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Giro d'Italia, altro sprint tedesco: vince Greipel, Dumoulin resta in rosa

Andre Greipel domina a Benevento (afp)
Kittel resta dietro, ma la terza volata su 5 frazioni è ancora appannaggio della Germania. L'olandese resta in rosa, Nibali e Landa -coinvolti in un frazionamento del gruppo- perdono 4'' da Valverde
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BENEVENTO - Lo sprint? In questo Giro d'Italia è roba da tedeschi, cambia solo il personaggio. Irrompe l'uomo dalla mascella scultorea, Andre Greipel. Sul perfido porfido del traguardo di Benevento, inasprito da una leggera pendenza, il Gorilla -alias che gli è costata anche qualche presa in giro, Sagan in prima fila- imita il Kittel d'Olanda, vince per distacco. Non certo una sorpresa, Greipel è un eclettico, sa adattarsi. Lo avevamo visto in fuga sul pavè dei muri delle Fiandre, lo ritroviamo con la gamba giusta di chi fiuta la vittoria e mette i suoi uomini a faticare, consapevole che non li deluderà. Insomma, come la metti la metti, sempre Germania è: quello con la faccia da 'cattivo' vince, quello bello invece vede le janare, le streghe beneventane. Kittel infatti si stacca, non partecipa alla bagarre, l'unico momento dolce della sua giornata resta in partenza: compleanno, crostatona e candeline, poi il nulla. Classifica generale: maglia rosa sempre sulle spalle di Dumoulin, eppur qualcosa si muove. Uno scivolone di Taaramae nell'ultimo km fraziona il gruppo. Resta agganciato alla parte giusta Valverde, stanno dietro Nibali e Landa: il risultato sono 4'' rosicchiati dal murciano. Nessuna neutralizzazione del tempo per la caduta, la giuria conferma il divario. "Ho capito perché il Giro è una corsa difficile -ha spiegato Dumoulin-. Abbiamo fatto su e giù tutto il giorno e il gruppo è esploso nel finale. Non mi sono preoccupato quando Bob Jungels è partito per la volata perché anche se avesse preso quattro secondi di abbuono non sarebbe stato un problema. Ho pensato solo a me stesso, era un finale molto difficile".
Compleanno amaro per Marcel Kittel 
La marcia dalla Calabria alla Campania quindi qualche danno lo produce. Questo pur essendo sulla carta meno complessa rispetto a quella di Praia a Mare, se non altro perché lo strappo sentenza del Fortino (18% la percentuale di pendenza che ha esaltato Ulissi) stavolta è nella parte iniziale. UN GPM conquistato da Damiano Cunego. Il veronese ci prende gusto: il consolidamento della maglia azzurra gli vale un'altra presenza sicura su un podio dove non appariva da anni. L'epilogo pro Greipel è destinato a lanciare un nuovo dualismo tutto tedesco. Benevento, che ospita per la settima volta il Giro, del resto il dualismo sembra averlo nel Dna sin dall'esordio, nel 1925. Vinse Costante Girardengo, il primo grande campionissimo, ma quell'anno la rosa se la prese il successore nella mitologia ciclistica del tempo, Alfredo Binda. E ancora, nel 1978 Giuseppe Saronni, dopo una tappa molto selettiva, iniziò a stuzzicare la rivalità con Francesco Moser. Per non parlare poi del 1973: vittoria di De Vlaeminck, ma rosa a Merckx dal primo all'ultimo giorno, con Gimondi a meditare una vendetta che arriverà pochi mesi dopo al Mondiale di Barcellona. Giornata dalla fuga immancabile. Parte dopo il Fortino, quattro protagonisti. Daniel Oss, uomo da classica del nord, abituato alla sofferenza: quando su una curva scivola lasciando una strato di pelle sull'asfalto, ha la forza di ricongiungersi agli altri. Questi sono il basco Txurruka (l'unico che può teoricamente dare fastidio alla rosa, lontana 5') e due russi: Foliforov e Brutt. Quest'ultimo è uno che al Giro ha già trovato gloria: otto anni fa a Contursi - sempre in Campania- in un giorno di fughe lunghe (180 km) e catene saltate sul più bello, con David Millar furibondo a imprecare contro il fato. Quattro bei passisti, il vantaggio massimo di sei minuti e mezzo non è un caso: oltre all'ovvio lavoro della Giant di Dumoulin, c'è quello della Lotto, e qui capiamo tutto sulle intenzione di Greipel.

Epilogo adrenalinico. Kittel fuori gioco, la Lampre è messa meglio di tutte: si lavora per Modolo, poi lo scivolone rimescola le carte. Valverde è un felino nel saltare sul carro giusto, Nibali e Landa meno. E' un momento in cui i treni non contano più, è un tutti contro tutti. Vince chi ne ha di più, rende l'idea una suggestiva inquadratura dall'alto: Greipel parte lunghissimo, ma lo fa con una potenza tale da prendere una quindicina di metri a Demare (altro secondo posto) e Colbrelli.

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"Dico 'chapeau' ai miei compagni. E' stata una caccia durissima, per riprendere i fuggitivi hanno continuato a lavorare per me. Li ringrazio tutti, sono parte di questa vittoria", commenta il tedesco. "Nella volata finale ho cercato di non essere chiuso, ho visto un'apertura e mi son lanciato anche se mancavano ancora 300 metri, avevo le gambe buone". Giovedì primo spartiacque, con l'arrivo in salita.a Roccaraso (Aremogna). Non è una ascesa impossibile, ma di solito la prima esperienza in quota resta sempre indigesta a qualuno. In pratica, potrebbero uscire i primi nomi, quelli di chi il Giro non lo vincerà.

ORDINE D'ARRIVO DELLA QUINTA TAPPA
1 - André Greipel (GER-Lotto Soudal)
2 - Arnaud Demare (FRA-FDJ) s.t.
3 - Sonny Colbrelli (ITA-Bardiani CSF) s.t.
4 - Bob Jungels (LUX-Etixx Quickstep) s.t.
5 - Moreno Hofland (NED-LottoNL Jumbo) s.t.
6 - Manuel Belletti (ITA-Wilier Southeast) s.t.
7 - Rick Zabel (GER-BMC) s.t.
8 - Georg Preidler (AUT-Giant Alpecin) s.t.
9 - Caleb Ewan (AUS-Orica GreenEDGE) s.t.
10 - Alexey Tcatevitch (RUS-Katusha) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1 - Tom Dumoulin (NED-Giant Alpecin)
2 - Bob Jungels (LUX-Etixx Quickstep) a 20''
3 - Diego Ulissi (ITA-Lampre Merida) a 20''
4 - Georg Preidler (AUT-Giant Alpecin) a 20''
5 - Steven Krujswijk (NED-LottoNL Jumbo) a 24''
6 - Vincenzo Nibali (ITA-Astana) a 26''
7 - Alejandro Valverde (ESP-Movistar) a 27''
8 - Ilnur Zakarin (RUS-Katusha) a 35''
9 - Jakob Fugslang (DEN-Astana) a 35''
10  - Nicholas Roche (IRL-Sky) a 37''

 
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