✕

Mondiale, aspettando la volata: Italia con Viviani, Nizzolo e la carta a sorpresa

(afp)
Nessuna difficoltà altimetrica, lo sprint di gruppo potrebbe essere determinato dal frazionamento del gruppo dovuto al vento. Due punte per Cassani, Trentin il jolly
2 minuti di lettura
DOHA - Negli anni Duemila appena tre volte il Mondiale è stato ritagliato sulle caratteristiche dei velocisti. Zolder 2002, il trionfo di Cipollini e della nazionale di Ballerini: corsa condotta tutto il giorno, un treno perfetto nel finale, Petacchi, Lombardi, Cipo. Geelong 2010, il norvegese Hushovd, praticamente senza squadra, sfrutta il lavoro degli australiani e infilza il mondo. 10 nazionalità diverse ai primi 10 posti, con Pozzato quarto. Copenaghen 2011: capolavoro britannico, tutti insieme per portare Cavendish alla volata, puntualmente vinta. Corsa compatta, nessuno scossone, un convoglio colorato e lento, ore di attesa. Più complessi furono Lisbona 2001 e Verona 2004 (doppietta di Freire, ma due gare non totalmente pianeggianti) e Madrid 2005 (Boonen su Valverde, ma solo 23 corridori con lo stesso tempo all'arrivo).

Doha, rispetto alle precedenti località, ha una sostanziale differenza. Ha il deserto, nella prima parte. 150 km tra l'Aspi…
DOHA - Negli anni Duemila appena tre volte il Mondiale è stato ritagliato sulle caratteristiche dei velocisti. Zolder 2002, il trionfo di Cipollini e della nazionale di Ballerini: corsa condotta tutto il giorno, un treno perfetto nel finale, Petacchi, Lombardi, Cipo. Geelong 2010, il norvegese Hushovd, praticamente senza squadra, sfrutta il lavoro degli australiani e infilza il mondo. 10 nazionalità diverse ai primi 10 posti, con Pozzato quarto. Copenaghen 2011: capolavoro britannico, tutti insieme per portare Cavendish alla volata, puntualmente vinta. Corsa compatta, nessuno scossone, un convoglio colorato e lento, ore di attesa. Più complessi furono Lisbona 2001 e Verona 2004 (doppietta di Freire, ma due gare non totalmente pianeggianti) e Madrid 2005 (Boonen su Valverde, ma solo 23 corridori con lo stesso tempo all'arrivo).

Doha, rispetto alle precedenti località, ha una sostanziale differenza. Ha il deserto, nella prima parte. 150 km tra l'Aspire e la zona universitaria per puntare a nord, nel punto più settentrionale della corsa, Abu Yazul, un puntino nel riverbero del mezzogiorno qatarino. Giro di boa e ritorno verso Doha, attraversando al Khor, Losail, toccando da vicino le aree di cinque erigendi stadi del Mondiale 2022. Infine il circuito, poco più di 100 km divisi in 7 tornate da 15,2. Il punto è: come si arriverà all'ingresso del circuito? Anzi, come vorranno arrivarci le squadre che non hanno velocisti con sufficienti garanzie di successo? Servirà, per queste, fare corsa dura.
Viviani, il capitano azzurro, ha indicato belgi e olandesi come punti di riferimento nella prima parte della corsa. In caso di vento, il gruppo potrebbe spezzarsi e non ricomporsi più. Il Belgio ha il problema di avere due capitani che si odiano cortesemente, e i rispettivi clan: Boonen aspetterà la volata, Van Avermaet proverà a fare del Mondiale una classica. Tutte le squadre più forti, meno la Gran Bretagna e la Colombia, hanno due capitani. La Germania ne ha tre, e corrono in sei. La Francia ha Bouhanni e Demare, l'Australia Matthews e Ewan, l'Olanda Groenewegen e Van Poppel, la Norvegia Kristoff e Boasson Hagen. L'Italia, appunto, ha Viviani e Nizzolo. Il primo, reduce dall'Olimpiade, non ha la forma dei giorni migliori, s'è visto alla Parigi-Tours, dove si è spostato durante la volata finale, vinta con un colpo di mano dal colombiano Gaviria, uno dei più forti del lotto - e sarebbe una stupefacente prima volta per il paese sudamericano, famoso per gli scalatori ma possibile vincitore dell'iride con un velocista -. Nizzolo ha vinto bene il Gran Piemonte, e prima la Bernocchi. In confronti veri però con gli altri velocisti, all'Eneco Tour, ha sempre perso. L'Italia del ct Cassani ha comunque due carte a sorpresa, due jolly. Matteo Trentin è un uomo esperto di corse dure e ventose, corre nella Etixx non per caso, è furbo, ha fisico, testa, intelligenza tattica, sarebbe perfetto per una volata di gruppetto, tra dieci al massimo. Sonny Colbrelli è entrato all'ultimo istante sulla scia dei risultati, numerosi e di qualità, anche se in corse non piatte, o almeno, in corse non dure ma con arrivo in leggera salita. Sarà libero di inventare. Cassani ha due passisti come Sabatini e Guarnieri, utili nel lavoro