Giro d'Italia, Nibali si prende lo Stelvio. Dumoulin, mal di pancia e accuse: "Sono stato ingannato"
di LUIGI PANELLA
Nibali precede Landa a Bormio (afp)
L'olandese accusa un problema intestinale, perde terreno ma reagisce fino al punto di tenere la rosa. Ma il protagonista di giornata è lo Squalo, che rompe il digiuno italiano e riapre i giochi per la vittoria finale
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BORMIO - Alla fine il signor Godot è arrivato. Non è un uomo pacifico ma ha un ghigno cattivo di chi non vuole lasciare niente a nessuno. Sedici tappe di attesa, spesso rassegnata mentre lo straniero passa da tutte le parti, ed ora l'Italia torna a comandare al Giro nel giorno più duro e più bello, quello del Mortirolo e del doppio Stelvio. Lo fa con Vincenzo Nibali: in difficoltà sulle salite uniche, quelle in cui concentrare tutto in un momento, rinasce quando classe ed esperienza tornano a contare, quando le ascese sono infinite e serve distribuire lo sforzo. Trionfa Vincenzo, rosicchia qualche secondo ad un Quintana più uccellino che condor, ne rosicchia tanti a Tom Dumoulin.
Perché tra strategie, agguati e gioco di squadra, alla fine sulla giornata della maglia rosa incide più di tutto un mal di pancia. Quando viene ai calciatori è un luogo comune, è la smania di cambiare e migliorare il conto in banca. Purtroppo per Tom Dumoulin non è metafora, ma una frettolosa svestizione ed un rifugio senza privacy a bordo strada. Una crisi intestinale violenta mentre affronta il tratto più duro dell'Umbrail Pass, il versante elvetico dello Stelvio. Una fase critica e una verità già confessata: l'olandese non ha una squadra all'altezza della maglia rosa. Per un tratto lo aiuta Ten Dam, un sopravvissuto della fuga iniziale, ma è poca roba. All'altezza invece si dimostra proprio lui, perché su una strada che sembra senza ritorno riesce a fare marcia indietro e mantenere maglia rosa e volto scuro "Sono arrabbiato, ho perso tempo ed il Giro si è riaperto. E il gruppo mi ha ingannato. Hanno detto che dovevano riprendere Kruijswijk, non ho avuto rispetto".
Giro, Nibali trionfa sullo Stelvio
La prima vittoria italiana nella corsa rosa porta la firma del campione siciliano che taglia per primo il traguardo a Bormio davanti a Landa e Quintana
In realtà quando Dumoulin si ferma, davanti non scatenano subito l'inferno, limitandosi a raccogliere il minimo. A nostro avviso un fair play a metà: la scorsa domenica l'olandese aveva rallentato quando Quintana era caduto, stavolta gli attaccanti non possono aspettarlo ma, almeno all'inizio, non cercano di ammazzarlo. Cambia tutto nella parte finale della salita: la maglia rosa fa la sua consueta cronometro, ma dietro non sono più fiammiferi che si accendono per un attimo, e il braciere è sempre acceso. Nibali attacca in salita, ma costruisce la sua vittoria in discesa, non concedendo nulla né a Mikel Landa che lo accompagna nella volata, né a se stesso. Niente esultanza, solo determinazione nel guadagnare il più tempo possibile.
Finale superbo di una giornata tostissima. C'è il Mortirolo, la salita dedicata a Michele Scarponi. Arriva presto per scatenare la bagarre, arriva al momento giusto per un ricordo. Passa primo Luis Leon Sanchez: all'Astana avrebbe dovuto lavorare per Michele, il suo capitano, e lo spazio per la commozione è inevitabile. Poi arriva lo Stelvio, dalla parte che non finisce mai: si arriva a quota 2758, è la Cima Coppi ma è anche il premio a Vincenzo Torriani, che qui addirittura ci fece finire un Giro, quello del 1975 vinto da Bertoglio dopo un duello finale con lo spagnolo Galdos. Ed è spagnolo anche il primo a transitare, quel Mikel Landa che cerca di lucidare l'opacità sua e del Team Sky.
Ma lo Stelvio che decide è quello svizzero. Sembrerebbe la cronaca di un attacco annunciato da parte di Quintana. Forse il colombiano ha studiato la storia quando ne manda tre all'attacco: Amador, Anacona e Izagirre. Magari letto che proprio sullo Stelvio Bernard Hinault sferrò un attacco in coppia con il fido Bernaudeau ed andò a prendersi il Giro del 1980. Annuncio senza conferme, perché il finale è di Nibali. Lui, Dumoulin e Quintana nello spazio di 72 secondi. Giro riaperto, riapertissimo. "Proprio ieri ricorreva un mese dalla morte di Michele Scarponi -ha ricordato Nibali- Ieri sera la moglie Anna mi ha mandato un messaggio dicendomi di pensare a lui. E anche i miei compagni mi dicono di ricordarlo quando sono in difficoltà, eravamo come fratelli". Poi il siciliano analizza la gara: "Si, adesso lo posso anche dire: è stata la mia vittoria più bella. Tutte le vittorie lo sono ma, sai, quando ti aggiudichi la tappa che prevede una scalata del Mortirolo e due dello Stelvio...".
ORDINE D'ARRIVO
1. Vincenzo Nibali (Ita-Bahrain) in 6h24'22"
2. Mikel Landa (Esp-Sky) s.t.
3. Nairo Quintana (Col-Movistar) a 0'12"
4. Domenico Pozzovivo (Ita) a 0'24"
5. Ilnur Zakarin (Rus) a 0'34"
6. Davide Formolo (Ita) a 1'26"
7. Bauke Mollema (Ned) a 1'35"
8. Bob Jungels (Lux) s.t.
9. Adam Yates (Gbr) s.t.
10. Thibaut Pinot (Fra) s.t.
12. Steven Kruijswijk (Ned) s.t.
13. Tom Dumoulin (Ned) a 2'18" CLASSIFICA GENERALE
1. Tom Dumoulin (Ned-Sunweb) in 70h14'48"
2. Nairo Quintana (Col-Movistar) a 31"
3. Vincenzo Nibali (Ita, Bahrain) a 1'12"
4. Thibaut Pinot (Fra-Fdj) a 2'38"
5. Ilnur Zakarin (Rus) a 2'40"
6. Domenico Pozzovivo (Ita) a 3'05"
7. Bauke Mollema (Ned) a 3'49"
8. Bob Jungels (Lux) a 4'35"
9. Steven Kruijswijk (Ned) a 6'20"
10. Adam Yates (Gbr) a 7'00"