Giro, Kluge sorprende gli sprinter: Nizzolo ancora secondo. Kruijswijk resta in rosa
di LUIGI PANELLAIl milanese, favorito della volata dopo gli abbandoni di Greipel e Kittel, deve inchinarsi al colpo da finisseur di un altro tedesco. Non cambia nulla nella generale. Nibali: "Una buona giornata, ma aspettiamo le tappe più dure"
CASSANO D'ADDA - Quelle strane etichette. Luigi Malabrocca con i suoi occhi da cinese per due Giri non fece altro che vedere il fondo schiena degli altri: ultimo, maglia nera per antonomasia, tutti lo ricordano così dimenticando che seppe vincere una Parigi-Nantes, una Coppa Agostoni e per due volte il tricolore nella disciplina nobile e fangosa del ciclocross. Gaetano Belloni, leggenda del ciclismo eroico, è l'eterno secondo d'Italia: 150 volte dietro al vincitore in un'epoca cannibalizzata da Binda e Girardengo. Eppure vinse un Giro, due Sanremo, tre Lombardia, nonché svariate tappe. Per una di queste il premio fu un quadro che si affrettò a rivendere, era firmato Picasso... La strana etichetta sta diventando la seconda pelle di Giacomo Nizzolo. L'uomo più atteso, la maglia rossa ceduta da Greipel, 'traditore' della filosofia dei Giro con il suo abbandono programmato e tiranno delle volate insieme ad un altro 'disert…
CASSANO D'ADDA - Quelle strane etichette. Luigi Malabrocca con i suoi occhi da cinese per due Giri non fece altro che vedere il fondo schiena degli altri: ultimo, maglia nera per antonomasia, tutti lo ricordano così dimenticando che seppe vincere una Parigi-Nantes, una Coppa Agostoni e per due volte il tricolore nella disciplina nobile e fangosa del ciclocross. Gaetano Belloni, leggenda del ciclismo eroico, è l'eterno secondo d'Italia: 150 volte dietro al vincitore in un'epoca cannibalizzata da Binda e Girardengo. Eppure vinse un Giro, due Sanremo, tre Lombardia, nonché svariate tappe. Per una di queste il premio fu un quadro che si affrettò a rivendere, era firmato Picasso... La strana etichetta sta diventando la seconda pelle di Giacomo Nizzolo. L'uomo più atteso, la maglia rossa ceduta da Greipel, 'traditore' della filosofia dei Giro con il suo abbandono programmato e tiranno delle volate insieme ad un altro 'disertore' come Kittel. Basta tedeschi, tocca a lui, l'eterno secondo, e invece... La volata la vince, ma non basta: secondo! Tredicesimo podio al Giro. La volata la vince, ma la tappa va a Roger Kluge, un pistard del Brandeburgo. E' uno che fa le Sei Giorni, che ha vinto l'argento alle Olimpiadi di Pechino nella corsa a punti. Nel Dna dunque ha il colpo da finisseur, la sparata dell'ultimo km capace di stendere il gruppo. Prima di lui la prova Pozzato, ma quando c'è una tappa pianeggiante la lingua ufficiale è il tedesco: la Germania arriva a quota sei vittorie.
Kluge rappresenta l'epilogo a sorpresa dei 196 km da Molveno a Cassano d'Adda, un traguardo dove si respira lo sport. Vi sono nati due capitani storici della Nazionale di calcio come Valentino Mazzola e Giacinto Facchetti, oltre a Gianni Motta, trionfatore del Giro di 50 anni fa. La carta, ma solo quella, prevede tranquillità: un solo GPM 4/a categoria, c'è la fuga di tre uomini sui quali il plotone incombe come un 'grande fratello'. I tre all'attacco comunque non sono banali, se non altro perché se la sono già giocata in situazioni del genere. Daniel Oss indossa la maglia ideale del km passati in fuga, con lui ci sono altri due attaccanti dei giorni precedenti come l'albanese Zhupa e il russo Brutt. Sei minuti di vantaggio massimo, in corsa gli diamo zero possibilità di riuscita, ma c'è la variante atipica. Rientra sui battistrada un altro terzetto composto da Konovalovas, Bak e Belkov. E il drappello ricarica le batterie costringendo le squadre dei velocisti a lavorare doppio.
Dietro la Trek di Nizzolo non si nasconde, gestisce la situazione da squadra del favorito. Indubbiamente il milanese sembra diventarlo sempre di più, perché la giornata è quella dei ritiri di altri due velocisti pericolosi: lasciano Mezgec e quella miscela esplosiva di energie di Caleb Ewan. Inoltre a 2 km dall'arrivo Colbrelli finisce nell'erba a bordo strada... Col brivido, ma alla fine i sei di testa sono agganciati. mancano 1500 metri all'arrivo, precisione chirurgica del gruppo, ma prima Pozzato rilancia, poi Kluge chiude l'opera: "Sono professionista da sei anni e questa è la grande vittoria che ho sempre cercato. E' un sogno, non era assolutamente programmata, stavo lavorando per Heinrich Haussler, ho chiuso il buco per lui ma ho visto la possibilità di rimanere davanti. La linea d'arrivo era molto vicina. E' una sensazione strana. Ieri eravamo molto dispiaciuti per aver scoperto che la squadra avrebbe chiuso a fine anno ma abbiamo deciso di fare gruppo ed è meraviglioso ottenere una vittoria per cancellare il dispiacere".
