ROMA - "Libri in Giro 2017". Stavolta la Biblioteca della Bicicletta Lucos Cozza va al Giro d'Italia Under 23, dal 9 al 15 giugno, otto tappe in sette giorni in Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo e in cinque biblioteche (Imola, Forlì, Cattolica, Senigallia e Francavilla a Mare). E mette a confronto un corridore con un autore.
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Il corridore è Massimo Rosa: 21 anni, piemontese, anzi, langarolo di Alba, diplomato all'Itis, dorsale 175, del Team Hopplà Petroli di Firenze. L'autore è Tonino Guerra: 1920-2012, romagnolo di Santarcangelo, poeta, scrittore, sceneggiatore. Ricordati che la solitudine tiene compagnia (da "Frasi sui totem").
"Più che alla fuga, penso all'allenamento, a tutto quello che sta dietro alla corsa, alla preparazione, all'alimentazione, a quelle cinque o sei ore al giorno dedicate al ciclismo e vissute da solo. Così poi la corsa diventa una liberazione: finalmente si pensa con la propria testa, e ci si misura con se stessi, a fondo, nell'anima e nel corpo, nelle possibilità e nelle capacità".
Tutte le volte che preparo un pacco, finisce che mi trovo chiuso dentro (da "Frasi sui totem").
"Succede anche a me. La vita è un cammino, è un viaggio, è mille corse, e cammino, viaggio e corse fanno parte di me, della mia valigia, del mio zaino, della mia bici, in un mondo che mi gira intorno. Stavolta nella valigia ho messo un libro - ne leggo una decina l'anno -, 'Lo scudo di Talos', di Valerio Massimo Manfredi. E' un libro che mi era stato consigliato dal nostro professore di lettere alle medie, che avevo letto, che mi era rimasto, e che ho ripreso. Avevo cominciato con i libri sul ciclismo, adesso sono passato ai romanzi, leggere mi aiuta a uscire dal mio mondo e a entrare in altri".
L'ottimismo è il profumo della vita (da una pubblicità televisiva per Unieuro).
"Sì, sempre. Puntare in alto, ma tenendo i piedi per terra. Sognare, ma restando realisti. E pensare positivo, ma aspettandosi anche i momenti negativi. Ricordo il film 'L'attimo fuggente' in cui il professore, Robin Williams, sale in piedi sulla cattedra e invita gli studenti a guardare le cose da angolazioni diverse, perché quando si crede di sapere qualcosa, è quello il momento in cui bisogna considerarla da un'altra prospettiva".
C'è chi non sa dove andare e sta correndo per andarci subito (da "Frasi sui totem").
"Tutto il mondo, e non solo quello del ciclismo, gira così. Sai quello che lasci, ma non sai mai quello che trovi. L'importante è crederci. E non avere rimpianti".
Vincerà la bellezza (da "La valle del Kamasutra").
"Ma anche no. In una corsa spero che vinca anche lo spettacolo per il pubblico, il divertimento per i corridori, e se questo significa bellezza, allora anche la bellezza per lo sport".
In ogni partenza è nascosto anche un ritorno (dall'ultimo pensiero di Tonino Guerra lasciato ai familiari su un cartoncino).
"A volte il luogo della partenza è anche quello dell'arrivo. E se non lo è, ogni volta si torna a casa, in camera, in se stessi. Il ciclismo è uno sport crudele: si parte in 200, uno solo vince, gli altri 199 sono un popolo di sconfitti. Qui ogni giorno, ogni corsa, ogni metro s'impara qualcosa".
Tutte le volte che sto per affogare mi dimentico di chiedere aiuto (da "Frasi sui totem").
"Sulla bicicletta si è da soli. E da solo ho bisogno di rimanere dopo una corsa per ritrovare la serenità. Non mi piace parlare con nessuno: direttore sportivo, ragazza, genitori, compagni, fratelli. Mi chiudo. Per poi riaprirmi. Più di prima".
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Il corridore è Massimo Rosa: 21 anni, piemontese, anzi, langarolo di Alba, diplomato all'Itis, dorsale 175, del Team Hopplà Petroli di Firenze. L'autore è Tonino Guerra: 1920-2012, romagnolo di Santarcangelo, poeta, scrittore, sceneggiatore. Ricordati che la solitudine tiene compagnia (da "Frasi sui totem").
"Più che alla fuga, penso all'allenamento, a tutto quello che sta dietro alla corsa, alla preparazione, all'alimentazione, a quelle cinque o sei ore al giorno dedicate al ciclismo e vissute da solo. Così poi la corsa diventa una liberazione: finalmente si pensa con la propria testa, e ci si misura con se stessi, a fondo, nell'anima e nel corpo, nelle possibilità e nelle capacità".
Tutte le volte che preparo un pacco, finisce che mi trovo chiuso dentro (da "Frasi sui totem").
"Succede anche a me. La vita è un cammino, è un viaggio, è mille corse, e cammino, viaggio e corse fanno parte di me, della mia valigia, del mio zaino, della mia bici, in un mondo che mi gira intorno. Stavolta nella valigia ho messo un libro - ne leggo una decina l'anno -, 'Lo scudo di Talos', di Valerio Massimo Manfredi. E' un libro che mi era stato consigliato dal nostro professore di lettere alle medie, che avevo letto, che mi era rimasto, e che ho ripreso. Avevo cominciato con i libri sul ciclismo, adesso sono passato ai romanzi, leggere mi aiuta a uscire dal mio mondo e a entrare in altri".
L'ottimismo è il profumo della vita (da una pubblicità televisiva per Unieuro).
"Sì, sempre. Puntare in alto, ma tenendo i piedi per terra. Sognare, ma restando realisti. E pensare positivo, ma aspettandosi anche i momenti negativi. Ricordo il film 'L'attimo fuggente' in cui il professore, Robin Williams, sale in piedi sulla cattedra e invita gli studenti a guardare le cose da angolazioni diverse, perché quando si crede di sapere qualcosa, è quello il momento in cui bisogna considerarla da un'altra prospettiva".
C'è chi non sa dove andare e sta correndo per andarci subito (da "Frasi sui totem").
"Tutto il mondo, e non solo quello del ciclismo, gira così. Sai quello che lasci, ma non sai mai quello che trovi. L'importante è crederci. E non avere rimpianti".
Vincerà la bellezza (da "La valle del Kamasutra").
"Ma anche no. In una corsa spero che vinca anche lo spettacolo per il pubblico, il divertimento per i corridori, e se questo significa bellezza, allora anche la bellezza per lo sport".
In ogni partenza è nascosto anche un ritorno (dall'ultimo pensiero di Tonino Guerra lasciato ai familiari su un cartoncino).
"A volte il luogo della partenza è anche quello dell'arrivo. E se non lo è, ogni volta si torna a casa, in camera, in se stessi. Il ciclismo è uno sport crudele: si parte in 200, uno solo vince, gli altri 199 sono un popolo di sconfitti. Qui ogni giorno, ogni corsa, ogni metro s'impara qualcosa".
Tutte le volte che sto per affogare mi dimentico di chiedere aiuto (da "Frasi sui totem").
"Sulla bicicletta si è da soli. E da solo ho bisogno di rimanere dopo una corsa per ritrovare la serenità. Non mi piace parlare con nessuno: direttore sportivo, ragazza, genitori, compagni, fratelli. Mi chiudo. Per poi riaprirmi. Più di prima".