Sonny Colbrelli: "Non sono solo la sorpresa della Roubaix"
di Cosimo Cito , di Cosimo CitoLa stagione di Sonny Colbrelli inizia oggi a parlare la lingua spigolosa delle pietre. "Parto con la Omloop Het Nieuwsblad, in Belgio, e poi sarà una lunga volata, dalla Sanremo alla Roubaix". Rubé è il suono che il bresciano ha più ascoltato negli ultimi mesi, da quando la sua carriera operaia si è colorata di fango e gloria. Il pezzo originale di quel pavé che si è portato a casa cerca un posto, "e non sarà facile, la mia compagna Adelina vuole farne un fermaporta, io voglio sempre vederlo lì sul tavolo". La pietra nera, la pietra magica, il trofeo dell'ultima Parigi-Roubaix.
Quante volte l'ha rivista, la sua Roubaix?
"Ogni sera, uno spezzone alla volta, con i miei figli o tutto solo. Mi dico "bravo qua", "che fortuna lì", ho rischiato di cadere almeno due-tre volte e sono rimasto in piedi. Perché? Forse era scritto".
La stagione di Sonny Colbrelli inizia oggi a parlare la lingua spigolosa delle pietre. "Parto con la Omloop Het Nieuwsblad, in Belgio, e poi sarà una lunga volata, dalla Sanremo alla Roubaix". Rubé è il suono che il bresciano ha più ascoltato negli ultimi mesi, da quando la sua carriera operaia si è colorata di fango e gloria. Il pezzo originale di quel pavé che si è portato a casa cerca un posto, "e non sarà facile, la mia compagna Adelina vuole farne un fermaporta, io voglio sempre vederlo lì sul tavolo". La pietra nera, la pietra magica, il trofeo dell'ultima Parigi-Roubaix.
Quante volte l'ha rivista, la sua Roubaix?
"Ogni sera, uno spezzone alla volta, con i miei figli o tutto solo. Mi dico "bravo qua", "che fortuna lì", ho rischiato di cadere almeno due-tre volte e sono rimasto in piedi. Perché? Forse era scritto".
È diventato una celebrità.
"La prima pagina dell'Équipe tra i grandi dell'Italia dello sport nel 2021 mi ha dato un piacere immenso. Per un mese mi hanno cercato tutti, tanto che a un certo punto ho detto basta. E ora si ricomincia e quello che è stato è stato. Voglio fare una buona prima parte di stagione, tenermi ai livelli del 2021, smentire chi pensa che sia stato solo una sorpresa".
È iniziata l'operazione Roubaix-bis?
"Ho fatto ritiri individuali per un contatto con un positivo al Covid. Sono stato a Gran Canaria e poi al Teide, a oltre duemila metri".
Il secondo della sua Roubaix, Florian Vermeersch, è stato in ritiro in un hotel vicino a Valencia dotato di camere ipobariche. Serve?
"Non lo so, in Italia sono vietate. Io l'altura la faccio in modo naturale, sul Teide. Si parte tutti insieme, dalla stessa linea, vedremo".
La sua esplosione è arrivata oltre i 30 anni, in un ciclismo che va nella direzione opposta.
"Ho alzato il mio livello senza strappi, ma senza mai tornare indietro. Il lavoro psicologico con la mental coach Paola Pagani è stato fondamentale, come il lavoro fisico e sui materiali che alla Bahrain Victorious abbiamo iniziato da un paio d'anni".
Le dispiace non fare il Giro?
"L'ho solo letto sui giornali, ma dipenderà anche molto dalla primavera che farò, lo decideremo più avanti. E il Giro ha una tappa che parte da casa mia, a Salò".
Quel blitz della gendarmerie a Pau, al Tour, contro voi della Bahrain ha un po' sporcato il clima nel team: come ha vissuto quella vicenda?
"L'ho dimenticata. Mi dispiace solo non aver più riavuto indietro il cellulare".
L'Uci propone di sguinzagliare informatori nei team: cosa pensa?
"Non so che pensare. Avvelenerebbe l'ambiente? Forse. Ma il ciclismo è cambiato e questo è chiarissimo".
La maglia azzurra e il Mondiale in Australia sono un altro grande obiettivo dell'anno?
"È un Mondiale lungo ma non duro. Mi piacerebbe arrivare al 100% a fine stagione. Ma quante cose devono succedere fino a settembre".
A proposito di maglie, dove conserva quella della Roubaix?
"La metterò in una teca assieme alle scarpe e alla bicicletta e la lascerò per sempre sporca così. Peccato non aver corso e vinto la Roubaix con la maglia tricolore, ma con quella di campione d'Europa: sarebbe stato più bello, avrei fatto come Tafi nel 1999, l'ultimo italiano prima di me. La Roubaix era sempre stata la corsa dei miei sogni. Ora che l'ho corsa e l'ho anche vinta posso dire che niente è come lei. La Regina delle Classiche, eh sì. Ho ancora la pelle d'oca".