Giro d'Italia, Ulissi fa l'impresa. Dumoulin torna in rosa
di LUIGI PANELLA
L'urlo di Ulissi a Praia a Mare (afp)
Il toscano, con una magistrale azione proposta nel punto più difficile del percorso, va a cogliere una splendida vittoria solitaria. Crolla Kittel, l'olandese si riprende il primato. Bene Nibali
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PRAIA A MARE - Quando lo scorso anno vinse a Fiuggi, scrivendo uno dei cinque capitoli della sua storia al Giro, versò lacrime dal sapore liberatorio: quel successo era lo spartiacque di un periodaccio, figlio di una controversa storia doping. Stavolta l'esultanza di Diego Ulissi è diversa, goduta con il piglio dell'uomo sicuro, che pianifica l'azione, sa quello che vuole e lo ottiene. Il ritorno in Italia dopo il viaggio in Olanda è all'insegna del toscano della Lampre. La sua è una interpretazione perfetta, dalle prime fasi al momento chiave. A 10 km dall'arrivo, lo strappo di via Fortino, pendenze fino al 18%. Un momento che esalta il collettivo: Conti, (compagno di squadra del vincitore) entra nel drappello che si sgancia dal gruppo, lavora e evita inopportuni ricongiungimenti. Poi spazio all'assolo del capitano: annunciato, su quel tratto che sembra una cote delle classiche del nord, la dove in molti lo profetizzano protagonista. Fa la differenza, rilancia l'azione e vince dopo una sorta di cronometro lunga 2 km (tanto durava il rettolineo finale) combattuta contro i cacciatori.
Giro, Tappa 4 - Le statistiche di Diego Ulissi
Schliesslich in Italien, finalmente in Italia. Immaginiamo che non sia la frase preferita da Marcel Kittel. Quattro vittorie al Giro: due in Irlanda, due in Olanda, ma in Italia... Due anni fa a Bari si era arreso ad una febbretta, stavolta il tedesco tiene duro. Resta a galla nonostante i due GPM, poi affonda irrimediabilmente su pendenze a lui proibite. E la maglia rosa torna al mittente. Tom Dumoulin c'è: non era solo cronoprologo, distacchi millesimali, acrobazie matematiche per restare leader. Stavolta l'olandese prende l'iniziativa, dà filo da torcere a tutti, conquista un ottimo secondo posto che gli vale il primato nella generale. Lui continua a negare, ma molti, memori della Vuelta sfumata per un soffio, continuano a indicarlo un gradino più in alto rispetto a quello riservato agli outsider. Tra quelli invece che non possono nascondersi, bei segnali da Nibali e Valverde: pimpanti loro, pimpanti le rispettive squadre. Non granché invece la reattività di Mikel Landa: d'accordo, lo strappo ad andatura frenetica non si adatta ad uno da alta montagna, inoltre a conti fatti non perde nemmeno un secondo, però...
Giro d'Italia, il film della quarta tappa
Spunti da Giro d'Italia nel giorno del ritorno. Percorsa calabrese. L'arrivo a Praia a Mare è sede inedita, Catanzaro -quella di partenza- è navigata. Luogo non banale: primo contatto nel 1930 con vittoria di Luigi Marchisio, il piemontese dalla maglia rosa sbiadita (vinse molto giovane, all'esordio, ma quell'anno il tiranno Binda era stato pagato per non correre e lasciare viva la corsa), l'ultimo nel 2008 con squillo di Mark Cavendish. In mezzo altri 4 appuntamenti, uno appannaggio del più forte dei fratelli Petterson, il leggendario quartetto svedese che vinse anche un mondiale a cronometro. Tappa più difficile di quelle olandesi, non tanto per i due GPM presenti, quando per il complesso finale. La fuga di giornata introduce il tema della 'punizione'. Attaccano il nostro Boem , lo statunitense Rosskopf, lo svizzero Brandle (il più pericoloso per la generale dopo la bella crono iniziale) e lo sloveno Mohoric (altro uomo di Ulissi), uno dei più promettenti in circolazione per le gare in linea, credito acquistato con le vittorie ai mondiali junior Under 23.
Ulissi profetico, prima della tappa diceva...
La punizione? La Nippo Vini Fantini (Berlato se ne sta tranquillo, mento ammaccato dopo la caduta di ieri in allenamento) manca l'ingresso nel quartetto, e il ds Giuliani mette la squadra alla frusta. L'espiazione sembra completa quando viene portato Grosu ad un tiro di schioppo dai battistrada: li vede, quasi li tocca, poi cede. E riparte la linea dura in testa al plotone. Forse è per questo che già ad una quarantina di km dal traguardo la fuga è neutralizzata. Fatica comunque non sprecata della Nippo, perché sul secondo GPM di giornata Cunego arriva primo sulla salita (non gli capitava da 7 anni!) e conquista la maglia azzurra di leader della montagna. Poi breve stasi tattica che però dura poco. In tanti provano a romperla, da Pirazzi, a Colbrelli (altro adatto ad una tappa del genere) a Moreno Moser, che scatta allettato dalla possibilità di essere il quarto della dinastia a portare la maglia rosa. L'azione buona però è una sola, la piazza Ulissi. "Sono estremamente felice. C'è stato un grandissimo lavoro di squadra. Valerio Conti ha lavorato sodo per portar fuori il gruppetto da dove sono uscito io. Sapevo che il gruppo inseguitore sarebbe andato più veloce di me, ma sono riuscito a mantenere una buona velocità. Ho dato tutto quel che avevo. E' una grande emozione".
ORDINE D'ARRIVO DELLA QUARTA TAPPA
1- Diego Ulissi (ITA-Lampre Merida)
2 - Tom Dumoulin (NED-Giant Alpecin) a 5''
3 - Steven Kruijswijk (NED-LottoNL Jumbo) a 5''
4 - Alejandro Valverde (ESP-Movistar) a 6''
5 - Gianluca Brambilla (ITA-Etixx Quickstep) a 6''
6 - Vincenzo Nibali (ITA-Astana) a 6''
7 - Ilnur Zakarin (RUS-Katusha) a 6''
8 - Matteo Busato (ITA-Willer Southeast) a 6''
9 - Esteban Chaves (COL-Orica GreenEDGE) a 6''
10 - Nicholas Roche (IRL-Sky) a 6'' CLASSIFICA GENERALE
1 - Tom Dumoulin (NED-Giant Alpecin)
2 - Bob Jungels (LUX-Etixx Quickstep) a 20''
3 - Diego Ulissi (ITA-Lampre Merida) a 20''
4 - Steven Krujswijk (NED-LottoNL Jumbo) a 24''
5 - Georg Preidler (AUT-Giant Alpecin) a 24''
6 - Vincenzo Nibali (ITA-Astana) a 26''
7 - Alejandro Valverde (ESP-Movistar) a 31''
8 - Jakob Fugslang (DEN-Astana) a 35''
9 - Nicholas Roche (IRL-Sky) a 37''
10 - Esteban Chaves (COL-Orica GreenEDGE) a 37''