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Tour de France, la prima sulle Alpi a Pantano. Aru attacca, Froome controlla

L'esultanza di Jarlinson Pantano (reuters)
Il colombiano, diventato famoso per essere arrivato con l'ombrello sotto la grandine di Andorra, vince la tappa a Culoz battendo in una volata a due il polacco Majka. Il sardo è l'unico uomo di classifica a tentare qualcosa, ma la maglia gialla non concede spazio
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Un colombiano per tutte le stagioni. Va benino, magari non benissimo, in salita. Va molto forte in discesa e sa anche gestire le volate di coppia. E se piove, anzi grandina come ad Andorra, se ne frega del galateo del ciclismo e arriva al traguardo addirittura con l'ombrello. L'assaggio sulle Alpi va a Jarlinson Pantano, cognome che foneticamente fa un certo effetto. Una vittoria studiata da lontano, prima condividendo i sogni con una trentina di attaccanti, poi lavorando sulle incertezze di Rafal Majka, polacco tanto inesorabile in salita quanto titubante in discesa. Non fosse finito nell'erba dopo aver sbagliato una curva, avrebbe vinto lui. Ma la strada non può essere sempre dritta...
 
Epilogo che lascia indifferente un Chris Froome che, dopo quel bagno di tenerezza mostrato nella corsa a piedi sul Ventoux, torna poco simpatico nel commentare il distacco di Aru in classifica. Un mezzo scivolone che poteva essere evitato, se non altro perché il sardo è l'unico che gli fa scendere una riga di sudore nella prima alpina. Gli altri ormai sembrano sudditi del tiranno in giallo. Nessuno prova nulla, Valverde si muove solo in risposta gli scatti di Aru, Mollema e Yates sono conservativi del pregiatissimo podio virtuale. Insomma, si sta per aprire una settimana intensissima, ma il rischio che si lotti per tenere la posizione più che per scalzare chi sta davanti è serio.
 
Pianura, illustre sconosciuta. Il primo assaggio di Alpi non può certo essere definito un antipastino. Sei GPM sul massiccio del Jura, i momenti clou sul Grand Colombier (da qualche corridore definito l'Hors categorie più tosto), seguito dai Lacets du Grand Colombier. O salita o discesa, in fondo all'ultima l'arrivo inedito di Culoz. Più famigliare con il Tour la partenza di Bourg en Bresse: di solito quando è stata sede di tappa, la situazione è stata appannaggio di un velocista. Stavolta ovviamente è impossibile una situazione del genere. Qui è nata una leggenda del ciclismo francese, Daniel Morelon. Chi ha tagliato il traguardo del cinquanta se lo ricorda bene: in pista vinceva quasi sempre lui, due ori olimpici, sette titoli mondiali. Un record battuto dall'apparizione sulla scena dell'esplosivo giapponese Nakano.
 
Dai velocisti ai fuggitivi, con l'introduzione che lasciamo al ds del Team Sky, Portal: "E' una tappa in cui i compagni di squadra avranno poco peso, sono gli uomini di classifica a doversi muovere in prima persona". Traduzione: la Sky non si cura più di tanto di luogotenenti in avanscoperta, in primis degli uomini di Quintana e Valverde, Izagirre e Oliveira. I due fanno parte di un drappellone di gente interessante: oltre ai primi due di giornata, segnaliamo Dumoulin, Rolland, Pozzovivo, Voeckler, Zubeldia, Navarro, Plaza, Pauwels, Coppel, Alaphilippe.  C'è pure Vincenzo Nibali, che non vede l'ora di graffiare. Ma ancora, pur con qualche miglioramento, è uno Squalo con i denti indeboliti dall'infinito post Giro senza corse. Mangia la foglia quando l'olandese volante Tom Dumoulin anticipa il Grand Colombier e lo raggiunge insieme a Pozzovivo.  La salita è però talmente tosta che gli scenari ci mettono poco a cambiare. I monopolizzatori sono Majka e Zakarin: fa piacere soprattutto per il secondo, che al Giro d'Italia ci aveva fatto prendere un colpo con una caduta terrificante in discesa. Nibali invece cede di schianto, riesce comunque a dare una mano ad Aru. L'Astana si muove, l'andatura di Diego Rosa è di quelle che fanno male, anche a parecchi compagni. Ma è il prezzo da pagare. La stoccata di Aru arriva, Froome controlla: per lui lavora Poels, ritmo che non consente evasioni. Un risultato c'è però: Tejay Van Garderen becca un minuto e mezzo, sa di leadership della Bmc affidata a Richie Porte.

"Oggi era una tappa impegnativa, affrontata a tutta fin da subito; con i compagni abbiamo deciso di fare la seconda parte del Grand Colombier per fare la corsa ancor più dura e siamo comunque contenti di questo. Manca una settimana, il Tour è ancora lungo. Una tappa fatta a queste andature peserà nelle gambe anche la prossima settimana, era questo il mio obiettivo. Sono tranquillissimo, mi godo quest'esperienza e cerco di fare il massimo", spiega il sardo. Ripreso lui, tutto calmo per la gialla. Nessuna calma davanti: Majka sbaglia in discesa, Pantano no. Volata a due e il colombiano sorprende ancora: dietro rinvengono Vuillermoz e Reichenbach, lui gioca d'azzardo, aspetta fino all'ultimo, fa andare davanti il polacco e poi lo passa. Anche con il sole, l'uomo con l'ombrello torna a far parlare di sé.

ORDINE D'ARRIVO DELLA 15/A TAPPA
1 - Jarlinson Pantano (COL-IAM Cycling)
2 - Rafal Majka (POL-Tinkoff)  s.t.
3 - Alexis Vuillermoz (FRA-Ag2r La Mondiale) a 6''
4 - Sebastien Reichenbach (SUI-FDJ) a 6''
5 - Julian Alaphilippe (FRA-Etixx Quickstep) a 22''
6 - Serge Pauwels (BEL-Dimension Data) a 25''
7 - Pierre Rolland (FRA-Cannondale Drapac) a 25''
8 - Ilnur Zakarin (RUS-Katusha) a 1'30''
9 - Daniel Navarro (ESP-Cofidis) a 1'30''
10 - Tom Jelte Slagter (NED-Cannondale Drapac) a 2'08''
CLASSIFICA GENERALE
1 - Chris Froome (GBR-Sky)
2 - Bauke Mollema (NED-Trek Segafredo) a 1'47''
3 - Adam Yates (GBR-Orica Bikexchange) a 2'45''
4 - Nairo Quintana (COL-Movistar) a 2'59''
5 - Alejandro Valverde (ESP-Movistar) a 3'17''
6 - Romain Bardet (FRA-Ag2r La Mondiale) a 4'04''
7 - Richie Porte (AUS-BMC) a 4'27''
8 - Tejay Vangarderen (USA-BMC) a 4'47''
9 - Daniel Martin (IRL-Etixx Quickstep) a 5'03''
10 - Fabio Aru (ITA-Astana) a 5'16''
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