WEVELGEM - Come Van Eenaeme, Van Looy, Merckx, Cipollini e Boonen. Il Peter Sagan 'dinsinteressato' della Sanremo e quello sbiadito di Harelbeke appartengono già al passato: la Gand-Wevelgem è dello slovacco per la terza volta. E' il sesto nella storia a fare tris, entra nel club dei ciclisti sopra citati. Una gioia, quella del campione del mondo, che è anche una sorta di muro dove scivolano le lacrime di Elia Viviani. Raramente si era visto il campione olimpico dell'Omnium così provato per una sconfitta, ma la reazione è direttamente proporzionale al rammarico. Viviani, con tre compagni di squadra solo per lui nella fase decisiva, corre bene. Il neo al momento della stoccata: mentre Sagan sceglie la parte libera della strada sfidando il vento, il bresciano sceglie le linee interne, le transenne alla sua destra, ma resta imbottigliato. Appena un attimo di impasse che però si rivela fatali. Terzo posto per Demare, che conferma il valido stato di forma (podio anche alla Sanremo) ma non trova l'acuto.
"Sono molto felice di aver vinto questa corsa -commenta Sagan-. La squadra ha fatto un grande lavoro nei km finali con Burghardt, ma oltre a lui devo ringraziare anche gli altri. La volata? E' sempre una lotteria. Ho deciso di anticipare, gli altri si sono mossi leggermente dopo. Poi è chiaro, hanno deciso buone gambe che mi hanno permesso di resistere al loro ritorno. Del resto questa è una corsa particolare, si può vincere con una volatona, oppure con uno sprint a ranghi ristretti. Penso di aver vinto nella maniera a me più congeniale".
Pur non potendo certo definire Sagan un velocista puro, la Wevelgem numero 80 a conti fatti è stata più che altro una questione tra uomini veloci. Un mezzo controsenso, visto che negli ultimi anni quella che veniva - non sempre a ragione - definita una corsa per sprinter, si è 'classicizzata'. Undici muri (ghiotto antipasto del Fiandre di domenica prossima), più alcuni tratti sulla terra battuta. Tre settori, questi ultimi, di eccezionale significato storico. Si trovano infatti nella zona della tregua di Natale del 1914, quando soldati di opposte fazioni, senza nulla di preordinato, cessarono le ostilità al punto tale da improvvisare anche una partita di calcio.
Quando si entra in questa fase, la corsa non è ancora definita. C'è in fuga un drappello di cui fa parte Filippo Ganna, il campione del mondo dell'inseguimento su pista che studia per fare una Roubaix di livello. Con lui Frison, Gonçalves, Duquennoy, van Goethem e van Schip. Si aggiungono in seguito Kirsch, Wallays, Vermote e Kuznetsov. Ma la verità della corsa è altrove. Sul Kemmel Gilbert esibisce un notevolissimo colpo di pedale (occhio per un bis al Fiandre): azione che screma ulteriormente il gruppo. In avascoperta resta un drappellone nobile. Oltre a Sagan ci sono van Avermaet (qui vinse lo scorso anno), Vanmarcke, Demare, e soprattutto tre italiani. Viviani, Trentin ed un Modolo bravissimo nel non mollare nonostante una caduta. Finale convulso, con parecchia gente che cerca l'avventura. Qui per Sagan è fondamentale l'appoggio di Burghardt, che chiude quando qualcuno cerca l'anticipo. Circa Viviani, quello che lo spalleggia meglio è Lampaerts: il belga cuce il tentativo di Vanmarcke. Poi tocca all'azzurro. Lo sprint sembra alla sua portata: la gamba c'è e si vede. Peccato per la piccola incertezza che, quando si ha a che fare con Sagan, non consente seconde chance. Gioia e lacrime, la Gand-Wevelgem è stata questo.
TRA LE DONNE VINCE MARTA BASTIANELLI - Grande soddisfazione invece nella Gand-Wevelgem femminile. Sprint vincente dell'azzurra Marta Bastianelli, che si è aggiudicata la quinta tappa del Women's World Tour. La trentenne della Alè Cipollini ha preceduto la belga Jolien D'Hhoore e la tedesca Lisa Klein, conquistando così la prestigiosa corsa belga. Nona posizione per Barbara Guarischi e decima per Letizia Paternoster. Soddisfazioni azzurre anche tra gli juniores con l'affermazione in volata di Samuele Manfredi (Work Service Romagnano).
