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Ciclismo, Sagan nella leggenda: la Parigi-Roubaix è sua

(ansa)
Il campione del mondo, con una straordinaria azione iniziata a 55 km dal traguardo, trionfa al Velodrome imponendosi sullo svizzero Dillier
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ROUBAIX - Trionfare al Velodromo di Roubaix con la maglia di campione del mondo. C'erano riusciti solo 4 fuoriclasse: Rik Van Looy, Eddy Merckx, Francesco Moser, Bernard Hinault. Se ne aggiunge un quinto, Peter Sagan. Lo slovacco compie l'impresa più bella della sua carriera, illuminando l'inferno del nord con i colori dell'iride. La Parigi-Roubaix non era mai stata il suo forte, o meglio con la corsa del pavé (miglior precedente piazzamento il sesto posto del 2014) non aveva ancora trovato la giusta sintonia. Ora l'ha vinta: lo ha fatto prendendola di petto, attaccando quando all'arrivo mancavano 55 km. Una splendida follia che, km dopo km, si è trasformata in un misto di razionalità tattica ed arte ciclistica. L'unico a resistergli, uno dei fuggitivi della prima ora: lo svizzero Silvan Dillier. Abituato alle Sei Giorni, un cliente pericolosissimo quando si tratta di interpretare i segreti di una pista. Per Sagan sarebbe stata una beffa atroce, evitata però senza problemi: è partito prima dell'ultima curva tagliando verso l'interno e svuotanto subito l'ultima goccia di benzina nel serbatoio del rivale.

"Quest'anno è andato tutto bene - spiega il campione del mondo, alla sua seconda vittoria in una classica monumetno dopo il Fiandre 2016 -. Non ho avuto forature o problemi meccanici, ho attaccato al momento giusto e sono arrivato sino in fondo. L'anno scorso ero più stanco, i miei compagni hanno fatto un lavoro fantastico e tutto lo staff è stato compatto con me per portarmi a questa giornata. Sono felicissimo, è stato un finale straordinario. E' una sensazione bellissima".

Il podio lo ha completato Niki Terpstra, che nel giorno di Pasqua aveva vinto il Fiandre. Un podio-contentino per la Quick Step Floors, la grande sconfitta di giornata. Lo squadrone belga si è giocato le tante frecce al proprio arco: Stybar prima, Gilbert poi, quindi lo stesso Terpstra in ultima battuta, ma contro un Sagan così c'è stato poco da fare. Anonima e anche sfortunata la partecipazione degli italiani. Oss ha fatto il suo dovere correndo in appoggio a Sagan, Moscon ha pagato le energie spese per recuperare da una serie di inconvienienti - primo tra tutti una scivolata-, Trentin invece non è neanche riuscito ad arrivare alla Foresta di Arenberg, il primo punto chiave, messo fuori causa da una brutta caduta. 

Proprio nella Foresta di Arenberg, quando al traguardo mancavano 95 km, la prima intuizione dello stato di grazia di Sagan. Tutti vogliono entrare per primi nel punto dove l'inferno è ancora più infernale, dove le pietre (in tutto 55 km) di sconnesso pavè sono ancora più taglienti. Lui però ci riesce, scortato a dovere dai compagni della Bora-Hansgrohe, pronti poi anche nell'andare a chiudere quando si muovono in serie Gilbert e Stybar. L'obbiettivo è raggiungere quel che resta della fuga della prima ora: protagonisti oltre a Dillier, anche Bystrom, Robeet, Duquennoy, Wallays, Soler, Thompson, Soupe e Smukulis. Quando parte Sagan, si forma un quartetto che presto diventa una coppia. Dietro i vari Terpstra, Van Avermaet e Stuyven collaborano più che altro di circostanza. Un tentennamento dettato, chissà, anche da energie carenti, che di fatto è la prima proiezione di Sagan verso la leggenda.

Camphin-en-Pévèle e soprattutto Carrefour de l'Arbre. Sono i settori durissimi di pavè che restano. Sagan prende la testa, si volta di tanto in tanto e quasi si sorprende di come Dillier (che va detto non risparmia cambi secondo le proprie possibilità) sia ancora attaccato alla sua ruota. Una lieve sensazione di beffa che però sparisce al Velodrome: luogo da grandi, non può che vincere un grande.

In  serata poi è arrivata purtroppo la notizia più terribile. Michael Goolaerts, 23enne belga della Verandas Willems-Crelan, è morto.  Il 23enne corridore belga, era stato trasportato in elicottero all'ospedale di Lilla in gravi condizioni in seguito ad una caduta durante il settore numero 28 di pavè, da Viesly a Briastre. Goolaerts era caduto dalla bicicletta in seguito ad un arresto cardiaco ed era stato soccorso a bordo strada con un defibrillatore. Il suo team aveva invitato a non fare speculazioni sul suo stato di salute, ringraziando tutti coloro che, dopo l'incidente, hanno riservato un pensiero allo sfortunato corridore. Un'inchiesta è stata aperta dalla Gendarmerie: alcuni poliziotti si sono recati sul bus della Vérandas Willems-Crelan, secondo i media belgi "per verificare lo stato delle biciclette"

ORDINE D'ARRIVO DELLA PARIGI-ROUBAIX
1 Peter Sagan (Svk) Bora-Hansgrohe 05:54:06
2 Silvan Dillier (Swi) AG2R La Mondiale
3 Niki Terpstra (Ned) Quick-Step Floors 00:00:57
4 Greg Van Avermaet (Bel) BMC Racing Team 00:01:34
5 Jasper Stuyven (Bel) Trek-Segafredo
6 Sep Vanmarcke (Bel) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
7 Nils Politt (Ger) Katusha-Alpecin 00:02:31
8 Taylor Phinney (USA) EF Education First-Drapac p/b Cannondale
9 Zdenek Stybar (Cze) Quick-Step Floors
10 Jens Debusschere (Bel) Lotto Soudal
 
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