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Giro d'Italia: l'acuto di Caruso, il gregario che nuota con Montalbano

Damiano Caruso solo al traguardo dell'Alpe Motta (ansa)
Figlio di un agente di scorta di Falcone, arriva da Punta Secca e si è preso l'Alpe Motta
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ALPE MOTTA (SO). Tra tutte le storie grandi e grandissime che questo Giro aveva raccontato finora, la più smisurata nessuno osava immaginarla e tutti sognavano di vederla e raccontarla, e il giorno è arrivato, e Damiano Caruso ha vinto una tappa di un Giro che non vincerà, eppure sarà suo forse più che di Bernal, a cui basterà difendere i due minuti scarsi nella crono di oggi. Caruso ha vinto come un campione, quello che poteva essere e non è stato finora. Finora? "Adesso nasce una nuova consapevolezza in me, nascerà dal giorno dopo la fine di questo Giro che per me potrebbe finire oggi", le fossette alle guance si scavano, "ma ho avuto una giornata da campione, ed è stata oggi". 

ALPE MOTTA (SO). Tra tutte le storie grandi e grandissime che questo Giro aveva raccontato finora, la più smisurata nessuno osava immaginarla e tutti sognavano di vederla e raccontarla, e il giorno è arrivato, e Damiano Caruso ha vinto una tappa di un Giro che non vincerà, eppure sarà suo forse più che di Bernal, a cui basterà difendere i due minuti scarsi nella crono di oggi. Caruso ha vinto come un campione, quello che poteva essere e non è stato finora. Finora? "Adesso nasce una nuova consapevolezza in me, nascerà dal giorno dopo la fine di questo Giro che per me potrebbe finire oggi", le fossette alle guance si scavano, "ma ho avuto una giornata da campione, ed è stata oggi". 

L'azione in discesa dal San Bernardino, l'intera salita dello Spluga, la picchiata tra gli orridi e i tornanti, sotto la pioggia, e l'ultima scalata all'Alpe Motta. Quando Bilbao, il suo compagno alla Bahrain Victorious, ha finito di lavorare per lui, Caruso gli ha dato una pacca sulla schiena, simile a quelle che gli infiniti capitani che ha avuto gli hanno regalato e a volte no. Qui Damiano ha ringraziato Bilbao, e poi se stesso: "La differenza maggiore tra fare il capitano e fare il gregario è la pressione che uno deve sopportare. Pello ha dato l'anima per me, glielo dovevo". Lo spazio che si apre con la ruota di Bardet e la terza vittoria in 14 anni di professionismo dopo una remota tappa alla Coppi e Bartali 2013 e il Circuito de Getxo 2020. Anni e anni a vedere vincere gli altri, senza neppure il gusto di poter andare in fuga, legato mani e piedi al capitano da difendere, vittima della propria bravura nel fare un lavoro che un giorno definì "da operaio specializzato". Quanto vento preso per gli altri, quanti piazzamenti, e quanta vita passata lontana da casa, dal mare di Punta Secca, il borgo set del Commissario Montalbano, vicino a Ragusa. È diventato corridore a Mastromarco, come Nibali, emigrante senza la stessa fama e la stessa gloria del celebre conterraneo.

La Sicilia però non ha mai smesso di essere casa, vive lì con Ornella e i due figli Oscar e Greta. Papà Salvatore, poliziotto, dall'85 all'89 è stato autista nella scorta del giudice Falcone per un milione e duecentomila lire al mese. L'amore per la bici dopo quello per il calcio (giocava da attaccante) nato ai tempi della scuola, per tornare in forma dopo qualche chilo di troppo. Il diploma da geometra e la partenza per la Toscana e poi arrivano giorni come questo, che non rimettono ordine a nulla, perché molto è già andato e si è perduto, ma quanto è stato bello chiudersi la maglia sul traguardo, alzare le braccia e mettere paura a Bernal? "Dopo la caduta di Landa a Cattolica non sapevo se restare in classifica o sfilarmi e giocarmi una vittoria di tappa. Una persona mi ha dato il consiglio giusto. Chi? Non lo posso dire". Ha messo tutto insieme, e la tappa è arrivata, poi, nel punto d'Italia più lontano da qualunque mare. Domani tornerà a rivedere le onde, "dopo aver dato tutto quello che mi resta nella crono". 

Non sarà una passerella, Bernal dovrà sudarsela fino all'ultimo centimetro dei 30 km. Ieri si è salvato di nuovo grazie a una squadra gigantesca, a Martinez e Castroviejo, e a buone gambe nel finale. "Bravo Damiano" ha scherzato il colombiano, "ma nella crono vai piano, per favore". Non sarà accontentato.