Adrenalina pura in una giornata di teorico recupero delle energie dei migliori in classifica. Steven Kruijswijk mantiene ovviamente la maglia rosa ("E' stata una giornata lunga ma
piacevole. Mi sono goduto il primato"), ma i riflettori sono tutti per Vincenzo Nibali. "Oggi era una tappa relativamente facile: tolto lo stress degli ultimi 40 chilometri, abbiamo una passato buona giornata", spiega lo Squalo. "La condizione è quella che è, vediamo, bisogna aspettare le tappe più dure -continua con realismo-. In questo momento non sono al meglio, non ci sono altre scuse". Venerdì esami clinici per capirci qualcosa di più: "Questi non sono i miei standard, speravo molto meglio anche io. Non è una scusa ma è giusto avere questo riferimento". Ora c'è da chiudere al meglio il Giro, poi la Francia. L'allenatore di Nibali, Paolo Slongo, annuncia che lo Squalo farà il Tour: nei piani dell'Astana avrà un ruolo di supporto per Fabio Aru. Ma la decisione finale spetterà alla strada.
ORDINE D'ARRIVO
1. Roger Kluge (Ger-Iam) in 4h31'29"
2. Giacomo Nizzolo (Ita-Trek) s.t.
3. Nikios Arndt (Ger-Giant) s.t.
4. Sacha Modolo (Ita) s.t.
5. Matteo Trentin (Ita) s.t.
6. Alexander Porsev (Rus) s.t.
7. Pim Ligthart (Ned) s.t.
8. Ramunas Navardauskas (Ltu) s.t.
9. Manuel Belletti (Ita) s.t.
10. Paolo Simion (Ita) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Steven Kruijswijk (Ned-Lotto) in 68h11'39"
2. Esteban Chaves (Col-Orica) a 3'00"
3. Alejandro Valverde (Esp-Movistar) a 3'23"
4. Vincenzo Nibali (Ita) a 4'43"
5. Ilnur Zakarin (Rus) a 4'50"
6. Rafal Majka (Pol) a 5'34"
7. Bob Jungels (Lux) a 7'57"
8. Andrey Amador (Crc) a 8'53"
9. Domenico Pozzovivo (Ita) a 10'05"
10. Konstantin Siutsou (Blr) a 11'03"
11. Jakob Fuglsang (Den) a 11'21"
12. Rigoberto Uran (Col) a 13'53"
Kluge rappresenta l'epilogo a sorpresa dei 196 km da Molveno a Cassano d'Adda, un traguardo dove si respira lo sport. Vi sono nati due capitani storici della Nazionale di calcio come Valentino Mazzola e Giacinto Facchetti, oltre a Gianni Motta, trionfatore del Giro di 50 anni fa. La carta, ma solo quella, prevede tranquillità: un solo GPM 4/a categoria, c'è la fuga di tre uomini sui quali il plotone incombe come un 'grande fratello'. I tre all'attacco comunque non sono banali, se non altro perché se la sono già giocata in situazioni del genere. Daniel Oss indossa la maglia ideale del km passati in fuga, con lui ci sono altri due attaccanti dei giorni precedenti come l'albanese Zhupa e il russo Brutt. Sei minuti di vantaggio massimo, in corsa gli diamo zero possibilità di riuscita, ma c'è la variante atipica. Rientra sui battistrada un altro terzetto composto da Konovalovas, Bak e Belkov. E il drappello ricarica le batterie costringendo le squadre dei velocisti a lavorare doppio.
Adrenalina pura in una giornata di teorico recupero delle energie dei migliori in classifica. Steven Kruijswijk mantiene ovviamente la maglia rosa ("E' stata una giornata lunga ma
piacevole. Mi sono goduto il primato"), ma i riflettori sono tutti per Vincenzo Nibali. "Oggi era una tappa relativamente facile: tolto lo stress degli ultimi 40 chilometri, abbiamo una passato buona giornata", spiega lo Squalo. "La condizione è quella che è, vediamo, bisogna aspettare le tappe più dure -continua con realismo-. In questo momento non sono al meglio, non ci sono altre scuse". Venerdì esami clinici per capirci qualcosa di più: "Questi non sono i miei standard, speravo molto meglio anche io. Non è una scusa ma è giusto avere questo riferimento". Ora c'è da chiudere al meglio il Giro, poi la Francia. L'allenatore di Nibali, Paolo Slongo, annuncia che lo Squalo farà il Tour: nei piani dell'Astana avrà un ruolo di supporto per Fabio Aru. Ma la decisione finale spetterà alla strada.
ORDINE D'ARRIVO
1. Roger Kluge (Ger-Iam) in 4h31'29"
2. Giacomo Nizzolo (Ita-Trek) s.t.
3. Nikios Arndt (Ger-Giant) s.t.
4. Sacha Modolo (Ita) s.t.
5. Matteo Trentin (Ita) s.t.
6. Alexander Porsev (Rus) s.t.
7. Pim Ligthart (Ned) s.t.
8. Ramunas Navardauskas (Ltu) s.t.
9. Manuel Belletti (Ita) s.t.
10. Paolo Simion (Ita) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Steven Kruijswijk (Ned-Lotto) in 68h11'39"
2. Esteban Chaves (Col-Orica) a 3'00"
3. Alejandro Valverde (Esp-Movistar) a 3'23"
4. Vincenzo Nibali (Ita) a 4'43"
5. Ilnur Zakarin (Rus) a 4'50"
6. Rafal Majka (Pol) a 5'34"
7. Bob Jungels (Lux) a 7'57"
8. Andrey Amador (Crc) a 8'53"
9. Domenico Pozzovivo (Ita) a 10'05"
10. Konstantin Siutsou (Blr) a 11'03"
11. Jakob Fuglsang (Den) a 11'21"
12. Rigoberto Uran (Col) a 13'53"