ORDINE D'ARRIVO DELLA GAND-WEVELGEM
1 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
2 Elia Viviani (Ita) Quick-Step Floors
3 Arnaud Demare (Fra) FDJ
4 Christophe Laporte (Fra) Cofidis, Solutions Credits
5 Jens Debusschere (Bel) Lotto Soudal
6 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
7 Matteo Trentin (Ita) Mitchelton-Scott
8 Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors
9 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
10 Wout Van Aert (Bel) Veranda's Willems Crelan
"Sono molto felice di aver vinto questa corsa -commenta Sagan-. La squadra ha fatto un grande lavoro nei km finali con Burghardt, ma oltre a lui devo ringraziare anche gli altri. La volata? E' sempre una lotteria. Ho deciso di anticipare, gli altri si sono mossi leggermente dopo. Poi è chiaro, hanno deciso buone gambe che mi hanno permesso di resistere al loro ritorno. Del resto questa è una corsa particolare, si può vincere con una volatona, oppure con uno sprint a ranghi ristretti. Penso di aver vinto nella maniera a me più congeniale".
Pur non potendo certo definire Sagan un velocista puro, la Wevelgem numero 80 a conti fatti è stata più che altro una questione tra uomini veloci. Un mezzo controsenso, visto che negli ultimi anni quella che veniva - non sempre a ragione - definita una corsa per sprinter, si è 'classicizzata'. Undici muri (ghiotto antipasto del Fiandre di domenica prossima), più alcuni tratti sulla terra battuta. Tre settori, questi ultimi, di eccezionale significato storico. Si trovano infatti nella zona della tregua di Natale del 1914, quando soldati di opposte fazioni, senza nulla di preordinato, cessarono le ostilità al punto tale da improvvisare anche una partita di calcio.
Quando si entra in questa fase, la corsa non è ancora definita. C'è in fuga un drappello di cui fa parte Filippo Ganna, il campione del mondo dell'inseguimento su pista che studia per fare una Roubaix di livello. Con lui Frison, Gonçalves, Duquennoy, van Goethem e van Schip. Si aggiungono in seguito Kirsch, Wallays, Vermote e Kuznetsov. Ma la verità della corsa è altrove. Sul Kemmel Gilbert esibisce un notevolissimo colpo di pedale (occhio per un bis al Fiandre): azione che screma ulteriormente il gruppo. In avascoperta resta un drappellone nobile. Oltre a Sagan ci sono van Avermaet (qui vinse lo scorso anno), Vanmarcke, Demare, e soprattutto tre italiani. Viviani, Trentin ed un Modolo bravissimo nel non mollare nonostante una caduta. Finale convulso, con parecchia gente che cerca l'avventura. Qui per Sagan è fondamentale l'appoggio di Burghardt, che chiude quando qualcuno cerca l'anticipo. Circa Viviani, quello che lo spalleggia meglio è Lampaerts: il belga cuce il tentativo di Vanmarcke. Poi tocca all'azzurro. Lo sprint sembra alla sua portata: la gamba c'è e si vede. Peccato per la piccola incertezza che, quando si ha a che fare con Sagan, non consente seconde chance. Gioia e lacrime, la Gand-Wevelgem è stata questo.
TRA LE DONNE VINCE MARTA BASTIANELLI - Grande soddisfazione invece nella Gand-Wevelgem femminile. Sprint vincente dell'azzurra Marta Bastianelli, che si è aggiudicata la quinta tappa del Women's World Tour. La trentenne della Alè Cipollini ha preceduto la belga Jolien D'Hhoore e la tedesca Lisa Klein, conquistando così la prestigiosa corsa belga. Nona posizione per Barbara Guarischi e decima per Letizia Paternoster. Soddisfazioni azzurre anche tra gli juniores con l'affermazione in volata di Samuele Manfredi (Work Service Romagnano).
ORDINE D'ARRIVO DELLA GAND-WEVELGEM
1 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe
2 Elia Viviani (Ita) Quick-Step Floors
3 Arnaud Demare (Fra) FDJ
4 Christophe Laporte (Fra) Cofidis, Solutions Credits
5 Jens Debusschere (Bel) Lotto Soudal
6 Oliver Naesen (Bel) AG2R La Mondiale
7 Matteo Trentin (Ita) Mitchelton-Scott
8 Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors
9 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
10 Wout Van Aert (Bel) Veranda's Willems Crelan