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Giro d'Italia, Dumoulin conquista la prima rosa. Nibali fa meglio degli altri big

Tom Dumoulin in maglia rosa (afp)
L'olandese non sbaglia la prima, velocissima, crono della corsa rosa. In Olanda precede per un centesimo lo sloveno Roglic, mentre nella lotta tra i probabili favoriti, lo Squalo si mostra più brillante di Valverde e Landa
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APELDOORN - Per incitarlo si è scomodato perfino il sovrano Guglielmo Alessandro d' Orange, in impeccabile cravatta rosa, e lui ha risposto con i fatti. Tom Dumoulin è il primo capo del Giro D'Italia numero 99. Una cavalcata breve, intensissima: i 10 km iniziali di quell'interminabile serpentone lungo 3383 che terminerà tra poco più di tre settimane a Torino. Una maglia rosa conquistata con il brivido: lo sloveno Roglic sta per sorprendere tutti, forse anche se stesso, ma lascia strada per un centesimo... Un nulla, che conferma però la logica di un pronostico orientato sull'olandese dallo spossante virus che tormenta Fabian Cancellara. Un peccato per la Locomotiva di Berna, che non può giocarsi ad armi pari la carta che attendeva da tempo: l'ultima chance di conquistare la rosa (dopo essere stato leader a Tour e Vuelta) sfuma, e i 14'' pagati al vincitore lasciano ipotizzare che in condizioni normali le cose sarebbero andate diversamente.

Dumoulin alla vigilia si era affrettato a dichiarare che, nonostante lo scorso anno abbia ceduto la Vuelta a Fabio Aru proprio all'ultimo assalto, il successo finale non è nelle sue corde ("L'obbiettivo è Rio"). Se il suo non è un bluff, allora Vincenzo Nibali tra i big è quello uscito meglio dall'aperitivo. Restringendo il campo alla sfida con gli spagnoli, sette secondi rifilati a Valverde, ventuno (e qui iniziano ad essere un bottino dignitoso) a Mikel Landa.  "E' stata una crono molto esplosiva, gli sforzi erano difficili da gestire: la prima parte era velocissima, nella seconda serviva tanta forza per i rettilinei finali - è il commento di Nibali -. Una tappa è andata, ora pensiamo alle altre, per ora sono più che soddisfatto, ma restiamo coi piedi per terra. Un passo alla volta". Un bravo anche a Moreno Moser, che conferma un buon momento di forma: primo degli italiani a 12'' dalla maglia rosa.

Nella patria di Van Gogh e Mondrian (l'opera di quest'ultimo ispiratrice di una famosa maglia di un team del Tasso Hinault), il lungagnone Dumoulin è quello che pennella meglio le otto curve ad angolo retto. La differenza tra gli specialisti, in una crono corsa ad una media di 53,212, sta sostanzialmente nella capacità di entrare in queste come un proiettile, in una sorta di faccia a faccia con gli impressionanti muri di folla che fanno da schermo. Certo, i rischi non mancano: van Emden è uno degli enfant du pays che possono far bene, ma raccoglie un pugno di mosche finendo a terra in uno dei punti più difficili. Ancora peggio va al giovane elvetico Kung, che dopo aver avuto il conforto del crono (+1'' dal vincitore dall'intermedio), resta fregato allo stesso modo. Ma ci sono anche altri spunti. Tra questi, quello della futura maglia rosa. In Olanda ci aspettano altre due frazioni, tendenzialmente da velocisti. In tale ottica Marcel Kittel si porta avanti il lavoro: il tedesco spara parecchie cartucce, fa il tempone (11'' dietro Dumoulin) e si tiene caldo per il gioco degli abbuoni. Calcolo esatto? Forse, ma lo sforzo odierno potrebbe essere pagato nel confronto diretto con gli altri prof dello sprint. Novemilaottocento metri tutti di un fiato, non manca il vento, chi sbaglia la gestione delle risorse è fondamentale. Esempio. Tim Welllens nella prima parte sembra quello che piazzava scatti su scatti nelle Ardenne: appena 4'' di ritardo da Dumoulin, diventano 20 al traguardo. Dicevamo di Vincenzo Nibali. Lo Squalo trova il giusto mix tra rischio e velocità: attento nelle curve, pronto nel rilanciare l'azione. Tutto sommato si difende bene Valverde, che da corridore regolare non fa errori, mentre gli altri, chi più chi meno, deludono. Vero, le prove contro il tempo non saranno loro alleate, ma dal Landa del Trentino e dallo Zakarin visto al Romandia, era lecito attendersi maggiore brillantezza. Intanto mette tutti d'accordo Tom Dumoulin: "Oggi sono veramente un uomo fortunato. È stata una gara di grande sofferenza, particolarmente nella parte finale del percorso. A dire il vero non mi sento benissimo, ho un dolore allo stomaco ma sono anche felicissimo. Non ho fatto la migliore prova contro il tempo della mia vita ma anche non la peggiore. Mi sarebbe piaciuto andare più veloce però conta solo il risultato e vincere qui nei Paesi Bassi ha a sapore speciale...". A proposito di cose speciali, un olandese non ha mai vinto il Giro, chissà...  

ORDINE D'ARRIVO DELLA PRIMA TAPPA - Appeldoorn-Appeldoorn (cronometro)
1 - Tom Dumoulin (NED-Giant Alpecin) 11'03''
2 - Primoz Roglic (SLO-LottoNL Jumbo) s.t.
3 - Andrey Amador (CRC-Movistar) a 6''
4 - Tobias Ludvigsson (SWE-Giant Alpecin) a 8''
5 - Marcel Kittel (GER-Etixx Quickstep) a 11''
6 - Moreno Moser (ITA-Cannondale) a 12''
7 - Bob Jungels (LUX-Etixx Quickstep) a 13''
8 - Fabian Cancellara (SUI-Trek Segafredo) a 14''
9 - Matthias Brandle (AUT-IAM) a 14''
10 - Silvan Dillier (SUI-BMC) a 16'' 
LA CRONO DEI BIG
Tom Dumoulin (NED-Giant Alpecin) 11'03''
Vincenzo Nibali (ITA-Astana) a 19''
Alejandro Valverde (ESP-Movistar) a 24''
Ilnur Zakarin (RUS-Katusha) a 32''
Rigoberto Uran (COL-Cannondale) a 33''
Rafal Majka (POL-Tinkoff) a 38''
Mikel Landa (ESP-Sky) a 40''
 
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