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Tour de France, poker di Cavendish: Froome resta in giallo

Cavendish va a vincere, Kittel si arrabbia (ansa)
Trentesima vittoria in carriera alla Grande Boucle per il britannico, che regola in volata Kristoff e Sagan e fa arrabbiare Kittel. Non cambia nulla in classifica generale
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La quiete delle 3000 specie svolazzanti nel Parc des Oiseaux viene turbata da una palla di cannone. Al parco degli uccelli è un Mark Cavendish da 30 e lode: sprint vincente, il quarto in questo Tour, il trentesimo complessivo. E' il secondo a toccare una quota del genere dopo Eddy Merckx (che ha il primato assoluto a quota 34). Una azione che è il trionfo della logica. L'uomo dell'Isola di Man, che aveva mostrato di essere di gran lunga il velocista più forte alla Grande Boucle, non fa altro che confermarsi su un finale che esalta la volata. Oltre tre km di rettilineo da vivere tutti d'un fiato, lineari, dove i treni dei velocisti si sovrappongono e si ha tutto il tempo di ragionare su strategie e ruote che contano. Una sorta di microcosmo all'interno della corsa, in pratica casa Cavendish: Kittel è il suo uomo, lo segue con freddezza per poi passarlo quando il tedesco, lasciato solo troppo presto dal fido Sabatini, paga il vento in faccia. Kittel mescola delusione a rabbia: Cavendish indubbiamente devia traiettoria, ma lo fa dopo aver completato il sorpasso. Giuria: tutto regolare. E per l'uomo Etixx nemmeno il podio, sorpassato anche da Kristoff, Sagan e Degenkolb.    
 
Velocità e mezze polemiche quindi, per una volata che nobilita una giornata pigra. Un sabato qualunque, un sabato francese, parafrasando Sergio Caputo. Chi vuole dar fastidio a Chris Froome - che se ne resta serenamente in giallo- le tagliole inizierà a piazzarle domenica, nel primo assaggio di Alpi con il Grand Colombier. In attesa, marcia soft: tre GPM di modesta entità, peraltro nella prima metà del percorso. Si parte da Montelimar, luogo dolce ed al tempo stesso amaro. Dal 1700 è un punto di riferimento della fabbricazione del Torrone, ha anche il record di quello più grande: 400 kg di mandorle e 160 di miele per la 'costruzione'. L'amaro invece è il ricordo del precedente più illustre, l'arrivo del 2006. Non tanto per l'esito della classica fuga bidone che premiò Oscar Pereiro Sio, quanto per il fatto che quella azione diventò decisiva ai fini dell'assegnazione del Tour solo perché Floyd Landis - tra l'altro uno dei primi a puntare il dito contro Lance Armstrong- si fece beccare in un grossolano doping a base di testosterone. Insomma, una fase del ciclismo fastidiosa da rivivere.

Giorno da volata, complicato dal vento che soffia spesso in faccia ai corridori. Un motivo in più perché il gruppo dia un bell'appuntamento allo sprint, ma senza fretta. Le squadre dei velocisti del resto di adeguano al ritmo non trascendentale dei quattro che vanno in fuga. C'è anche l'italiano Benedetti (uno che ama attaccare) insieme allo statunitense Howes, allo svizzero Elmiger ed al francese Jeremy Roy, uno che cinque anni fa queste azioni le metteva all'ordine del giorno, tanto da essere premiato come supercombattivo di tutto il Tour. Italia e Francia in fuga danno lo spunto per una riflessione sulla geografica: 14 tappe e nessuna vittoria latina (includendo quindi anche Spagna e Portogallo), dall'alba del 1903 è la prima volta che capita. Il giorno precedente era stato eguagliato quel record del 2013, ma almeno in quella occasione Matteo Trentin aveva interrotto la serie alla 14esima occasione.  Insomma, latini, se ci siete battete un colpo.

Per chiudere qualche accenno sulla volata. Questioni di treni. Quelli di Kittel si materializzano quando mancano un paio di km, la strada è larga e dalla parte opposta fanno la stessa cosa anche i Lotto di Greipel (nel giorno del compleanno 34, nessun acuto del Gorilla), poi si fa avanti anche la truppa Kristoff. Ma alla fine il risultato è sempre lo stesso.

ORDINE D'ARRIVO DELLA 14/A TAPPA
1. Mark Cavendish             (Gbr, Dimension)    5h43'49"
2. Alexander Kristoff         (Nor, Katusha)          s.t.
3. Peter Sagan                (Svk, Tinkoff)          s.t.
4. John Degenkolb             (Ger)                   s.t.
5. Marcel Kittel              (Ger)                   s.t.
6. Andrè Kittel               (Ger)                   s.t.
7. Bryan Coquard              (Fra)                   s.t.
8. Davide Cimolai             (Ita)                   s.t.
9. Christophe Laporte         (Fra)                   s.t.
10. Samuel Dumoulin            (Fra)                   s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Christopher Froome       (Gbr, Sky)            in 63h46'40"
2. Bauke Mollema            (Ned, Trek)            a    01'47"
3. Adam Yates               (Gbr, Orica)           a    02'45"
4. Nairo Quintana           (Col)                  a    02'59"
5. Alejandro Valverde       (Esp)                  a    03'17"
6. Tejaj Van Garderen       (Usa)                  a    03'19"
7. Romain Bardet            (Fra)                  a    04'04"
8. Richie Porte             (Aus)                  a    04'27"
9. Daniel Martin            (Irl)                  a    05'03"
10. Fabio Aru                (Ita)                  a    05'16"



 
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