secondo posto per il team Sky (13'44"), terza l'Ag2R La Mondiale (13'44"). La prima maglia ciclamino di leader della classifica generale è stata indossata da Valerio Agnoli e intanto Vincenzo Nibali, fra i favoriti per la classifica finale, guadagna 14" su Landa.
ORDINE D'ARRIVO
1)   Astana Pro Team 13'30
2)   Team Sky +0:14
3)    Ag2r La Mondiale +0:14
4)    Bora Argon 18 +0:16
5)   Gazprom Rusvelo +0:22
L'Astana in azione durante la cronometro (foto Pierre Teyssot) 
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