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Ciclismo, il ritorno della Pirelli: lanciata la nuova linea PZero Velo

La multinazionale della Bicocca riparte dalla due ruote con un copertone dedicato agli amatori di fascia medio-alta. Allo Studio c'è anche la realizzazione di un nuovo tubolare

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MILANO - La presentazione di un nuovo copertone per bici della Pirelli potrebbe diventare una buona notizia per il ciclismo italiano, al di là del discorso industriale. Oggi a Milano è stato lanciato questo prodotto che segna il ritorno della multinazionale della Bicocca nel mondo del ciclismo. Un rapporto iniziato oltre un secolo fa: un terzo degli atleti giunti al traguardo del primo Giro d'Italia avevano alle loro ruote tubolari dell'azienda milanese.

DAGLI AMATORI AI PRO - Questo quindi è un nuovo inizio, simboleggiato dal lancio di un copertone (chiamato PZero Velo) dedicato agli amatori di fascia medio-alta. Ma il progetto non si ferma qui: ora allo studio c'è la realizzazione di un nuovo tubolare. A questo punto il riferimento diventa per forza di cose il mondo del ciclismo professionistico. Gli scenari potrebbero essere molteplici. In questo momento non si esclude nulla: oltre alla fornitura a squadre già esistenti, potrebbe essere presa in considerazione anche la sponsorizzazione di una formazione ovviamente con dotazioni Pirelli alle ruote. Sarebbe un'ottima notizia per il ciclismo italiano rimasto senza compagini professionistiche nel Pro Tour. Difficile stabilire una tempistica: nei corridoi della Bicocca nessuno vuole sbilanciarsi. E' possibile fare solo ipotesi: per il lancio di PZero Velo sono serviti due anni. E' pensabile che potrebbe servire altrettanto.

NELLA SICILIA DI NIBALI - Interessante anche la localizzazione geografica dei test che hanno preceduto la realizzazione del nuovo copertone: si sono svolti sul circuito Pirelli di Giarre (storica base delle prove nel settore motori) e nei dintorni sulle strade della Sicilia. In particolare alle pendici dell'Etna, vera palestra naturale per questo tipo di verifiche perché l'asfalto tiene conto della composizione vulcanica della montagna e quindi offre caratteristiche molto diverse nel giro di pochi chilometri. Ideale per raccogliere la massima varietà di dati, molti dei quali trasferiti all'università di Darmstadt in Germania. E' stata creata una squadra ciclistica con cinque atleti, tutti assunti dalla Pirelli, anche per ragioni di segretezza industriale, scelti in base alla loro formazione (uno di loro è ingegnere): 100.000 chilometri percorsi, alle loro spalle un team di nutrizionisti, preparatori e fisioterapisti e gli oltre 30 esperti che lavorano a Giarre per le gomme di ogni tipo, tutti coordinati da Salvo Pennisi, direttore delle attività di testing moto e bici di Pirelli. Un'organizzazione da grande corsa a tappe. Ora questi cinque ciclisti si dedicheranno ai test per i tubolari. Alcuni campioni sono già stati coinvolti nello studio dei copertoni. Il legame con la Sicilia fa venire in mente un nome obbligato: anche Nibali potrebbe essere stato coinvolto per un parere. Viene naturale correre con la fantasia: il massimo rappresentante del ciclismo italiano attuale in una squadra con sponsor tricolore. Ma questo, al momento, è davvero uno scenario troppo futuribile.  
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