Al Tour delle fughe c'è gloria anche per Konrad, qui Austria batte Italia
dal nostro inviato Cosimo Cito , dal nostro inviato Cosimo CitoSAINT GAUDENS. Italia-Austria del Tour non è finita come nel calcio e Patrick Konrad, il campione nazionale in biancorosso, ha battuto Sonny Colbrelli in maglia tricolore. L'inseguimento del bresciano è valso solo il secondo posto: "Però è stato più forte lui, niente da dire, io sto andando bene, costante, ma è stato bravo a cogliere l'attimo". L'attimo di Konrad è durato oltre un'ora di sforzo, in una giornata da lato B dei Pirenei, che hanno al massimo due espressioni, caldo asfissiante o gelo. E ieri c'erano freddo, pioggia, bufera a tratti, le condizioni ideali per Colbrelli. Il ragazzo cresciuto a bici e fabbrica, al lavoro al mattino all'Unidelta di Vestone, tubi, valvole, giunture, allenamenti al pomeriggio, a suon di sberle e occasioni perdute si sta trasformando in uomo da fughe in montagna e non più solo velocista ("le volate non mi riescono più, ma in compenso volo in salit…
SAINT GAUDENS. Italia-Austria del Tour non è finita come nel calcio e Patrick Konrad, il campione nazionale in biancorosso, ha battuto Sonny Colbrelli in maglia tricolore. L'inseguimento del bresciano è valso solo il secondo posto: "Però è stato più forte lui, niente da dire, io sto andando bene, costante, ma è stato bravo a cogliere l'attimo". L'attimo di Konrad è durato oltre un'ora di sforzo, in una giornata da lato B dei Pirenei, che hanno al massimo due espressioni, caldo asfissiante o gelo. E ieri c'erano freddo, pioggia, bufera a tratti, le condizioni ideali per Colbrelli. Il ragazzo cresciuto a bici e fabbrica, al lavoro al mattino all'Unidelta di Vestone, tubi, valvole, giunture, allenamenti al pomeriggio, a suon di sberle e occasioni perdute si sta trasformando in uomo da fughe in montagna e non più solo velocista ("le volate non mi riescono più, ma in compenso volo in salita"), e ha fatto vedere bene la bici tricolore, preparata dallo sponsor per festeggiare l'Europeo vinto dagli azzurri. 3° in salita a Tignes, 5° a Pontivy dopo aver involontariamente spinto fuori strada Roglic e il suo Tour, è 3° nella battaglia per la classifica a punti, ancora molto lontano da Cavendish (84 punti). Solo due italiani, Bitossi e Petacchi, hanno vinto la maglia verde. Purtroppo le tappe per il nuovo Colbrelli sono finite. L'Austria torna a vincere al Tour dopo 16 anni, ed è solo la quinta volta che succede. Max Bulla aveva vinto tre tappe nel 1931 da "isolato". Nel 2005, di nuovo sui Pirenei, aveva alzato le braccia Georg Totschnig.
Ora arriva, e non a caso il 14 luglio, "il giorno più duro del Tour", parola di Pogacar, "ma non farò il ballo della pioggia, bel tempo o brutto non cambia, saremo tutti nelle stesse condizioni e dovremo lottare". Peyresourde, dove lo sloveno si svelò un anno fa con un tempo mostruoso di scalata, e poi Val Louron e salita finale verso il Col du Portet, 36 km di salita negli ultimi 65. Ieri ha fatto anche lo sprint del gruppo maglia gialla, "mi sono divertito, io mi diverto sempre in bici, è uno sport che mi piace troppo".
Non lo attaccano perché ha troppo vantaggio e lui fa sfogare le squadre alla ricerca di successi di tappa. Con quella di Konrad sono otto di seguito, tolti gli arrivi allo sprint, le fughe andate in porto. I primi dodici della generale sono di dodici squadre diverse, a tutto vantaggio di Pogacar, che può anche sfruttare la guerra per le posizioni e il lavoro per mantenerle. Ma questo rende estremamente tirata la corsa: i 39 ritirati dall'inizio, alcuni per caduta, pochi per scelta, molti per consunzione, sono un numero record, così come la media generale che resta molto alta, 41.5 kmh. A questo proposito, la Jumbo-Visma avrebbe voluto introdurre una novità tecnica al Tour, un sistema per misurare i livelli glicemici nel sangue dei corridori, un vero e proprio monitoraggio dello sforzo e del serbatoio dell'atleta attraverso un sensore adesivo applicato sul braccio. "Lo usiamo in allenamento, suggerisce ai corridori qual è il momento esatto per mangiare e reintegrare" ha spiegato il ds Zeeman, "ma l'Uci ci ha vietato di utilizzarlo in gara". Non se ne parla, troppa tecnologia fa sbandare il ciclismo verso la Formula 1. Uran e Bilbao invece sono stati "ammoniti" dalla giuria per la posizione in bici adottata in discesa. Tante regole o troppe? Il ciclismo dovrà interrogarsi.