Froome, Dumoulin e Aru: la corsa a tre di un Giro che è già storia
dal nostro inviato COSIMO CITO
Corridori in allenamento (afp)
Scatta da Gerusalemme la corsa Rosa che si concluderà nella Capitale. 167 km medi di gara divisi in 21 tappe, due le frazioni chiave: lo Zoncolan, sabato 19, e quella dello Jafferau, preceduto dal Colle delle Finestre, venerdì 25, a due giorni dal trionfo romano
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GERUSALEMME - Dalla porta di Jaffa al Colosseo, 3562 km divisi tra due paesi e due continenti, uniti dalla figura di Gino Bartali, Giusto tra le Nazioni e ora anche cittadino onorario di Israele, belli e un pizzico meno duri del recente passato. Il Giro 2018 è un bell'enigma e una corsa a due, si spera a tre, verso il trofeo senza fine, la molla dorata che è già a Roma. 167 km medi di gara divisi in 21 tappe e la più breve, una crono di 9,7 km, si metterà in strada all'ora di pranzo, domani, nell'afa che attanaglia Gerusalemme.
LE TAPPE - L'organizzazione le suddivide così: 7 di bassa difficoltà, 5 di media difficoltà, 7 di alta difficoltà, più due crono per complessivi 44 km, non molti, quindi non completamente decisivi. In realtà la classificazione sulla carta non tiene conto di variabili che lungo il percorso i corridori incontreranno: la pioggia, il vento, il freddo, oppure percorsi nervosi. Ecco quindi che in piccolo ogni tappa rappresenterà una sfida. Tuttavia se ne possono individuare un paio come fari della corsa: la frazione dello Zoncolan, sabato 19, e quella dello Jafferau, preceduto dal Colle delle Finestre, venerdì 25, a due giorni dal trionfo romano. Tappe micidiali, contornate da altri arrivi meno duri, come Campo Imperatore, o Pratonevoso, o il Montevergine. Da scoprire il primo arrivo in salita, quello sull'Etna nella sesta tappa, su un percorso inedito.
Chris Froome (lapresse)I PROTAGONISTI - Due, sopra tutti, Chris Froome e Tom Dumoulin. Il primo scontro tra i due, in conferenza stampa e a distanza, è già avvenuto e sul tema più caldo: Dumoulin accusa Froome di non fare il bene del ciclismo con la sua presenza, essendo l'anglo-britannico in odore di squalifica (ma poi, verrà squalificato?) per la vicenda salbutamolo. Il freno psicologico si è riverberato sulla prima parte di stagione del corridore Sky, zero vittorie e una forma che stenta ad arrivare. Tuttavia anche l'olandese ha corso poco e combinato pochissimo. Terzo incomodo, con caratteristiche assai diverse dai primi due, Fabio Aru, che a 27 anni cerca la sua prima affermazione al Giro e il riscatto dopo due anni difficili, culminati con l'addio all'Astana. Beffardamente, la sua ex squadra vola e si propone al Giro come la squadra da battere: 7 uomini fortissimi in montagna raccolti attorno al capitano Miguel Angel Lopez. Non sarà da sottovalutare Thibaut Pinot, il vincitore del Tour of the Alps, tradizionale antipasto del Giro. Tra i big è davvero quello che ha convinto di più.
Tom Dumoulin (lapresse)GLI ITALIANI - Detto di Aru, per la classifica potrebbero proporsi l'eterno Domenico Pozzovivo e l'ancor giovane Davide Formolo. Entrambi hanno cambiato squadra: il lucano è capitano in casa Bahrain e proverà a non far rimpiangere l'assenza di Vincenzo Nibali (un Nibali però c'è, è il fratello Antonio). Formolo, dopo una partenza di carriera fulminante, ha un po' perso lo smalto e soprattutto la continuità in montagna. Corre per la Bora di Sagan, nuovi programmi, nuovi stimoli, chissà se anche nuovi risultati. Può fare bene Gianluca Brambilla e Diego Ulissi sarà uomo da tappe vallonate con arrivi non semplici, né proibitivi. 45 gli italiani al via, il 25% del totale.
I VELOCISTI - Pochissimi, perché poche sono le tappe lineari, forse due, tre in tutto. Elia Viviani punta alla maglia ciclamino, Jakub Mareczko alla sua prima vittoria di tappa al Giro, e poi c'è Sam Bennett. Stop. Sprint disordinati, quindi sprint pericolosi. Stiano attenti i capitani, soprattutto nelle due tappe in linea in Israele.
LE NOVITA' - Una soprattutto: le squadre hanno perso un uomo, passando da 9 a 8. Meno corridori in gruppo, 176 contro i 198 dell'anno passato. Meno possibilità di giocare tatticamente, soprattutto in montagna. Sky dovrà inventarsi probabilmente un altro genere di lettura. Altra novità la presenza del Var e dei controlli con laser sulle biciclette, dopo l'arrivo.