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Ciclismo, niente salita e tanto caldo: al via il mondiale delle incertezze

Parte con la cronometro a squadre per club una settimana che per temperature proibitive e assenza di difficoltà altrimetriche è destinata ad alimentare polemiche. Per la prova elite, di domenica 16, non è esclusa una riduzione del percorso

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ROMA - Una prova che non ha troppo appeal (la cronometro a squadre per club non ha certo il fascino della sfida tra nazionali) inaugura domanica una settimana mondiale di ciclismo che desta non poche perplessità. Il mondo del pedale sfonda una nuova frontiera ed approda in Medio Oriente. Ovviamente non è una novità: i vari giri di Qatar, Oman e via dicendo hanno trovato ormai una discreta stabilità nel calendario internazionale, ma con il dovuto rispetto per queste 'ricche' corse, il mondiale è un'altra cosa. Un paio di considerazioni emergono prepotenti. Non ci sono variazioni altimetriche, quindi a meno di situazioni a sorpresa -che comunque nel ciclismo non sono sconosciute- vincerà un velocista. Non è la prima volta di un percorso è per uomini jet, il precedente più recente è la strada in discesa a Copenaghen che vide la vittoria di Mark Cavendish. E' chiaro, non sempre si può fare un mondiale in stile Sallanches (1980, vittoria di Hinault in una giornata con tantissima salita e un freddo cane), ma sarebbe il caso di riservare la maglia di campione del mondo quanto meno di un corridore completo.

E poi c'è l'incognita caldo. Nella categoria elite è previsto il passaggio nel deserto, dove le temperature (comunque stabili tra i 36 e i 38 gradi anche altrove) potrebbero sfiorare i 40. Significa che, considerando anche un tasso di umidità abbastanza elevato, le condizioni per correre sono al limite del possibile. L'Uci ha inviato da giorni esperti che dovranno monitorare il tutto prima di ogni gara ed eventualmente decidere di ridurre il tratto nel deserto. Speriamo che questo non si verifichi, perché se all'assenza delle salite si aggiunge anche un percorso monco (257 i km originali previsti) sarebbe veramente un guaio. Inoltre due motociclette accompagneranno la carovana con il compito di portare acqua a chi dovesse trovarsi in difficoltà, ghiaccio sarà distribuito alle squadre prima della partenza.

Il tutto sperando in Sagan... Ovvio che il tifo sarà per gli azzurri Nizzolo e Viviani, ricordando le gesta di quest'ultimo nella magica notte dell'Omnium a Rio. Però lo slovacco, tra l'altro campione del mondo uscente e fresco sul trono d'Europa sarebbe forse l'unico spot a posteriori per giustificare la scelta dell'Uci. Staremo a vedere, per arrivare alla prova uomini elite (domenica 16) c'è ancora tanto tempo, e la settimana che sta per iniziare sarà adeguata cartina al tornasole per quello che ci aspetta. Si parte con la cronometro a squadre per club: in quattro edizioni disputate, OmegaPharma-Quick Step (oggi Etixx-Quick Step) e Bmc Racing Team si sono spartite i titoli iridati, due ciascuno. Belgi (con il nostro Martinelli) e statunitensi (Oss e Quinziato nei ranghi) sono ancora una volta i favoriti sui 40 km con partenza da Lusail City e Doha.
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