Ciclismo, Giro d'Italia: a Tratnik la tappa n.2000. Almeida resta in rosa e guadagna due secondi
di Luigi PanellaLo sloveno, dopo una lunga fuga, precede l'australiano O'Connor. Il portoghese scatta nel finale ed infligge un mini distacco a Kelderman e Nibali
Rik Van Linden? Viene ricordato perché ha vinto 9 tappe al Giro d’Italia, ma soprattutto perché nell’edizione del 1975 –che peraltro non portò a termine per un soffio- vinse la numero 1000. Uno di quei traguardi sospesi tra storia e statistica, che periodicamente vengono chiamati in causa. Per lo stesso motivo si ritaglia un posto nobile Jan Tratnik: 30 anni, è uno dei tanti sloveni che in questa stagione appena salgono in bici vincono (a proposito, Roglic ha vinto la prima della Vuelta). Tratnik si aggiudica la frazione numero 2000. Lo fa dopo essere stato in fuga quasi tutto il giorno: prima con altri 27, poi con l’australiano O’Connor. Se la giocano nell’arrivo in pendenza verso San Daniele del Friuli: entrambi hanno vinto poco, il rischio è la voglia di strafare. Tradisce O’Connor, che parte troppo presto e viene puntualmente infilato dallo sloveno: da oggi per lui l’Italia ha un volto ancora pi&ugr…
Rik Van Linden? Viene ricordato perché ha vinto 9 tappe al Giro d’Italia, ma soprattutto perché nell’edizione del 1975 –che peraltro non portò a termine per un soffio- vinse la numero 1000. Uno di quei traguardi sospesi tra storia e statistica, che periodicamente vengono chiamati in causa. Per lo stesso motivo si ritaglia un posto nobile Jan Tratnik: 30 anni, è uno dei tanti sloveni che in questa stagione appena salgono in bici vincono (a proposito, Roglic ha vinto la prima della Vuelta). Tratnik si aggiudica la frazione numero 2000. Lo fa dopo essere stato in fuga quasi tutto il giorno: prima con altri 27, poi con l’australiano O’Connor. Se la giocano nell’arrivo in pendenza verso San Daniele del Friuli: entrambi hanno vinto poco, il rischio è la voglia di strafare. Tradisce O’Connor, che parte troppo presto e viene puntualmente infilato dallo sloveno: da oggi per lui l’Italia ha un volto ancora più dolce. Aveva vinto una frazione della Settimana Coppi&Bartali e, ormai dieci anni or sono, il glorioso Gp Liberazione. "Ho bisogno di tempo per rendermi conto della vittoria, l'ho fatto in modo speciale perché sono partito da parecchio lontano. Non avrei mai creduto di potercela fare: di solito ho bisogno di aiutare il mio capitano, ma oggi è stato tutto perfetto".
E proprio in coda, arriva anche il ‘graffietto’ della maglia rosa. Joao Almeida piazza lo scatto a 700 metri dall’arrivo. Kelderman gli salta sopra ma cede qualcosa, stesso discorso per Nibali, comunque apparso più pimpante rispetto agli ultimi giorni. Alla fine i secondi rosicchiati sono un paio: nulla nell’oceano della classifica, ma psicologicamente un gran segnale. "La miglior difesa è l'attacco, stavo bene e ho attaccato. E' un buon arrivo per me, ho guadagnato qualcosa e ho ancora cinque tappe", commenta il leader. "Importante per il morale? Sì, l'ho fatto per me stesso, per vedere dove arrivavo. Ho accelerato quando ho visto Kelderman, sono andato avanti al massimo".
"E' difficile perchè gli altri hanno qualcosina in più, oggi ero sulla ruota di Kelderman -l'analisi Nibali-. Abbiamo affrontato una tappa molto lunga, ma domani sarà diverso e bisognerà stare in guardia. E' stato un anno difficile per tutti, compreso per me. Prendiamo quello che viene, ma devo ammettere che sto bene: se capiterà la giornata buona di proverò".
<<La cronaca della gara>>
A parte gli ultimi metri comunque, la giornata è più ‘facile’ se parametrata ad un percorso velenoso, soprattutto con la triplice scalata al Monte di Ragogna (2750 metri al 10.4% medio ma con punte al 16%). E' una sorta di stadio naturale con ingressi limitati: 1900 in tutto, senza lo spettro del Covid sarebbero 10 volte di più. E’ una giornata tipica da fuga, perché i big non possono osare più di tanto con Bondone, Madonna di Campiglio, Passo dello Stelvio e Colle dell’Agnello all’orizzonte. Ce ne sono tanti che possono dire la loro. A istinto viene da pensare che per Matteo Fabbro, presente nel gruppone di fuggitivi, potrebbe essere il momento di raccogliere tanto lavoro per i compagni. Sensazione sbagliata, il ciclismo parla ancora sloveno.
Tra mercoledì e sabato tappe senza appello. Non se le farà neanche nel drappello dei velocisti, immalinconito dalla salita, Fernando Gaviria. Positivo al Covid, ma quel che è molto, molto più raro, al secondo contagio. Gli era giù successo all’UAE Tour nel mese di marzo.
