Sport

Tour de France, Matthews beffa Sagan: Froome resta in giallo

Michael Matthews esulta sul traguardo di Revel (ansa)
Il campione del mondo monopolizza la fuga verso Revel, ma l'inferiorità numerica lo penalizza a favore dell'australiano. All'attacco anche Nibali, che però si stacca. Non cambia nulla nella generale. Contador annuncia: niente Rio
3 minuti di lettura
Vincitore morale, Peter Sagan. Vincitore reale: Michael Matthews. Dopo il riposo il Tour non offre scossoni di classifica (Froome sempre in giallo) ma un duello di qualità per la vittoria di tappa. Il campione del mondo entra nella fuga del giorno e dà spettacolo: cura l'attacco, lo controlla, lo riduce alla sua misura, fa il bello e il cattivo tempo in salita e in pianura. Arriva secondo solo per una doppia inferiorità numerica: non solo Matthews ha con lui il compagno di squadra Impey -e il gioco tattico si rivela perfetto-, ma anche gli altri 3 che sono con lo slovacco nel momento topico, gli remano contro. E alla fine, inevitabilmente, a Sagan manca quel minimo di energie in più per fronteggiare il finale imperioso dell'australiano, alla prima vittoria in carriera alla Grande Boucle.  

Tappa da Barondeurs, come i francesi amano i cacciatori di tappe. L'altitudine massima di questo Tour si incontra praticamente al pronti via: oltre 22 km di ascesa per arrivare al Port d'Envalira. Ci arriva per primo il portoghese Rui Costa e conquista il souvenir dedicato ad Henri Desgrange, per quei pochi che non lo sapessero il più grande imprenditore della storia del ciclismo. A lui si deve l'invenzione del Tour, anche se c'è il vago sospetto che il ciclismo attuale potrebbe non piacergli. Desgrange infatti era un teorico della bici a scatto fisso (il cambio secondo lui era per donne e uomini di mezza età) e si 'divertivà a creare percorsi - parliamo dei primi anni del secolo scorso- che esaltassero il più possibile la bellezza attraverso la sofferenza. Insomma, il tanto parlare sulla migliorata pedalata di Froome non lo avrebbe entusiasmato.

Tour, 10a tappa - Matthews vince in volata

Sempre in tema retrò, il traguardo di Revel riveste una certa importanza storica: la prima volta che il Tour, 50 anni fa, ci arrivò vinse Rudi Altig, ma soprattutto nel 1969 si rivelò alla Francia Eddy Merckx, che vi colse la prima delle 34 vittorie. Era l'anno della positività al Giro del belga, delle sue lacrime in bianco e nero che entrarono impetuose nelle case degli italiani. La reazione fu però da Cannibale, gli avversari furono letteralmente spazzati via. Tornando all'attualità invece, l'eroe sfortunato di questo Tour paga ancora le conseguenze della Grande Boucle: Alberto Contador è ancora ammaccato ed ha escluso la possibilità di partecipare alle Olimpiadi di Rio.  
 
Veniamo alla fuga. Si compone a capitoli: oltre al citato Rui Costa, ci sono i nostri Caruso (che guadagna benino in classifica) e Nibali (orgoglioso, ma ancora con poco smalto), Boasson Hagen, Sagan, Van Avermaet, Matthews (quest'ultimo assistito da Durbridge e Impey), uomini di Froome e Quintana (Landa e Gorka Izagirre). E poi ancora. I francesi Gallopin (che fa la coppia più bella del ciclismo con la bellissima moglie Marion Rousse, anche lei ciclista) e Chavanel. Infine, l'altro Dumoulin. Siamo abituati a Tom, l'aitante olandese, domatore della bufera prima della sosta. Stavolta in avanscoperta va Samuel, francese tascabile che con il suo metro e sessanta. In pratica, se vanno insieme ad una festa, uno catalizza l'attenzione delle fanciulle, l'altro rischia di occuparsi dei dischi...

Contador: "Niente Rio, punto alla Vuelta"

Dischi o non dischi, Samuel è uno dei sopravvissuti al forcing di Sagan. Pianura, falso piano, l'iridato dà tutto e si toglie di mezzo un sacco di finisseur. Quindi il GPM di terza categoria di Cote de Saint-Ferreol. Qui Sagan prova a fare unlteriormente la differenza, ma Matthews ha anche Durbridge che tira alla grande evitando scossoni. Nel momento finale, Sagan contro 5: Impey con il suo scattare cerca di spossarlo, ma lui replica sempre, a volte anche anticipando l'azione degli altri, quasi avesse lo sguardo anche dietro la schiena. Uno spettacolo che però nel tortuoso ultimo km si paga: Impey tira la volata, Van Avermaet - che è un volpone- la anticipa, Matthews la vince. E Sagan? Applausi.

"L'emozione è indescrivibile. Dopo i due anni che ho vissuto è stupendo trionfare qui. La mia squadra ha fatto un grande lavoro per me: siamo sempre tutti insieme e ci aiutiamo a vicenda. Oggi Daryl Impey, per esempio, è stato perfetto", commenta il vincitore. Quindi un Froome in vena di appuntamenti: "Non è facile tornare in bici dopo un giorno di riposo. Ripartire con tutto il gruppo è sempre faticoso, anche se sei un po' più fresco. Oggi ci sono stati tantissimi attacchi nelle fasi iniziali e la mia squadra ha lavorato alla grande.Anche domani dovrebbe essere una giornata tranquilla; poi ci sarà il Mont Ventoux, che tutti attendiamo...".

ORDINE D'ARRIVO
1 - Michael Matthews (AUS-Orica Bikexchange)
2 - Peter Sagan (SVK-Tinkoff) s.t.
3 - Edvald Boasson Hagen (NOR-Dimension Data) s.t.
4 - Greg Van Avermaet (BEL-BMC) s.t.
5 - Samuel Dumoulin (FRA-Ag2r La Mondiale) s.t.
6 - Daryl Impey (RSA-Orica Bikexchange) a 2''
7 - Luke Durbridge (AUS-Orica Bikexchange) a 1'10''
8 - Damiano Caruso (ITA-BMC) a 3'01''
9 - Gorka Izaguirre (ESP-Movistar) a 3'10''
10 - Tony Gallopin (FRA-Lotto Soudal) a 3'10''
I commenti dei lettori