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Giro d'Italia, il Mortirolo sarà dedicato a Scarponi. Nibali: ''Non siamo solo io e Quintana''

Lo Squalo allarga il quadro dei favoriti della corsa rosa, al via venerdì dalla Sardegna: "Lui è molto forte, ma questa è una corsa particolare, non escludo che altri atleti possano dire la loro"
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ROMA - Ha già vinto le tre grandi corse a tappe, e questo gli dà un biglietto da visita per l'ingresso nella storia del ciclismo. Se però vincesse il Giro d'Italia per la terza volta, allora avrebbe accesso ad un club che tra gli altri conta miti come Felice Gimondi, Gino Bartali, Fiorenzo Magni e Bernard Hinault. Dopo i successi di 2013 e 2016, Vincenzo Nibali cercherà il tris anche per fare una dedica commovente: "E' stata una cosa troppo dolorosa, io Michele lo ricorderò per sempre". Il ricordo di Scarponi accompagnerà ovviamente la carovana: "Il Giro d'Italia non può dimenticare un grande campione, un grande amico e un grande uomo che avrebbe corso quest'anno la sua dodicesima Corsa Rosa". E' l'annuncio dell'organizzazione, che ha pensato di omaggiarlo dedicandogli in questa edizione una delle salite simbolo della corsa: il Mortirolo.

L'appuntamento che Nibali attende con ansi…
ROMA - Ha già vinto le tre grandi corse a tappe, e questo gli dà un biglietto da visita per l'ingresso nella storia del ciclismo. Se però vincesse il Giro d'Italia per la terza volta, allora avrebbe accesso ad un club che tra gli altri conta miti come Felice Gimondi, Gino Bartali, Fiorenzo Magni e Bernard Hinault. Dopo i successi di 2013 e 2016, Vincenzo Nibali cercherà il tris anche per fare una dedica commovente: "E' stata una cosa troppo dolorosa, io Michele lo ricorderò per sempre". Il ricordo di Scarponi accompagnerà ovviamente la carovana: "Il Giro d'Italia non può dimenticare un grande campione, un grande amico e un grande uomo che avrebbe corso quest'anno la sua dodicesima Corsa Rosa". E' l'annuncio dell'organizzazione, che ha pensato di omaggiarlo dedicandogli in questa edizione una delle salite simbolo della corsa: il Mortirolo.

L'appuntamento che Nibali attende con ansia è il 10 maggio, giorno dell'arrivo nella sua Messina. "Questo è uno dei valori aggiunti del Giro di quest'anno - le parole di Nibali -. Sono molto contento, spero sia una bella festa per il ciclismo e per i miei concittadini. In Sicilia il grande ciclismo ormai si vede raramente ed è un peccato, perché ci sono tanti giovani appassionati. A Messina abbiamo creato la Asd Nibali, proprio per dare a tanti ragazzi una possibilità per emergere o semplicemente svolgere una sana attività sportiva".

Prima di Messina, c'è l'Etna. "Si tratta di un percorso molto insidioso - spiega Nibali - perché è una salita vera, che arriva dopo sole tre tappe. Conquistare la maglia rosa quel giorno, e poi portarla a Messina, sarebbe fantastico. Anche se poi, il peso della corsa ricadrebbe sull'intera squadra solo dopo poche tappe". Lo Squalo dovrà guardarsi da quello che in molti indicano come il favorito numero uno, il colombiano Nairo Quintana:  "Comunque, non ci siamo solo noi due -amminisce Nibali-: la lista dei possibili vincitori è davvero lunga. Il Quintana visto in questa prima parte della stagione è molto forte, ma il Giro è una corsa particolare, non escludo che altri atleti possano dire la loro".

Alpi e Dolomiti, ma anche tanto altro: "Penso alle crono, in particolare a quella di Foligno. Ma ci sono anche il Blockhaus e l'Etna. Ogni giorno sarà una battaglia. Ci aspetta un percorso tra i più duri della storia, che ti obbliga a essere già al 100% nella prima settimana. Per questo la preparazione dev'essere mirata. Bisogna essere competitivi fin da subito perché, se sbagli una tappa delle prime, rischi presto di finire fuorigioco. Sono convinto che, con la mia nuova squadra, potremo toglierci tante soddisfazioni".

Nell'era del ciclismo tecnologico, Nibali lo scorso anno vinse con una azione inventata in discesa: "La corsa rosa si vive giorno per giorno. Non sono tipo da studiare il percorso a memoria, mi affido alle sensazioni personali. Mi piacerebbe fare bene nella 'mia' Sicilia, ma anche nella tappa con lo Stelvio: vedrò strada facendo. Se preferisco un'impresa alla vittoria finale? Preferisco la maglia rosa a Milano, magari dopo una bella impresa".