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Giro d'Italia, Gaviria concede il bis: e che beffa per Pibernik...

Gaviria esulta a Messina (ansa)
Dopo quella di Cagliari, il colombiano domina anche la volata di Messina. Jungels resta in rosa, ma l'episodio curioso lo offre il compagno di squadra di Nibali, che confonde il primo passaggio sul traguardo per l'arrivo definitivo ed esulta a vuoto
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ROMA - Per fortuna che c'è Pibernik. Parafrasando una vecchia reclame, è lo sloveno che desta tutti da un classico che al Giro non manca mai: il torpore da trasferimento. Succede infatti che, in attesa del colpo di coda dei velocisti, il buon Luka Pibernik passa esultante sul traguardo di Messina. La sua faccia è carica di quella soddisfazione di chi ha appena ammollato una colossale fregatura a tutti. Se ci è riuscito Postlberger a Olbia perché non posso riuscirci io, avrà pensato. Sarebbe bastato dare un'occhiata al Garibaldi per rendersi conto che si trattava di un circuito e che quello era solo un passaggio interlocutorio... "Può capitare - rivela il suo capitano Nibali -. Abbiamo provato a fermarlo in tutti i modi, ma gli si era scaricata la batteria della radio...". Comico, decisamente.
 
E poi ovviamente, per fortuna che c'è Gaviria. Il colombiano è autore di uno sprint di grandissima qualità, ancora maggiore di quello di Cagliari. Domenica infatti, con il resto del plotone spazzato dal vento, la sua squadra (la Quick Step Floor) era stata decisiva nel muoversi in condizioni climatiche improbe. Stavolta invece il treno funziona solo parzialmente: Martinelli parte troppo presto, Richeze (decisivo a Olbia) non ha granché tempistica. Un momento nel quale Gaviria fa da solo: non si cura di Greipel, prende la ruota di Bennett e poi lo passa a doppia velocità. A rimorchio arriva finalmente anche un segnale dalla velocità italiana: Jakub Mareczko non va mai vicino alla vittoria, ma il secondo posto è comunque un bel risultato.
 

Giro, beffa Pibernik: pensa di aver vinto ma il traguardo è lontano…

Messina non è un traguardo banale, e non solo perché si va a casa di Vincenzo Nibali. Basta pensare nella prima volta in cui fu sede di tappa, la vittoria andò a Luigi Marchisio, dalla carriera breve ma folgorante, che poi finì per vincere il Giro. E ancora, tra gli altri, da segnalare i successi di Francesco Moser, Guido Bontempi e dello svizzero dal baffo malandrino Urs Freuler. Messina non banale, ma scontata. Impossibile sottrarsi allo sprint. In fuga vanno il polacco Paterski e il russo Shalunov: vanno pure forte, il collega Mattia Chiusano casualmente apre una figurina ed esce proprio il volto simpatico di Shalumov. Segno del destino, proviamo a credere. Ma in queste situazioni il destino lo scrivono i velocisti, e la firma finale la mette Gaviria.
 
"Un grande sprint, tutta la squadra ha lavorato per me, tutto è stato perfetto", è l'analisi del vincitore. "Quando è partito Bennett avevo il vento in faccia, ho aspettato e sono stato premiato. E' stata una vittoria speciale, davanti alla mia famiglia, ancora più bella perché ho la maglia ciclamino - ha aggiunto Gaviria - Per chi era il bacio? Sempre per la mia fidanzata Valentina. Non mi piace il soprannome di re delle isole, il re sarà solo chi vincerà il Giro d'Italia". E felice è anche il compagno di squadra del vincitore, Bob Jungels, che mantiene la maglia rosa: "E' andato tutto alla perfezione. Era un finale velocissimo ed un po' pazzo. Sono davvero felicissimo per la vittoria di Fernando ma ero leggermente nervoso nel finale qui a Messina. È stato fantastico vedere così tante persone a bordo strada celebrare Vincenzo Nibali, facevano un tifo pazzesco. Proverò a tenere la Rosa almeno fino a domenica. Quello sarà un giorno importante per gli scalatori con il Blockhaus".

Intanto Nibali, tra un'ovazione e l'altra della sua gente, torna sulla tappa dell'Etna: "Ho attaccato per vedere se qualcuno veniva fuori dal gruppo, ma nessuno ha avuto il coraggio di mettersi in gioco. Solo Dumoulin lo ha fatto, ma poi ci siamo controllati. E' stato il primo, vero scontro: non li avevo ancora visti da vicino in salita, dunque è stata un'occasione per controllarci. I miei compagni stanno bene, ieri abbiamo messo subito un uomo a tirare, poi due, le altre squadre nessuno. Se Pinot ha detto che hanno anche lavorato loro, posso garantire che non è vero. Il primo arrivo in salita ha detto tanto e poco". Sui rapporti freddini con Quintana:  "Posso dire che con Aru ho un altro rapporto, con Contador parlo, con Quintana non c'è grande confidenza...".

Infine un episodio increscioso. Kristian Sbaragli è stato colpito da uno spettatore che stava scattando un selfie. Lo sprinter della Dimension Data ha denunciato il fatto su Twitter: "Oggi sono stato colpito da uno spettatore che stava scattando un selfie...è pazzesco e non so come abbia fatto a non cadere", ha scritto prima di concludere: "Per favore rispettateci, questo non è un videogame".

ORDINE D'ARRIVO
1. Fernando Gaviria             (Col-Quickstep)     in 3h40'11"
2. Jakub Mareczko               (Ita-Wilier)               s.t.
3. Sam Bennett                  (Irl-Bora)                 s.t.
4. Andrè Greipel                (Ger)                      s.t.
5. Phil Bauhaus                 (Ger)                      s.t.
6. Kristian Sbaragli            (Ita)                      s.t.
7. Ryan Gibbson                 (Rsa)                      s.t.
8. Roberto Ferrari              (Ita)                      s.t.
9. Jasper Stuyven               (Bel)                      s.t.
10. Enrico Battaglin             (Ita)                      s.t.

CLASSIFICA GENERALE
1. Bob Jungels                (Lux-Quickstep)     in 23h22'07"
2. Geraint Thomas             (Gbr-Sky)            a     0'06"
3. Adam Yates                 (Gbr-Orica)          a     0'10"
4. Domenico Pozzovivo         (Ita)                       s.t.
5. Vincenzo Nibali            (Ita)                       s.t.
6. Tom Dumoulin               (Ned)                       s.t.
7. Nairo Quintana             (Col)                       s.t.
8. Bauke Mollema              (Ned)                       s.t.
9. Tejay Van Garderen         (Usa)                       s.t.
10. Andrey Amador              (Crc)                       s.t.
11. Thibaut Pinot              (Fra)                       s.t.
12. Mikel Landa                (Esp)                       s.t.
13. Davide Formolo             (Ita)                       s.t.
14. Ilnur Zakarin              (Rus)                 a    0'14"
15. Steven Kruijswijk          (Ned)                 a    0'23"

 
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