ORDINE D'ARRIVO
1. Jan Tratnik (Slo, Bahrain-McLaren) in 6h04'36"
2. Ben O'Connor (Aus, NTT Pro Cycling) a 0'07"
3. Enrico Battaglin (Ita, Bahrain-McLaren) a 1'14"
4. Kamil Malecki (Pol) s.t.
5. Ben Swift (Gbr) s.t.
6. Andrea Vendrame (Ita) a 1'21"
7. Geoffrey Bouchard (Fra) s.t.
8. Matteo Fabbro (Ita) a 1'25"
9. Manuele Boaro (Ita) a 1'33"
10. Alessandro Tonelli (Ita) a 1'37"
28. Joao Almeida (Por) a 12'54"
30. Vincenzo Nibali (Ita) a 12'56"
34. Wilco Kelderman (Ned) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Joao Almeida (Por, Deceuninck-QuickStep) in 65h45'08"
2. Wilco Kelderman (Ned, Sunweb) a 0'17"
3. Jai Hindley (Aus, Sunweb) a 2'58"
4. Tao Geoghegan Hart (Gbr) a 2'59"
5. Pello Bilbao (Esp) a 3'12"
6. Rafal Majka (Pol) a 3'20"
7. Vincenzo Nibali (Ita) a 3'31"
8. Domenico Pozzovivo (Ita) a 3'52"
9. Patrick Konrad (Aut) a 4'11"
10. Fausto Masnada (Ita) a 4'24"
12. Jakob Fuglsang (Den) a 5'09"
E proprio in coda, arriva anche il ‘graffietto’ della maglia rosa. Joao Almeida piazza lo scatto a 700 metri dall’arrivo. Kelderman gli salta sopra ma cede qualcosa, stesso discorso per Nibali, comunque apparso più pimpante rispetto agli ultimi giorni. Alla fine i secondi rosicchiati sono un paio: nulla nell’oceano della classifica, ma psicologicamente un gran segnale. "La miglior difesa è l'attacco, stavo bene e ho attaccato. E' un buon arrivo per me, ho guadagnato qualcosa e ho ancora cinque tappe", commenta il leader. "Importante per il morale? Sì, l'ho fatto per me stesso, per vedere dove arrivavo. Ho accelerato quando ho visto Kelderman, sono andato avanti al massimo".
"E' difficile perchè gli altri hanno qualcosina in più, oggi ero sulla ruota di Kelderman -l'analisi Nibali-. Abbiamo affrontato una tappa molto lunga, ma domani sarà diverso e bisognerà stare in guardia. E' stato un anno difficile per tutti, compreso per me. Prendiamo quello che viene, ma devo ammettere che sto bene: se capiterà la giornata buona di proverò".
<<La cronaca della gara>>
A parte gli ultimi metri comunque, la giornata è più ‘facile’ se parametrata ad un percorso velenoso, soprattutto con la triplice scalata al Monte di Ragogna (2750 metri al 10.4% medio ma con punte al 16%). E' una sorta di stadio naturale con ingressi limitati: 1900 in tutto, senza lo spettro del Covid sarebbero 10 volte di più. E’ una giornata tipica da fuga, perché i big non possono osare più di tanto con Bondone, Madonna di Campiglio, Passo dello Stelvio e Colle dell’Agnello all’orizzonte. Ce ne sono tanti che possono dire la loro. A istinto viene da pensare che per Matteo Fabbro, presente nel gruppone di fuggitivi, potrebbe essere il momento di raccogliere tanto lavoro per i compagni. Sensazione sbagliata, il ciclismo parla ancora sloveno.
Tra mercoledì e sabato tappe senza appello. Non se le farà neanche nel drappello dei velocisti, immalinconito dalla salita, Fernando Gaviria. Positivo al Covid, ma quel che è molto, molto più raro, al secondo contagio. Gli era giù successo all’UAE Tour nel mese di marzo.
ORDINE D'ARRIVO
1. Jan Tratnik (Slo, Bahrain-McLaren) in 6h04'36"
2. Ben O'Connor (Aus, NTT Pro Cycling) a 0'07"
3. Enrico Battaglin (Ita, Bahrain-McLaren) a 1'14"
4. Kamil Malecki (Pol) s.t.
5. Ben Swift (Gbr) s.t.
6. Andrea Vendrame (Ita) a 1'21"
7. Geoffrey Bouchard (Fra) s.t.
8. Matteo Fabbro (Ita) a 1'25"
9. Manuele Boaro (Ita) a 1'33"
10. Alessandro Tonelli (Ita) a 1'37"
28. Joao Almeida (Por) a 12'54"
30. Vincenzo Nibali (Ita) a 12'56"
34. Wilco Kelderman (Ned) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Joao Almeida (Por, Deceuninck-QuickStep) in 65h45'08"
2. Wilco Kelderman (Ned, Sunweb) a 0'17"
3. Jai Hindley (Aus, Sunweb) a 2'58"
4. Tao Geoghegan Hart (Gbr) a 2'59"
5. Pello Bilbao (Esp) a 3'12"
6. Rafal Majka (Pol) a 3'20"
7. Vincenzo Nibali (Ita) a 3'31"
8. Domenico Pozzovivo (Ita) a 3'52"
9. Patrick Konrad (Aut) a 4'11"
10. Fausto Masnada (Ita) a 4'24"
12. Jakob Fuglsang (Den) a 5'09"