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Mondiale, nella fornace di Doha via alle corse in linea: "Teniamo le tute nel ghiaccio"

Iniziano gli Under 23, con l'Italia che manca l'oro dal 2002. Domenica tocca ai big, attesi da una galoppata di 150 chilometri sotto al sole
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Previsioni meteo del fine settimana qatarino: caldo afoso, picchi di calore, aria ferma, ogni giorno sole e 40° all'ombra. Doha non darà respiro ai corridori che oggi inizieranno a solcarne in gruppo le strade. Quella dell'Italia è una squadra affiatata, ben assortita. E però c'è il caldo. "Bisogna provare a contrastarlo con indumenti tenuti nel ghiaccio, e va usato molto ghiaccio in gara, e moltissima acqua, ovviamente, visto che non siamo abituati a queste temperature, ma non credo lo siano nemmeno Germania e Norvegia, le due nazionali più forti. Ce la giochiamo", il consiglio del ct dell'under 23 Amadori.

Ciclismo: caldo e paura in Qatar, malore per una olandese

Il caldo influenzerà le scelte dei professionisti, che correranno domenica, aggiungendo a 7 giri del percorso una lunghissima traversata iniziale nel deserto, roba da 150 km col sole sulla groppa, la sabbia …
Previsioni meteo del fine settimana qatarino: caldo afoso, picchi di calore, aria ferma, ogni giorno sole e 40° all'ombra. Doha non darà respiro ai corridori che oggi inizieranno a solcarne in gruppo le strade. Quella dell'Italia è una squadra affiatata, ben assortita. E però c'è il caldo. "Bisogna provare a contrastarlo con indumenti tenuti nel ghiaccio, e va usato molto ghiaccio in gara, e moltissima acqua, ovviamente, visto che non siamo abituati a queste temperature, ma non credo lo siano nemmeno Germania e Norvegia, le due nazionali più forti. Ce la giochiamo", il consiglio del ct dell'under 23 Amadori.

Ciclismo: caldo e paura in Qatar, malore per una olandese

Il caldo influenzerà le scelte dei professionisti, che correranno domenica, aggiungendo a 7 giri del percorso una lunghissima traversata iniziale nel deserto, roba da 150 km col sole sulla groppa, la sabbia negli occhi, a sciogliersi nello Shamal, che tira ingrato a folate tali da poter spezzare il gruppo e decidere lui, con la sua sola presenza, la corsa. Per questo si guarda, da parte azzurra, in casa di belgi e olandesi, i maestri del vento. E si cerca di smarcarsi dal nemico tondo e giallo lassù, quello che ha buttato per terra l'olandese Anouska Koster nella cronosquadre, colpendola dura sul capo, facendole perdere i sensi per un attimo. Il ct Cassani raccomanda "di bere molto ma non troppo, il rischio è l'iperidratazione, e poi abbiamo predisposto qualche centinaio di borracce per i nove stradisti, si arriverà forse a 300", numero incredibile, ed è paradossale che proprio nell'anno dell'adozione del Protocollo per le condizioni meteo avverse (troppo freddo o troppo caldo uguale niente corsa, è entrato in vigore tre volte durante questa stagione) si sia voluto sperimentare il mai visto. La possibilità che il Protocollo scatti proprio al Mondiale è altissima: tagli del percorso, annullamento della parte nel deserto, possibile anche, teoricamente, la cancellazione totale della gara. Basta aprire la finestra, anche di sera, per capire a cosa andranno incontro i corridori. Inutile confidare nelle previsioni. Ha corse a tappe tra febbraio e marzo il Medio Oriente, ma mai aveva ospitato il Mondiale. Per il fresco - e magari per il gelo - i corridori dovranno aspettare i prossimi tre Mondiali, tutti in Europa: Bergen 2017, Innsbruck 2018, Yorkshire (assegnazione proprio ieri) 2019.