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Tour de France, i due volti di Froome: colpisce un tifoso, poi fa l'impresa in discesa

La gioia di Chris Froome sul traguardo (ap)
Capolavoro tattico del britannico nella difficile frazione del Tourmalet: "Mi sono sentito della vecchia scuola, è stato divertente". Ma prima un brutto gesto del nuovo leader: un tifoso lo ostacola in salita e lui lo colpisce. Sorpresi Quintana e gli altri. Bella prova di Aru, che resta ben piazzato in classifica
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I due volti di Chris Froome al Tour de France. Fa l'impresa con un'azione che è un tributo alla genialità: tutti lo aspettano in salita, lui attacca in discesa e va a prendersi la maglia gialla. C'è però una macchia destinata a lasciare il segno: un gestaccio del nuovo leader della generale, immagini televisive che non lasciano dubbi. Un tifoso, presumibilmente colombiano dalla maglia sfoggiata, lo infastidisce in salita. E lui lo colpisce. Indipendentemente dal pathos agonistico del momento, un rischio: la situazione ricorda quella che costò carissima a Wladimir Belli, espulso dal Giro di 15 anni fa per aver colpito un tifoso di Gibo Simoni. "La telecamera non mostra come la bandiera di questo tifoso per poco non colpiva la mia ruota anteriore e il mio manubrio. Stavo per cadere", la giustificazione della maglia gialla. La bravata gli costerà una multa da 200 franchi svizzeri, l'equivalente di 184 euro. Praticamente nulla.

Tour de France: un tifoso lo infastidisce, Froome gli sferra un pugno

Un vero peccato in un giorno pieno di situazioni inattese. Per lunghi tratti della seconda frazione pirenaica, abbiamo rimpianto il ciclismo folle (ovviamente una follia positiva, senza cazzotti). Una nostalgia di quella imprevedibilità che rischia di sfociare nell'autolesionismo. Nostalgia dell'attacco di Bernard Hinault, che proprio su alcune delle strade odierne, 30 anni fa mandò all'aria la sua sesta vittoria al Tour consegnando il giallo di Parigi a Lemond. Il Tasso sembrava padrone, ma nella discesa dal Tourmalet attaccò senza senso è pagò sul Peyresourde. Già, il Peyresourde. Avevamo appena finito di criticare i big dei giorni d'oggi, così 'sani di mente', così scontati, che Chris Froome... Non parliamo del cazzotto, ma dell'azione geniale, straordinaria. Il Team Sky fa il ritmo in salita: Henao piazza uno scatto che è una coltellata, lo stesso fa Valverde, ma alla fine sembra pari e patta. Poi il colpo di genio: frullata del keniano bianco negli ultimi metri ed attacco violentissimo in discesa. Quintana è sorpreso, persino la sua faccia senza espressione è allibita: Valverde è l'unico discesista che lo possa aiutare, ma Froome è scatenato, rischia, vince, prende la maglia gialla, se la merita. Il Tour è lungo, ancora siamo sul filo dei secondi, ma che segnale.

Froome-uno e Froome-due a parte, piace Fabio Aru. Sa soffrire quando gli squadroni impongono un ritmo infernale, non perde mai la lucidità in discesa, rilancia in caccia di abbuoni. Non li prende, ma intanto archivia una giornata molto difficile restando con i migliori. Segnali importanti anche da lui in questa tappa dal sapore antico, di quelle nella quali si respira il Tour subito, a iniziare dalla partenza di Pau (sede per la sessantottesima volta). Poi le salite. L'Hors Categorie è il mito Tourmalet, uno dei momenti che i francesi ansimano di cogliere. Le loro chance di conquistare la Grande Boucle sono ridotte al lumicino, almeno si prendono questo simbolo. Dal 2010 ad oggi, cinque transalpini su sette, buon ultimo Thibaut Pinot.  L'enfant 'non tanto' prodige dopo la mezza disfatta nella prima pirenaica, dà battaglia e conquista il souvenir Jacques Goddet. Ma è puro orgoglio, è il soldato che si lancia da solo con la baionetta, che si immola per dimostrare qualcosa a se stesso. Insieme a lui Rafal Majka, l'uomo che vive nel limbo. E' luogotenente di un capitano che soffre: Contador non riesce a tenere il bastone del comando, perde altro terreno prezioso. Ma anche così, il polacco non riesce mai a farsi chiamare leader, non fa paura (in realtà il 'capo' della Tinkoff ormai è Kreuziger): gli avversari non si dannano l'anima quando va in avanscoperta, tanto che l'unico momento in cui viene considerato è sul Col de Val Louron. Vorrebbe prendersi la vetta, Froome -evidentemente non era giornata da libro Cuore- lo stringe senza mezzi termini e favorisce il compagno di squadra Poels.

Quando entrano in scena i big la musica cambia, anche in realtà per i primi tre GPM gli eventi sono secondari. Nibali perde contatto, un vortice di inevitabile sconfitta che risucchia un paio di maglie: la gialla di Van Avermaet, la bianca di Alaphilippe. Ma lì dove conta, il gioco è tattico. Lavora forte il Team Sky, più della Movistar del sornione Quintana. Schermaglie interrotte da un paio di scatti micidiali. Alla fine però stiamo per mettere il segno X sulla contesa, con tanto di felicitazioni per Adam Yates: con la deriva di Van Avermaet, in cima alla salita la maglia gialla è del britannico. Poi l'imprevisto Froome: non fa rima con fantasia, stavolta sorprende tutti, gli ampi sorrisi per una vittoria che ancora lascia comunque tutto aperto mostrano quanto ci tenesse. Ora il tempo di una riflessione, poi domenica torrida: cinque GPM, il più duro l'arrivo di Andorra Arcalis. "Non era un attacco previsto -spiega Froome-, ma una volta in cima mi sono detto, 'sono qui, perchè non provare?. Stavo bene, ero davanti e sono andato. Mi sembrava di essere un corridore di vecchia scuola, la discesa è stato solo divertimento. E' stata una giornata molto dura, non ho guadagnato tantissimo, ma ogni secondo guadagnato al Tour è positivo". Poi altre parole, queste di giustificazione. I due volti di Chris Froome.

ORDINE D'ARRIVO
1 - Chris Froome (GBR-Sky)
2 - Daniel Martin (IRL-Etixx Quickstep) a 13''
3 - Joaquin Rodriguez (ESP-Katusha) a 13''
4 - Romain Bardet (FRA-Ag2r) a 13''
5 - Roman Kreuziger (CZE-Tinkoff) a 13''
6 - Fabio Aru (ITA-Astana) a 13''
7 - Adam Yates (GBR-Orica Bikexchange) a 13''
8 - Alejandro Valverde (ESP-Movistar) a 13''
9 - Bauke Mollema (NED-Trek Segafredo) a 13''
10 - Richie Porte (AUS-BMC) a 13''
CLASSIFICA GENERALE
1 - Chris Froome (GBR-Sky)
2 - Adam Yates (GBR-Orica Bikexchange) a 16''
3 - Joaquin Rodriguez (ESP-Katusha) a 16''
4 - Daniel Martin (IRL-Etixx Quickstep) a 17''
5 - Alejandro Valverde (ESP-Movistar) a 19''
6 - Nairo Quintana (COL-Movistar) a 23''
7 - Fabio Aru (ITA-Astana) a 23''
8 - Tejay Vangarderen (USA-BMC) a 23''
9 - Romain Bardet (FRA-Ag2r) a 23''
10 - Bauke Mollema (NED-Trek Segafredo) a 23''
 
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