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Ciclismo, Scheldeprijs: pokerissimo Kittel. E Boonen saluta il Belgio

Lo sprint vincente di Kittel (ap)
Il tedesco si impone per la quinta volta nella classichetta belga che ha visto il fuoriclasse, domenica la chiusura della sua carriera alla Roubaix, salutare le strade fiamminghe. Secondo posto in volata per Elia Viviani
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ROMA - Per essere una corsa 'schiacciata' tra monumenti come il Fiandre della scorsa domenica e la Parigi-Roubaix della prossima, lo Scheldeprijs -meglio nota al grande pubblico come GP de L'Escaut- ha offerto una infinità di motivi. Il principale  non riguarda il vincitore, ancora una volta -è la quinta- il velocista tedesco Marcel Kittel, ma Tom Boonen, giunto alla sua ultima corsa in terra belga prima dell'attesissimo epilogo della carriera alla Roubaix. Il re, il divo, l'ispirazione di uno sport che in Belgio, giusto ricordarlo, è disciplina nazionale, l'uomo capace di spostare anche la partenza di una gara. Lo Scheldeprijs (prima edizione nel 1907, la più vecchia delle Fiandre) in suo onore cambia la sede di partenza: primi metri da Mol, città natale del fuoriclasse, poi uno sviluppo abbastanza da copione. Difficoltà altimetriche irrilevanti, nella seconda parte alcuni tratti di pavè abbastanza pedalabile. Insomma, impossibile o quasi sfuggire ad un epilogo tra velocisti. Tutto confermato dal fatto che la fuga di giornata, sette battistrada, viene tenuta costantemente sotto controllo.

L'unica variante al copione è la volata, non a ranghi compatti: il plotone infatti viene scremato da una brutta caduta quando al traguardo mancano 4 km. In prospettiva Roubaix, ne esce indenne per fortuna Peter Sagan, che forse per il pericolo scampato si mette in testa a tirare a tutta pur non avendo grosse velleità contro i velocisti puri. L'epilogo vede la Quick-Step Floors in superiorità numerica, ma l'ultimo vagone del treno -Matteo Trentin- anticipa un po' troppo il lavoro lasciando pericolosamente esposto al vento Marcel Kittel. Situazione ottimale per Elia Viviani, che prende la ruota del tedesco e si pone in vantaggio tattico. Il campione olimpico dell'Omnium però non ne approfitta, soffrendo la potenza del vincitore e accontentandosi della piazza d'onore. Terzo posto per il francese Nacer Bouhanni. "Ringrazio Boonen (commenta Kittel sull'illustre compagno di squadra, ndr) per il lavoro svolto in funzione del mio sprint. Anche oggi si è mostrato un professionista esemplare, un punto di riferimento per tutti noi''. "Non dimenticherò mai questo giorno - ha poi detto Boonen - e sono commosso per le manifestazioni di affetto ricevute dai tifosi. Non avrei mai pensato di vivere un momento simile e voglio ringraziare gli organizzatori per aver deciso che la partenza fosse data da Mol, la mia città natale. Tutto è stato indimenticabile".

Verso la Parigi-Roubaix intanto proseguono i forfait. Dopo quello di Gilbert, che rinuncia ad una possibile doppietta storica dopo essersi imposto al Fiandre, è la volta di un altro atteso protagonista come Sepp Vanmarcke, che paga la caduta alla Ronde con annesso problema al dito della mano destra: ricordiamo che il belga si era piazzato secondo nel 2013 e quarto l'anno scorso. Meno pesante l'assenza di Mark Cavendish, non adattissimo all'Inferno del Nord. Il britannico non ha ancora risolto il problema alla caviglia destra che si trascina dalla penultima tappa della Tirreno-Adriatico.

Al Giro dei Paesi Baschi è il giorno di David De La Cruz. Lo spagnolo della Quick-Step Floors fa sua la terza tappa, 160,5 km fra Vitoria e San Sebastian, conquistando anche la leadership della classifica generale. Scattato sulla sesta e ultima salita della giornata, De la Cruz resiste in discesa al ritorno degli inseguitori, tagliando il traguardo con 3" sul gruppo dei big che comprendeva, fra gli altri, Kwiatkowski, Valverde, Visconti e Ulissi.



 
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