TROYES - La volata alla Kittel, può diventare un modo di vincere. Dopo Liegi, il tedesco si impone anche a Troyes. Lo fa alla sua maniera, di pura potenza, nonostante il treno della sua squadra, la Quick Step Floor, non sia un esempio di sincronia. Lui non è tipo da scoraggiarsi, parte da lontano ma finisce per imporsi nettamente. Sprint a nervi scoperti, basta poco per esasperare gli animi: Demare lavora alle transenne in maniera sospetta. Duello francese con Bouhanni, e verso quest'ultimo Jacopo Guarnieri (coéquipier di Demare alla Fdj, sembra una telenovela), usa parole pesanti ai microfoni Rai. 'Cretino' decidiamo di riportarla, su un'altra di 8 lettere che inizia sempre con la 'c' è meglio glissare. La spiegazione: "Bouhanni ha tentato in tutti i modi di farmi cadere, mi ha piantato il manubrio nel ginocchio e mi ha stretto alle transenne. Lui ce l'ha con noi della Fdj perchè perde sempre...".
Insomma, ancora le acque dopo il fattaccio di Vittel sono agitate. Se non altro però, tra i due attori drammatici dello scorso martedì è scoppiata una pace social, a colpi di tweet: "Mark, rimettiti presto. Qualunque sia il risultato, non vedo l'ora di gareggiare di nuovo contro di te", scrive Sagan. "Che classe... sono orgoglioso di conoscerti Peter, ci vediamo presto amico", replica Cavendish.
Non era certo tappa da caos nei piani alti, e infatti tutto resta tale e quale nella generale. Ma siccome il Tour sembra fatto apposta per scoprire i rischi più impensati, c'è la variabile ombrellone... Di quelli grossi, da spiaggia. Qualcuno se lo porta dietro per proteggersi dal sole bollente, però dimentica di ancorarlo. L'oggetto è ingombrante, piomba in mezzo al gruppo in pieno centro strada, per fortuna senza conseguenze. Tutto è bene quel che finisce bene. L'Italia può godersi in tranquillità Fabio Aru, con la sua maglia a pois e soprattutto con i pochi secondi di ritardo dalla vetta. E la Francia può godersi Chris Froome. Provocazione dedicata a L'Equipe, che ha preferito il titolone sul britannico a scapito della grande impresa del sardo a Planches des Delles Filles.
Partenza da Vesoul, arrivo a Troyes. Da un punto di vista storico, il momento più significativo è il passaggio a Colombey-les-Deux-Eglises: vi è sepolto Charles De Gaulle. Nel Tour del 1960, alla penultima tappa (anche quel giorno si arrivava a Troyes), la carovana, in testa la maglia gialla Gastone Nencini, si fermò per salutare il gigante della politica francese. Mai sosta fu più salutare per tal Pierre Beuffeuil, che attardato da una foratura in una epoca in cui il fair play non era all'ordine del giorno, ne approfittò per recuperare energie e certezze, finendo poi per vincere la tappa.
Non c'è invece sosta che possa aiutare Perrig Quemeneur, Frederik Backaert e Vegard Stake Laengen, lasciati a rosolare in fuga da un gruppo che li tiene sempre sotto tiro. A proposito di gruppo, menzione d'obbligo per Sylvain Chavanel, che colleziona la presenza di tappa numero 335, staccando di una Jens Voigt. In cima agli onnipresenti c'è Jop Zoetemelk, non a caso uno che a quasi 40 anni sapeva vincere il mondiale. Ripresi i tre battistrada ad una manciata di km del traguardo, spazio alle solite grandi manovre. I treni lasciano a desiderare, qualcuno improvvisa. Boasson Hagen o si fida troppo di se stesso o ancora non ha capito volate di questo tipo. Parte con un ossesso, solo che alla fine manca ancora mezzo km: troppo per non venire irrimediabilmente risucchiato. Esattamente il contrario di Kittel, che invece spunta al momento giusto per concedere il bis.
