Il pugno di Dumoulin, il coraggio di Nibali, la festa lungo le strade: cosa resterà del Giro 100
dal nostro inviato COSIMO CITO
Dumoulin festeggia la vittoria del Giro
Una corsa rosa incerta fino alla fine, non sono mancate le emozioni e le storie da raccontare
2 minuti di lettura
Il distacco minimo - 31" tra il primo e il secondo è uno dei distacchi più stretti della storia del Giro, esattamente il 9° di sempre: restano imbattuti gli 11" del 1948 tra Magni e Cecchi. Un record però c'è: mai i primi tre erano stati dentro 40". Battuti i 45" del 2005, allora podio con Savoldelli, Simoni e Rujano.
La fermata-toilette - Se il Giro vinto da Nencini nel 1957 passò alla storia per il famoso attacco orchestrato ai danni di Gaul durante una fermata "idraulica" del lussemburghese, questa edizione verrà ricordata anche per l'ormai celeberrima sosta di Dumoulin per un attacco intestinale sotto la salita dell'Umbrailpass. Spogliarello e fermata, il tutto costato all'olandese un inseguimento solitario e sfibrante e oltre 2 minuti sul traguardo di Bormio.
Vincenzo Nibali (lapresse)Il salto di Nibali in discesa - Meraviglioso, imprudente, puramente nibaliano, il salto del rivolo d'acqua nella terribile discesa dello Stelvio ha fatto trasalire il pubblico: un coraggio e una lucidità che solo i più grandi di questo sport possono avere. E Nibali, e non da oggi, tra i più grandi di sempre di questo sport c'è e ci sarà.
(afp)Il sole - Questo Giro resterà anche per un record praticamente imbattibile: non è mai piovuto. Il sole e un caldo spesso asfissiante (come ieri a Milano, ad esempio) hanno accompagnato l'incedere del gruppo dalla Sardegna alla Lombardia, passando per quasi tutte le regioni italiane.
La vittoria italiana - Una, quella di Nibali a Bormio. Strabattuto il record negativo del 1989: 4 vittorie. Ci sarà da riflettere. Come dovranno riflettere in casa Bardiani, dopo il doppio caso di doping che ha rovinato l'inizio del Giro.
L'internazionalità - 12 paesi hanno esultato per vittorie di tappa, altro record. Il bottino più largo lo porta a casa la Colombia (5 vittorie). Dietro c'è l'Olanda con 3. Il più vincente e, anche, maglia ciclamino per distacco, Fernando Gaviria, che chiude con 4 vittorie e 325 punti, contro i 192 del belga Stuyven. Solo il Belgio, tra i grandi paesi del ciclismo, è mancato al successo.
Mikel Landa (ansa)Il coraggio di Landa - Caduto ai piedi del Blockhaus a causa di una moto della Polizia stradale posizionata a bordo strada, il basco Mikel Landa ha visto andare in fumo le sue speranze di podio assieme al compagno di squadra Geraint Thomas. Non si è dato per vinto, però, e ha iniziato a cercare il successo praticamente in tutte le successive tappe di montagna. Ce l'ha fatta, con grande merito, a Piancavallo, dopo aver perso due volte per centimetri a Bormio e Ortisei. In più è passato davanti a tutti sullo Stelvio, la Cima Coppi, e s'è portato a casa la maglia del miglior scalatore. Per una volta, davvero al miglior scalatore.
Il pubblico sullo Stelvio (ansa)Il pubblico - Ci sono stati anni di magra, in passato. Il pubblico, invece, in questo Giro è stato dovunque, sempre, e più di altre volte è stato composto, tranquillo, senza quella fastidiosa smania di apparire in tv. Anche i corridori hanno apprezzato.
(lapresse)Le cronometro - Quasi 70 km dislocati in due momenti chiave del Giro sono apparsi sinceramente troppi. Ma è stato bravissimo Dumoulin a sfruttarli. Tanta crono non è parsa compensata da arrivi in salita particolarmente arcigni.
Dumoulin festeggia la vittoria a Oropa (ansa)Il pugno di Oropa - Per ammissione di Dumoulin, quella di Oropa è stata la vittoria decisiva. Lì, battendo anche gli scalatori su una salita molto adatta alle sue caratteristiche, l'olandese ha trovato la spinta e la convinzione per vincere un Giro "che mai avrei immaginato di poter portare a casa".
I colombiani - Una marea di colombiani appariva sempre, con maglia della nazionale di calcio, bandiera e un grande tifo. Peccato per Nairo, ma il loro viaggio in Europa riprenderà a luglio, al Tour.
Il colombiano Fernando Gaviria (afp)Messina - La festa per Nibali a Messina è stata davvero enorme e commovente. Un abbraccio enorme, che è sembrato venire dal passato, dai tempi di Pantani. L'ha meritato, Vincenzo.