Ciclismo, Giro d'Italia Under 23 tra libri e bici, il ragazzo e lo scrittore a confronto: Alessandro Monaco e Lorenzo Stecchetti

La Biblioteca della Bicicletta Lucos Cozza alla corsa in programma dal 9 al 15 giugno. E fa commentare da un giovane ciclista le frasi di uno storico scrittore

“Libri in Giro 2017”. Stavolta la Biblioteca della Bicicletta Lucos Cozza è al Giro d’Italia Under 23, dal 9 al 15 giugno, otto tappe in sette giorni in Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo e in cinque biblioteche (Imola, Forlì, Cattolica, Senigallia e Francavilla al Mare). E mette a confronto un corridore con un autore.

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Il corridore è Alessandro Monaco: 19 anni, pugliese di Grottaglie, dorsale 176, del Team Hopplà Petroli di Firenze. L’autore è Olindo Guerrini, più noto con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti: 1845-1916, romagnolo di Forlì, poeta, scrittore, bibliofilo e studioso di letteratura italiana.

“Non si vive di solo pane è vero; ci vuole anche il companatico; e l’arte di renderlo più economico, più rapido, più sano, lo dico e lo sostengo, è vera arte” (citato in “La scienza in cucina e l’arte del mangiare bene” di Pellegrino Artusi).

“Diploma di maturità classica, a Grottaglie, un anno avanti. Poi, dovendo scegliere fra ciclismo e università, li ho scelti tutti e due, cercando di conciliarli. Ciclismo fra gli under 23, Facoltà di Giurisprudenza a Urbino. Tre esami già fatti: Diritto romano, Economia politica e Diritto Costituzionale. Per quest’ultimo, ho chiesto il permesso di lasciare il ritiro in altura, a Livigno, prendere la macchina, precipitarmi a Urbino, guadagnare un bel 25 e tornare ad allenarmi prima di questo Giro d’Italia. Il pane è la vita, il companatico è fissare degli obiettivi e lottare per conquistarli. Qui al Giro d’Italia il mio obiettivo è fare esperienze”.

“Sono un poeta o sono un imbecille?” (da “Postuma: canzoniere di Lorenzo Stecchetti”).

“Tutti i corridori sono un po’ poeti e un po’ imbecilli, nel senso di matti. Sia per fare le corse sia per scrivere le poesie bisogna essere un po’ matti. Io, più che di poesie, so di corse: rischi, pericoli, avventure. Sempre”.

“Conosci tu il paese / dove non si è mortali, / dove alla fin del mese / non scadon le cambiali?” (da “Postuma: canzoniere di Lorenzo Stecchetti”).

“Il ciclismo è un mondo a sé, un mondo a parte, un mondo magico. Io sono uno scalatore, le salite sono il mio regno ed esaltano le mie doti e le mie caratteristiche. Volate, cronometro, saliscendi, d’accordo, ma è solo sulla salita dove si vede il corridore vero. Lì, quando si sta bene, si è almeno in due, con se stessi; quando si sta male, si è da soli, abbandonati a se stessi. Le salite hanno un doppio potere: quello di aprirti le braccia, ma anche quello di voltarti le spalle”.

“Io corro, io volo sulla bicicletta, / questo ideal delle cavalcature: / chi soffre d’emorroidi o di bolletta / m’insulti pure” (da “In bicicletta”, “Le Rime”).

“Ci si prova. Per la maturità ho scritto una tesina su ‘Siamo ciò che mangiamo’, dai cibi tradizionali degli antichi greci e latini fino alla piada di Giovanni Pascoli. Io mangio un po’ di tutto: pane, diritto e bicicletta”.

“Sperare e disperar, questa è la vita” (da “Anno nuovo”, “Le Rime”).

“Sì, proprio così, ciascuno nel suo piccolo, nei suoi limiti”.
“Armiamoci e partite” (da “Agli Eroissimi”, “Le Rime”).

“Eh no. Armiamoci e partiamo. Tutti insieme. Se no, non vale”.
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