Tour de France: ancora cadute, Demare vince una volata da brividi. Sagan scorretto: cacciato. Cavendish infortunato, è fuori
di LUIGI PANELLA
Demare esulta: sullo sfondo a terra Cavendish e Degenkolb (afp)
A terra il britannico (finito in ospedale) e Degenkolb dopo un movimento al limite del campione del mondo (squalificato). Epilogo ad alta tensione della quarta tappa: vince il campione di Francia mentre Geraint Thomas, anche lui caduto, mantiene la maglia gialla alla vigilia del primo arrivo in salita
2 minuti di lettura
VITTEL - Il Tour va avanti senza Peter Sagan. E senza Mark Cavendish. Il campione del mondo viene dichiarato 'colpevole' in una giornata caratterizzata ancora da cadute. Vince il campione di Francia Demare, generale paziente e prepotente nel passare sopra i resti di un plotone decimato dalla battaglia. In parecchi già sono fuori giochi prima del rettilineo finale: tra loro Colbrelli, costretto per campi.
Va comunque meglio a lui che a Thomas - giù a tempo neutralizzato e quindi ancora in giallo-, ma va meglio soprattutto a lui rispetto a Cavendish. Il britannico è la vittima di un thriller in cui la parte del ‘cattivo’ la recita Peter Sagan: il campione del mondo allarga troppo il gomito nel momento di massima velocità, Cavendish è stretto alle transenne e cade rovinosamente, trascinando per terra Degelkolb. Il tedesco se la cava, ‘Cannonball’ invece finisce dritto in ospedale per una tremenda botta alla spalla. La giuria analizza e penalizza Sagan: prima con morbidezza (togliendoli 30''), poi con la sentenza definitiva. Definitiva anche la diagnosi per Cavendish: spalla fratturata, è fuori dal Tour.
Tour de France, sprint ad alta tensione: paura per Cavendish, il film della quarta tappa
Un finale ad altissima tensione, epilogo di una giornata aperta da una nuova finestra sul Lussemburgo. Omaggio ai fratelli Schleck: Andy e Frank hanno lo storico quartiere generale a Mondorf-Les-Bains, località di ciclismo antico, visto che dal 1921 al 1939 fu arrivo di una classichetta che prendeva il via da Bruxelles. Vittel invece ospita l’arrivo per la quarta volta. Esiti discordanti: da una crono vinta nel 1968 da Charly Grosskost, ad un arrivo solitario di Nicki Sorensen, allo sprint di Jelle Nijdam. Stavolta è sprint. Troppa la gente interessata a non buttare energie in attesa del primo vero scontro sui Vosgi, a Planche des Belles Filles.
Non c’è una sola fase che scacci l’idea di una volatona. I 207 km del percorso se li fa quasi tutti da solo in testa Guillaume van Keirsbulck. Cognome che dice qualcosina (papà Kurt fu professionista a cavallo tra gli anni ottanta e novanta), dinastia che dice molto di più. Il belga è infatti nipote di uno di quelli che nella storia del ciclismo viene considerato, a seconda delle angolazioni, forte, scaltro, addirittura, ma il termine sembra troppo roboante, ‘traditore’. Riferimento a Benoni Beheyt, campione del mondo del 1963 dopo una gara che in Belgio (si correva a Ronse, nelle Fiandre) fu considerata lesa maestà a Rik Val Looy. Il buon Benoni doveva tirare la volata all’Imperatore, invece tirò dritto, rigando al tempo stesso una carriera che si trovò inevitabilmente a fare i conti con lo sgarbo. Guillaume non crea di certo attriti del genere nel gruppo, che ne tollera con assoluta serenità l’azione prima di andarlo a riprendere ad una ventina di km dall’arrivo.
Sembra il preludio ad una volata importante, come tutte quelle del Tour, invece è un antipasto di una serie di duelli selvaggi destinati a lasciare strascischi. "Non sapevo neanche che ci fosse Cavendish dietro di me, arrivava da destra, io volevo andare a ruota", spiega Sagan. "Lui stava arrivando velocissimo, non ho avuto neanche il tempo di andare sulla sinistra. Ci siamo toccati ed è caduto, mi dispiace". Scuse che alla giuria non bastano: il Tour va avanti senza il campione del mondo.
ORDINE D'ARRIVO
1. Arnaud Demare (Fra-Fdj) in 4h53'54"
2. Alexander Kristoff (Nor-Katusha) s.t.
3. Andrè Greipel (Ger-Lotto) s.t.
4. Nacer Bouhanni (Fra) s.t.
5. Adrien Petit (Fra) s.t.
6. Jurgen Roelandts (Bel) s.t.
7. Michael Matthews (Aus) s.t.
8. Manuele Mori (Ita) s.t.
9. Tiesj Benoot (Bel) s.t.
10. Zdenek Stybar (Cze) s.t. CLASSIFICA GENERALE
1. Geraint Thomas (Gbr, Sky) in 14h54'25"
2. Christopher Froome (Gbr, Sky) a 0'12"
3. Michael Matthews (Aus, Sunweb) s.t.
4. Edvald Boasson Hagen (Den) a 0'16"
5. Pierre-Roger Latour (Fra) a 0'25"
6. Philippe Gilbert (Bel) a 0'30"
7. Michal Kwiatkowski (Pol) a 0'32"
8. Tim Wellens (Bel) s.t.
9. Arnaud Demare (Fra) a 0'33"
10. Nikias Arndt (Ger) a 0'34"
19. Richie Porte (Aus) a 0'47"
20. Nairo Quintana (Col) a 0'48"
24. Romain Bardet (Fra) a 0'51"
25. Fabio Aru (Ita) a s.t.
26. Alberto Contador (Esp) a 0'54"