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Vuelta, è il giorno dell'Italia: fuga vincente di Conti

Valerio Conti (afp)
Il 23enne romano entra nella fuga di giornata e poi piazza l'assolo decisivo nel finale. Non succede nulla nella generale: alla vigilia dei Pirenei, Quintana sempre leader
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ROMA - Alla Vuelta  è il giorno dell'Italia. Valerio Conti, romano (la Capitale nel ciclismo che conta rappresenta una certa rarità), 23 anni, piazza l'acuto e conquista la tredicesima tappa, 212 km da Bilbao a Urdax-Dantxarinea. Di lui si parla bene da tempo: discorso avvalorato non tanto dal palmares (finora un GP Beghelli e una tappa del Giro del Giappone), ma soprattutto dalla classe nello stare in gruppo. Al Giro d'Italia se n'erano accorti nella tappa di Praia a Mare, quando una sua azione straordinaria aveva permesso a capitan Ulissi di poter piazzare il suo spunto vincente nella tappa di Praia a Mare. Alla Vuelta se ne accorgono i compagni di una lunghissima fuga, 'autorizzata' dai capi della generale (a proposito, resta leader Quintana) arrivati quasi a 34' e preoccupati di preservare qualsiasi d'energia in vista di un week end tostissimo sui Pirenei. Gli attaccanti sono dodici, una frazione che sembra una classica li screma a sei, poi a poco meno di 20 km dall'arrivo la stoccata del romano. Primo colpo per lui in un una grande corsa a tappe, bene anche per l'Italia che dopo il deludente Tour de France era a secco dal Giro. Proseguita anche una tradizione di famiglia: lo zio Noè fu gregario di Fausto Coppi e vinse nel 1959 la Copppa Bernocchi, il padre Franco è stato professionista otto anni e in bacheca vanta anche un Giro d'Italia dilettanti.

Frazione tatticamente prevedibile. La dozzina che va in fuga guadagna terreno velocemente, non serve un genio per capire che dal lotto uscirà il vincitore. Occasione captata al volo da tutti, ne segue una immediata collaborazione. Percorso non di trasferimento però, c'è selezione e restano in ballo, oltre a Conti, Wallays, Wyss, Gogl, Stake Laengen, Lagutin e Lampaert. Manca all'appello l'altro italiano entrato nel drappello, Cesare Benedetti. Nel momento decisivo Wallays, Gogl, Wyss, piazzano la classica sparata, Conti probabilmente la tappa la vince in questo momento. Non replica freneticamente, raccoglie e forze e poi attacca. Azione convinta, lo dimostra un margine che, nonostante dietro non dormano e cerchino subito l'accordo, si dilata costantemente fino al traguardo. Un segnale importante anche a livello commerciale: dal prossimo anno infatti la Lampre sarà solamente il secondo nome della squadra del team manager Saronni, che ha aperto le strade del WorldTour per la prima volta alla potenza economica dei cinesi.

"Sapevo che la fuga sarebbe andata in porto, anche perché avevamo preso un vantaggio enorme sul gruppo dei migliori. Venivamo da giorni impegnativi: speravamo in tanti che i 'big' oggi riposassero un po'. Ho azzeccato la fuga giusta e poi ho attaccato nel momento decisivo, le gambe andavano, spingevo bene. Poi ho tenuto duro sino all'arrivo", commenta Conti dopo l'arrivo. "E' la mia prima vittoria in un grande Giro. Sono ancora giovane ed all'inizio della Vuelta non avevo grandi sensazioni. Poi, via via, la forma è migliorata e oggi stavo benissimo".

ORDINE D'ARRIVO DELLA TREDICESIMA TAPPA
1. Valerio Conti (Ita/Lampre) 5:29:04";
2. Danilo Wyss (Svi/BMC Racing) +55";
3. Sergey Lagutin (Rus/Katusha) st;
4. Vegard Laengen (Nor/IAM Cycling) st;
5. Michael Gogl (Aus/ Tinkoff) st;
6. Yves Lampaert (Bel/Etixx-Quick-Step) st;
7. Cesare Benedetti (Ita/BORA) +1:02";
8. Jelle Wallays (Bel/Lotto) +1:04";
9.  Gatis Smukulis (Let/Astana) st;
10. Stephane Rossetto (Fra/Cofidis)         +1:08";
11. Tom Stamsnijder (Ola/ Giant) +1:27";
12. Romain Cardis (Fra/Direct Energie) +3:04".



 
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