Giro d'Italia, prima tappa a sorpresa: rosa all'austriaco Postlberger
di LUIGI PANELLA
Lukas Postlberger precede di qualche mentro il gruppo (afp)
Colpo a sorpresa del corridore della Bora, che si avvantaggia mentre tira la volata per il capitano Bennett e poi va fino in fondo. Ewan precede Greipel nella volata degli sconfitti
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Doppia sorpresa al Giro. La prima è che l’annunciata volata non c’è stata, per pochi metri, ma non c’è stata. La seconda è che la prima maglia rosa va al classico eroe per caso, Lukas Postlberger. Il soldato austriaco della Bora esegue suo compito con la diligenza del luogotenente, lavorando per la stoccata in volata di Sam Bennett, poi una curva… Lui ne esce forte, Mezgec –che fa la stessa cosa per avvantaggiare Caleb Ewan- gli concede pochi metri, decisivi. Il classico ‘buco’, situazione da ‘prendi o soldi e scappa’ nella quale l’austriaco non si fa pregare e va a raccogliere. Bel finale, notevole dose di adrenalina e soluzione di continuità rispetto alla logica.
Quella logica del prologo al quale il Giro si sottrae per la terza volta nel nuovo millennio. Da copione i precedenti: nelle affermazioni di Cipollini nel 2003 e Cavendish nel 2015 c’è sempre la qualità del marchio di fabbrica. Stavolta la storia è diversa, anche se in origine tutto sembra andare secondo abitudini. C’è il lasciapassare per il drappello dell’avventura, ben assortito, con gente abituata ad azioni improbabili. Jim Morrison del resto sosteneva che la fuga è l’unico mezzo per continuare a sognare, ed allora spazio alla libertà di pensiero di sei uomini, agevolati da un percorso scevro di noia, zeppo di saliscendi. Tra i sei attaccanti, Pavel Brutt è quello che sa come si fa: lui a Contursi Terme nel 2008, la fuga ad ampio spettro la portò a termine. In quella occasione il russo era in compagnia di David Millar, paladino della lotta al doping dopo esserci cascato con tutte e le scarpe.
Giro d'Italia: il film della prima tappa
Già, il doping. Sono passati nove anni, ma non sembra trascorso nemmeno un minuto. Tempo straziato dallo shock per la positività di Pirazzi e Ruffoni. Tra i sette rimasti della loro squadra, la Bardiani Csf, il segnale lo dà Mirko Maestri. Anche se è il primo a mollare, c’è anche lui nel drappello che comprende anche due campioni nazionali come l’eritreo Teklehaimanot (al suo esordio al Giro, nel palmares la prima maglia a pois nera al Tour) e l’albanese Zhupa, il polacco Bialoblocki e l’unico che raccoglie qualcosa. Trattasi di Cesare Benedetti, uno che quella libertà della fuga la respira spesso: se poi, come stavolta, concretizza, tanto di guadagnato.
Multeddu e Trinità d’Agultu significano maglia azzurra per l’uomo di Rovereto, primo leader della classifica della montagna. Un altro momento significativo del giorno è in partenza, la sfilata silenziosa dei ragazzi dell’Astana per onorare quello che sarebbe stato il loro capitano, Michele Scarponi.
La fuga si esaurisce a 3.5 km dall’arrivo, dopo 201 di avanscoperta. Dopo la salita di San Pantaleo, 5 km con pendenze anche dell’8%, dopo parecchio vento, insidioso su queste strade. Non un caso che tra i grandi, il più vincente in terra sarda sia stato Rik Van Looy, uno che in mezzo alle raffiche trovava l’agio del salotto di casa. Poi tutto porta alla volata: non c’è un vero treno, ma ad esempio Greipel ha un compagno, Modolo ha Ferrari, Ewan ha Mezgec, Bennett ha Postlberger… "Sono partito lungo e dalla radio mi è stato detto di andare. Che sorpresa - spiega il vincitore- Sapevo di essere in forma. Volevo provare a tirare la volata a Sam Bennett ma ha perso la mia ruota ed ho visto un buco, mi ci sono buttato. Ho dato tutto ed ha funzionato. Questa è la mia prima vittoria da prò ed indosserò la maglia rosa. Credo ci metterò un bel po' a realizzare il tutto...".
ORDINE D'ARRIVO
1. Lukas Poestlberger (Aut/BORA) 5:13:35";
2. Caleb Ewan (Aus/Orica) ST;
3. Andre Greipel (Ger/Lotto) ST;
4. Giacomo Nizzolo (Ita/ Trek) ST;
5. Sacha Modolo (Ita/UAE Team Emirates) ST;
6. Kristian Sbaragli (Ita/ Dimension Data) ST;
7. Jasper Stuyven (Bel/Trek) ST;
8. Ryan Gibbons (Sfa/Dimension Data) ST;
9. Sam Bennett (Irl/BORA) ST;
10. Phil Bauhaus (Ger/Sunweb) ST.