La caparbietà di O’Connor e i tormenti del Team Sunweb. Doveva essere la prima tappa della verità: Forcella Valbona, Monte Bondone (quello dell’epica del Giro’56, ma su un altro versante), Passo Durone e arrivo a Madonna di Campiglio. Invece è una giornata che esprime più dubbi che certezze. Tra le ultime lo splendido Ben O’Connor: australiano di Subiaco (scopriamo che si chiama così anche una città nei pressi di Perth), a San Daniele del Friuli aveva sbagliato luogo e tempo dell’azione nel duello finale con Tratnik, ponendogli su un piatto d’argento la vittoria. Nessuna lacrima però: neanche 24 ore e il prode Ben va di nuovo in fuga. Prima con una trentina di compagni, poi con molti di meno, poi da solo negli ultimi 6 km. E raramente vittoria fu più meritata: “Arrivare secondo è sempre una frustrazione, ma oggi sono stato più forte e ce l'ho fatta. E' un sogno vincere una tappa in un grande giro".
<<La cronaca della tappa>>
L’altra certezza è Joao Almeida: mantiene la maglia rosa, agevolato dal comportamento perfetto della sua squadra e dalle titubanze delle altre. Qui si apre il discorso dei dubbi. Vincenzo Nibali, che è uno che la sa lunga e capta umori del gruppo impercettibili a noi umani, ha indicato in Jay Hindley il vero nemico Kelderman. Giusto, sbagliato? Fatto sta che i due del team Sunweb fanno la frittata. Scatta l’australiano, Kelderman non sta a ragionarci troppo e gli salta sulla ruota. Così però fa il gregario ad Almeida. La logica avrebbe voluto una azione dell’olandese un po’ ritardata’, in modo da mettere in difficoltà la maglia rosa ed andare su in tandem. Invece il portoghese viene portato in carrozza ed ora vede la tappa dello Stelvio come l’ultimo vero ostacolo verso il sogno. Sabato infatti niente Colle dell’Agnello per decisione delle autorità francesi legate al Covid. Resta una tripla scalata al Sestriere, ma non è la stessa cosa. "Oggi è stata dura di nuovo, durissima. Lunghe salite, dure. Alla fine ho avuto di nuovo una squadra perfetta e sono grato a loro, hanno fatto ottimo lavoro tenendo alto il ritmo. Ho la maglia rosa grazie a loro. Mi aspettavo un attacco di Kelderman, ci ha provato. Ma io stavo bene. Se penso di essere il più forte? Sento che tutti stanno diventando sempre più forti, stiamo salendo sempre di più. Ma se riesco a mantenere la gamba, posso ottenere un buon risultato. Voglio vincere. Vedremo domani, non sarà più facile di oggi".
Cenni di cronaca. Va via un drappello molto nutrito. Tra gli altri, ci sono Pernsteiner (il più vicino alla maglia rosa, comunque lontano una decina di minuti. Alla fine sarà secondo), il fuggitivo seriale De Gendt, un pericolante seriale (quando la strada scende) come Zakarin, Vanhoucke, Dennis (un Team Ineos davanti non manca mai), l'eritreo Gebreigzabhier e ovviamente O'Connor. Nei momenti topici, De Gendt sembra lavorare per il compagno di squadra Vanhoucke, invece lavora per se stesso. Scatta dalla testa, dà la prima scrematura, anche se poi, quando uno si aspetterebbe Zakarin, parte O’Connor. Cordiali saluti e giochi fatti.
Circa i big, alla frittata di Keldeman e Hindley fa da contraltare la perfetta gestione della Deceunink. Sempre il ritmo giusto (Hodeh e Keisse più in difficoltà, ma gli altri per lunghi tatti ci sono tutti. Sullo Stelvio la musica sarà diversa, ma è già da parecchi giorni si parla di maglia rosa provvisoria. E intanto Joao è sempre lì...
