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Tour de France, tris di Cavendish: vittoria 29, ora neanche Merckx è lontano

L'esultanza di Mark Cavendish (afp)
Ancora una grande volata del britannico, secondo da solo nella classifica dei vincitori di tappe di tutti i tempi dietro al Cannibale (a quota 34). Non cambia niente nella classifica generale: van Avermaet resta in maglia gialla
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Mark Cavendish balla da solo. Gli altri velocisti organizzano treni che deragliano, affannati nella ricerca della strategia. L’uomo dell’Isola di Man invece è in stato di grazia, può fregarsene dei dettagli. “Seguirò la ruota di Renshaw” (suo compagno di squadra, ndr) aveva detto presentando una tappa dallo sprint scontato. Ma quando l’australiano si dissolve, lui non batte ciglio andando a piazzare uno splendido tris. Ricetta semplice: non sbaglia dove gli altri sbagliano. La Katusha ad esempio si muove anche benino, ma Kristoff non ha lo smalto per emergere. La Lotto entra in scena troppo presto (su tutti Bak), ma Greipel non batte colpi ed esce persino dai primi dieci. La Etixx invece sbaglia ancora i tempi: Sabatini si scatena con troppo anticipo, ma facendo così annienta il trait-d’union con Marcel Kittel, lasciato in balia di eventi che non riesce a fronteggiare. Dopo due fotofinish, stavolta la musica è diversa: Cavendish vince abbastanza nettamente, e mette un altro tassello nella sua scalata al record di vittorie al Tour. Quella colta oggi è la numero 29: significa che il Tasso Hinault è ormai dietro e che il Cannibale Merckx è lontano 5 successi.   

Il tutto in una giornata nella quale il plotone si concede l’ultima ‘pausa’ in vista dei Pirenei. I big stanno attenti a non farsi male e non sprecare energie, le squadre dei velocisti monopolizzano la grande occasione. Insomma, nonostante quattro GPM, si respira un certo clima da trasferimento. C’è tutto il tempo per l’angolo della nostalgia. In questi giorni va fortissimo Raymond Poulidor, a conferma del fatto che in Francia il fascino dell’eterno secondo non tramonta mai. Stavolta lo spunto lo fornisce Montsaly, località toccata dal gruppo dopo una ventina di km. Il Tour del 1968 era uno dei tanti designati per il trionfo in giallo dell’uomo della Vandea, poi il solito senso dell’incompiuto… Proprio a Montsaly una moto lo centrò in pieno per evitare uno spettatore mentre, ironia della sorte, gli altri favoriti scatenarono un attacco. Celebri le immagini di Pou Pou che si difende con il volto insanguinato, distrutto fisicamente e moralmente al punto di ritirarsi il giorno dopo.

Meno drammatico il ruolo degli attori intermedi di giornata, ruolo da non protagonisti. In fuga vanno il ceco Barta e il giapponese Arashiro. L’uomo del Sol Levante in avanscoperta comunque non trasmette più nessun tocco esotico, vista la sesta partecipazione alla Grande Boucle del buon Yukiya. Insomma, i tempi da ‘mosca bianca’ di Kisso Kawamuro (ma andiamo addirittura agli anni venti) sono lontani in tutti i sensi. Il copione va avanti così per parecchio tempo, fino ai meno ventidue dall’arrivo, fissato in località Mountauban. E’ solo la seconda volta che il Tour ci arriva (diciotto anni fa vittoria dell’istrionico Jacky Durand sul nostro Andrea Tafi), ma la tradizione ciclistica è ugualmente molto forte. L’US Montauban è una sorta di fiore all’occhiello del movimento: negli anni ottanta tenne a battesimo ottimi corridori, il più bravo Laurent Jalabert. Dicevamo, ultimi 20 km a gruppo compatto. Velocità elevata, non c’è neanche spazio per qualche disperato finisseur di giornata. Arrivano in fretta le grandi manovre della volata. Tutti si organizzano al meglio, ce n’è solo uno che fa da solo, ma è proprio quello che vince. Eppure... "Oggi ero un po' preoccupato. Tutto il giorno sono rimasto dietro, sentivo molto caldo -spiega Cavendish-. Stamattina mi dicevano che poteva essere di nuovo una tappa per velocisti ma io non era convinto. Ho aspettato sino alla fine, quando è iniziato lo sprint, ed è andata bene. Sono felicissimo per questo mio terzo successo in sei giorni. Mi rende orgoglioso l'aver superato Bernard Hinault. Dedico la vittoria a mia figlia"

ORDINE D'ARRIVO DELLA SESTA TAPPA
1. Mark Cavendish           (Gbr, Dimension Data) in 4h 43' 48"
2. Marcel Kittel            (Ger, Etixx-Quick Step)        s.t.
3. Daniel Mc Lay            (Gbr, Fortuneo-Vital Concept)  s.t.
4. Alexander Kristoff           (Nor)                      s.t.
5. Christophe Laporte           (Fra)                      s.t.
6. Peter Sagan                  (Svk)                      s.t.
7. Dylan Groenewegen            (Ned)                      s.t.
8. Edward Theuns                (Bel)                      s.t.
9. Bryan Coquard                (Fra)                      s.t.
10. Shane Archbold               (Nzl)                      s.t.
12. Davide Cimolai               (Ita)                      s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Greg Van Avermaet        (Bel, Bmc)            in 30h18'38"
2. Julian Alaphilippe       (Fra, Etixx-Quick Step)   a 05'11"
3. Alejandro Valverde       (Esp, Movistar)           a 05'13"
4. Joaquin Rodriguez        (Esp)                     a 05'15"
5. Christopher Froome       (Gbr)                     a 05'17"
6. Warren Barguil           (Fra)                         s.t.
7. Nairo Quintana           (Col)                         s.t.
8. Pierre Rolland           (Fra)                         s.t.
9. Fabio Aru                (Ita)                         s.t.
10. Daniel Martin            (Irl)                         s.t.


 
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