ORDINE D'ARRIVO
. Marcel Kittel (Ger, Quickstep) in 5h05'34"
2. Arnaud Demare (Fra, Fdj) s.t.
3. Andrè Greipel (Ger, Lotto) s.t.
4. Alexander Kristoff (Nor) s.t.
5. Nacer Bouhanni (Fra) s.t.
6. Dylan Groenewegen (Ned) s.t.
7. Michael Matthews (Aus) s.t.
8. Daniel McLay (Gbr) s.t.
9. Rudiger Selig (Ger) s.t.
10. John Degenkolb (Ger) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Christopher Froome (Gbr, Sky) in 23h44'33"
2. Geraint Thomas (Gbr, Sky) a 0'12"
3. Fabio Aru (Ita, Astana) a 0'14"
4. Daniel Martin (Irl) a 0'25"
5. Richie Porte (Aus) a 0'39"
6. Simon Yates (Gbr) a 0'43"
7. Romain Bardet (Fra) a 0'47"
8. Alberto Contador (Esp) a 0'52"
9. Nairo Quintana (Col) a 0'54"
10. Rafal Majka (Pol) a 1'01"
Insomma, ancora le acque dopo il fattaccio di Vittel sono agitate. Se non altro però, tra i due attori drammatici dello scorso martedì è scoppiata una pace social, a colpi di tweet: "Mark, rimettiti presto. Qualunque sia il risultato, non vedo l'ora di gareggiare di nuovo contro di te", scrive Sagan. "Che classe... sono orgoglioso di conoscerti Peter, ci vediamo presto amico", replica Cavendish.
Non era certo tappa da caos nei piani alti, e infatti tutto resta tale e quale nella generale. Ma siccome il Tour sembra fatto apposta per scoprire i rischi più impensati, c'è la variabile ombrellone... Di quelli grossi, da spiaggia. Qualcuno se lo porta dietro per proteggersi dal sole bollente, però dimentica di ancorarlo. L'oggetto è ingombrante, piomba in mezzo al gruppo in pieno centro strada, per fortuna senza conseguenze. Tutto è bene quel che finisce bene. L'Italia può godersi in tranquillità Fabio Aru, con la sua maglia a pois e soprattutto con i pochi secondi di ritardo dalla vetta. E la Francia può godersi Chris Froome. Provocazione dedicata a L'Equipe, che ha preferito il titolone sul britannico a scapito della grande impresa del sardo a Planches des Delles Filles.
Partenza da Vesoul, arrivo a Troyes. Da un punto di vista storico, il momento più significativo è il passaggio a Colombey-les-Deux-Eglises: vi è sepolto Charles De Gaulle. Nel Tour del 1960, alla penultima tappa (anche quel giorno si arrivava a Troyes), la carovana, in testa la maglia gialla Gastone Nencini, si fermò per salutare il gigante della politica francese. Mai sosta fu più salutare per tal Pierre Beuffeuil, che attardato da una foratura in una epoca in cui il fair play non era all'ordine del giorno, ne approfittò per recuperare energie e certezze, finendo poi per vincere la tappa.
Non c'è invece sosta che possa aiutare Perrig Quemeneur, Frederik Backaert e Vegard Stake Laengen, lasciati a rosolare in fuga da un gruppo che li tiene sempre sotto tiro. A proposito di gruppo, menzione d'obbligo per Sylvain Chavanel, che colleziona la presenza di tappa numero 335, staccando di una Jens Voigt. In cima agli onnipresenti c'è Jop Zoetemelk, non a caso uno che a quasi 40 anni sapeva vincere il mondiale. Ripresi i tre battistrada ad una manciata di km del traguardo, spazio alle solite grandi manovre. I treni lasciano a desiderare, qualcuno improvvisa. Boasson Hagen o si fida troppo di se stesso o ancora non ha capito volate di questo tipo. Parte con un ossesso, solo che alla fine manca ancora mezzo km: troppo per non venire irrimediabilmente risucchiato. Esattamente il contrario di Kittel, che invece spunta al momento giusto per concedere il bis.
ORDINE D'ARRIVO
. Marcel Kittel (Ger, Quickstep) in 5h05'34"
2. Arnaud Demare (Fra, Fdj) s.t.
3. Andrè Greipel (Ger, Lotto) s.t.
4. Alexander Kristoff (Nor) s.t.
5. Nacer Bouhanni (Fra) s.t.
6. Dylan Groenewegen (Ned) s.t.
7. Michael Matthews (Aus) s.t.
8. Daniel McLay (Gbr) s.t.
9. Rudiger Selig (Ger) s.t.
10. John Degenkolb (Ger) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Christopher Froome (Gbr, Sky) in 23h44'33"
2. Geraint Thomas (Gbr, Sky) a 0'12"
3. Fabio Aru (Ita, Astana) a 0'14"
4. Daniel Martin (Irl) a 0'25"
5. Richie Porte (Aus) a 0'39"
6. Simon Yates (Gbr) a 0'43"
7. Romain Bardet (Fra) a 0'47"
8. Alberto Contador (Esp) a 0'52"
9. Nairo Quintana (Col) a 0'54"
10. Rafal Majka (Pol) a 1'01"