ORDINE D'ARRIVO
1. Ben O'Connor (Aus, NTT Pro Cycling) in 5h50'59"
2. Hermann Pernsteiner (Aut, Bahrain-McLaren) a 31"
3. Thomas De Gendt (Bel, Lotto Saudal) a 1'10"
4. Ilnur Zakarin (Rus) a 1'13"
5. Kilian Frankiny (Sui) a 1'55"
6. Harm Vanhoucke (Bel) a 2'49"
7. Davide Villella (Ita) a 3'29"
8. Oscar Rodriguez (Esp) s.t.
9. Amanuel Gebreigzabhier (Eri) a 3'30"
10. Jesper Hansen (Den) a 4'32"
14. Wilco Kelderman (Ned) a 5'11"
15. Joao Almeida (Por) s.t.
18. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Joao Almeida (Por, Deceuninck-QuickStep) in 71h41'18"
2. Wilco Kelderman (Ned, Sunweb) a 0'17"
3. Jai Hindley (Aus, Sunweb) a 2'58"
4. Tao Geoghegan Hart (Gbr) a 2'59"
5. Pello Bilbao (Esp) a 3'12"
6. Rafal Majka (Pol) a 3'20"
7. Vincenzo Nibali (Ita) a 3'31"
8. Domenico Pozzovivo (Ita) a 3'52"
9. Patrick Konrad (Aut) a 4'11"
10. Fausto Masnada (Ita) a 4'26"
12. Jakob Fuglsang (Den) a 5'09"
<<La cronaca della tappa>>
L’altra certezza è Joao Almeida: mantiene la maglia rosa, agevolato dal comportamento perfetto della sua squadra e dalle titubanze delle altre. Qui si apre il discorso dei dubbi. Vincenzo Nibali, che è uno che la sa lunga e capta umori del gruppo impercettibili a noi umani, ha indicato in Jay Hindley il vero nemico Kelderman. Giusto, sbagliato? Fatto sta che i due del team Sunweb fanno la frittata. Scatta l’australiano, Kelderman non sta a ragionarci troppo e gli salta sulla ruota. Così però fa il gregario ad Almeida. La logica avrebbe voluto una azione dell’olandese un po’ ritardata’, in modo da mettere in difficoltà la maglia rosa ed andare su in tandem. Invece il portoghese viene portato in carrozza ed ora vede la tappa dello Stelvio come l’ultimo vero ostacolo verso il sogno. Sabato infatti niente Colle dell’Agnello per decisione delle autorità francesi legate al Covid. Resta una tripla scalata al Sestriere, ma non è la stessa cosa. "Oggi è stata dura di nuovo, durissima. Lunghe salite, dure. Alla fine ho avuto di nuovo una squadra perfetta e sono grato a loro, hanno fatto ottimo lavoro tenendo alto il ritmo. Ho la maglia rosa grazie a loro. Mi aspettavo un attacco di Kelderman, ci ha provato. Ma io stavo bene. Se penso di essere il più forte? Sento che tutti stanno diventando sempre più forti, stiamo salendo sempre di più. Ma se riesco a mantenere la gamba, posso ottenere un buon risultato. Voglio vincere. Vedremo domani, non sarà più facile di oggi".
Cenni di cronaca. Va via un drappello molto nutrito. Tra gli altri, ci sono Pernsteiner (il più vicino alla maglia rosa, comunque lontano una decina di minuti. Alla fine sarà secondo), il fuggitivo seriale De Gendt, un pericolante seriale (quando la strada scende) come Zakarin, Vanhoucke, Dennis (un Team Ineos davanti non manca mai), l'eritreo Gebreigzabhier e ovviamente O'Connor. Nei momenti topici, De Gendt sembra lavorare per il compagno di squadra Vanhoucke, invece lavora per se stesso. Scatta dalla testa, dà la prima scrematura, anche se poi, quando uno si aspetterebbe Zakarin, parte O’Connor. Cordiali saluti e giochi fatti.
Circa i big, alla frittata di Keldeman e Hindley fa da contraltare la perfetta gestione della Deceunink. Sempre il ritmo giusto (Hodeh e Keisse più in difficoltà, ma gli altri per lunghi tatti ci sono tutti. Sullo Stelvio la musica sarà diversa, ma è già da parecchi giorni si parla di maglia rosa provvisoria. E intanto Joao è sempre lì...
ORDINE D'ARRIVO
1. Ben O'Connor (Aus, NTT Pro Cycling) in 5h50'59"
2. Hermann Pernsteiner (Aut, Bahrain-McLaren) a 31"
3. Thomas De Gendt (Bel, Lotto Saudal) a 1'10"
4. Ilnur Zakarin (Rus) a 1'13"
5. Kilian Frankiny (Sui) a 1'55"
6. Harm Vanhoucke (Bel) a 2'49"
7. Davide Villella (Ita) a 3'29"
8. Oscar Rodriguez (Esp) s.t.
9. Amanuel Gebreigzabhier (Eri) a 3'30"
10. Jesper Hansen (Den) a 4'32"
14. Wilco Kelderman (Ned) a 5'11"
15. Joao Almeida (Por) s.t.
18. Vincenzo Nibali (Ita) s.t.
CLASSIFICA GENERALE
1. Joao Almeida (Por, Deceuninck-QuickStep) in 71h41'18"
2. Wilco Kelderman (Ned, Sunweb) a 0'17"
3. Jai Hindley (Aus, Sunweb) a 2'58"
4. Tao Geoghegan Hart (Gbr) a 2'59"
5. Pello Bilbao (Esp) a 3'12"
6. Rafal Majka (Pol) a 3'20"
7. Vincenzo Nibali (Ita) a 3'31"
8. Domenico Pozzovivo (Ita) a 3'52"
9. Patrick Konrad (Aut) a 4'11"
10. Fausto Masnada (Ita) a 4'26"
12. Jakob Fuglsang (Den) a 5'09"