PENA CABARGA (Spagna) - Lì dove tutto nacque, sulla vetta di Peña Cabarga. Chris Froome avverte i suoi rivali e, soprattutto, Nairo Quintana, al suo fianco al traguardo. Il corridore della Sky, vincitore del Tour de France, ha conquistato l'11/a tappa della Vuelta di Spagna, la Colunga-Jurassic Museum/Peña Cabarga di 168,6 km, tagliando il traguardo davanti al leader delle generale. Proprio in Cantabria nel 2011 il britannico ottenne il primo successo importante della sua carriera. All'epoca vinse mettendosi alle spalle lo spagnolo Cobo che poi trionfò a Madrid, oggi ha anticipato il ciclista della Movistar che in rosso ci è già e che nella capitale spagnola vuole arrivarci da leader. Il colombiano non è apparso per nulla in difficoltà e ha controllato la situazione lasciando la vittoria al rivale. Terzo Alejandro Valverde (Movistar Team), staccato di 6″ a braccetto con Leopold Konig (Team Sky) e Alberto Contador (Tinkoff).
FUGA SOTTO CONTROLLO - Gran parte della tappa, a parte i quasi sei chilometri finali in salita, si è svolta perlopiù in pianura e le fughe non hanno sortito grande effetto. La prima, e di fatto la più lunga e importante, si è verificata, non a caso, soltanto dopo 43 km con un gruppo consistente di ben 23 attaccanti, fra i quali gli italiani Davide Malacarne di Astana Pro Team e Cesare Benedetti di Bora-Argon 18. Il gruppetto di testa ha mantenuto un vantaggio di poco superiore ai 5′ fino a metà tracciato, col plotone in controllo sotto la guida della Movistar, affiancata come sempre dalle altre due squadre protagoniste di questa Vuelta, il Team Sky di Chris Froome e la Tinkoff di Alberto Contador.
GLI SCATTI NEL FINALE - Sotto la spinta proprio della squadra dello spagnolo il vantaggio dei 23 fuggitivi a 52 km dal traguardo è precipitato a 2'17", per poi scendere ulteriormente a 1'36" a -40 km e sotto il minuto a -26 km. Visto l'ormai ristretto margine sul gruppo della pur lunga fuga di giornata, ai -37 km gli attaccanti hanno provato ad allungare in solitaria per fuggire al ritorno degli inseguitori, prima con Tiago Jose Pinto Machado (Team Katusha), poi con Jacques Janse Van Rensburg (Team Dimension Data), ma la Tinkoff non ha lasciato spazio ad alcun tipo di iniziativa e all'inizio della salita conclusiva di Peña Cabarga da Heras (di 5,6 km) il vantaggio dei 23 battistrada era ormai praticamente azzerato. Sulle prime rampe il primo a strappare è il belga Ben Hermans (BMC Racing Team), ma a 1,7 km dall'arrivo è il colombiano Johan Chaves (ORICA-BikeExchange) a piazzare uno scatto da scalatore puro prendendosi subito 18″ di margine, con Froome, Quintana e Contador che si controllano a vicenda e scattano insieme soltanto a 700 metri dalla conclusione andando a riprendere subito Chaves. A spuntarla è appunto il britannico davanti al colombiano.
QUINTANA SEMPRE IN ROSSO - In classifica generale Quintana mantiene 54" sullo stesso Froome e aumenta a 1'05" il vantaggio su Valverde. Non si sono presentati al via Simon Clarke (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team) e Silvio Herklotz (Bora-Argon 18), mentre si sono ritirati nel corso della frazione Patrick Bevin (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team), Jose Isidro Maciel Goncalves (Caja Rural - Seguos RGA) e Laurent Pichon (FDJ).
FUGA SOTTO CONTROLLO - Gran parte della tappa, a parte i quasi sei chilometri finali in salita, si è svolta perlopiù in pianura e le fughe non hanno sortito grande effetto. La prima, e di fatto la più lunga e importante, si è verificata, non a caso, soltanto dopo 43 km con un gruppo consistente di ben 23 attaccanti, fra i quali gli italiani Davide Malacarne di Astana Pro Team e Cesare Benedetti di Bora-Argon 18. Il gruppetto di testa ha mantenuto un vantaggio di poco superiore ai 5′ fino a metà tracciato, col plotone in controllo sotto la guida della Movistar, affiancata come sempre dalle altre due squadre protagoniste di questa Vuelta, il Team Sky di Chris Froome e la Tinkoff di Alberto Contador.
GLI SCATTI NEL FINALE - Sotto la spinta proprio della squadra dello spagnolo il vantaggio dei 23 fuggitivi a 52 km dal traguardo è precipitato a 2'17", per poi scendere ulteriormente a 1'36" a -40 km e sotto il minuto a -26 km. Visto l'ormai ristretto margine sul gruppo della pur lunga fuga di giornata, ai -37 km gli attaccanti hanno provato ad allungare in solitaria per fuggire al ritorno degli inseguitori, prima con Tiago Jose Pinto Machado (Team Katusha), poi con Jacques Janse Van Rensburg (Team Dimension Data), ma la Tinkoff non ha lasciato spazio ad alcun tipo di iniziativa e all'inizio della salita conclusiva di Peña Cabarga da Heras (di 5,6 km) il vantaggio dei 23 battistrada era ormai praticamente azzerato. Sulle prime rampe il primo a strappare è il belga Ben Hermans (BMC Racing Team), ma a 1,7 km dall'arrivo è il colombiano Johan Chaves (ORICA-BikeExchange) a piazzare uno scatto da scalatore puro prendendosi subito 18″ di margine, con Froome, Quintana e Contador che si controllano a vicenda e scattano insieme soltanto a 700 metri dalla conclusione andando a riprendere subito Chaves. A spuntarla è appunto il britannico davanti al colombiano.
QUINTANA SEMPRE IN ROSSO - In classifica generale Quintana mantiene 54" sullo stesso Froome e aumenta a 1'05" il vantaggio su Valverde. Non si sono presentati al via Simon Clarke (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team) e Silvio Herklotz (Bora-Argon 18), mentre si sono ritirati nel corso della frazione Patrick Bevin (Cannondale-Drapac Pro Cycling Team), Jose Isidro Maciel Goncalves (Caja Rural - Seguos RGA) e Laurent Pichon (FDJ).