Milano-Sanremo a Mohoric, vince lo sloveno meno atteso
dal nostro inviato Cosimo Cito , dal nostro inviato Cosimo CitoHa vinto la Slovenia, ma non hanno vinto né Pogacar, né Roglic. La Milano-Sanremo è di Matej Mohoric, primo dello stato del Tricorno a imporsi nella Classicissima. La corsa si è decisa nella discesa del Poggio, affrontata da kamikaze dallo sloveno della Bahrain Victorious, con un paio di errori ma anche a velocità incredibile. Da anni Mohoric è il miglior discesista del mondo, spesso oltre i limiti. Stavolta però la sua qualità migliore l’ha premiato. Alle sue spalle il francese Turgis, terzo Mathieu Van der Poel. Quattro scatti sul Poggio non sono bastati a Pogacar per fare la differenza: alla fine il bi-campione è solo 5°, poco meglio di Van Aert (8° e ultimo del gruppetto dei migliori). Miglior italiano Vincenzo Albanese, 11°. 51°, mai nel vivo della gara, Filippo Ganna.
La cronaca
Una Sanremo velocissima, a oltre 45 di media grazie al vento favorevole. Tutto facile per i big fino ai piedi della Cipressa. Ultimi sopravvissuti della lunga fuga a otto del mattino (massimo vantaggio di oltre 7 minuti) sono Tonelli (Bardiani-Csf) e Rivi (EOLO-Kometa), tra i Capi e la Cipressa si sfilano Sevilla, Zakharov, Tagliani, Zurita, Gidich e Conca. I fuochi si accendono sulla Cipressa, ma non come immaginato alla vigilia: si staccano molti ma non tutti i velocisti, la UAE fa un gran ritmo per Pogacar ma lo sloveno non scatta. La discesa spezza il gruppo dei migliori, Formolo e Ulissi vanno pancia a terra per Pogi, all’imbocco del Poggio non sono più di una ventina a poter vincere ancora. Rivi e Tonelli vengono ripresi solo sulle prime rampe, Ulissi fa il forcing, a -8.2 parte Pogacar, ma gli resta dietro Van Aert, Van der Poel risponde, poi Kwiatkowski e gli altri. Dopo poco riparte Pogacar, ma non fa la differenza, poi ancora, ma è sempre Van Aert a prendergli la ruota. Allora è Roglic a provarci, niente di fatto. Invece è un attacco di Kragh Andersen quello che fa la vera differenza: si isolano davanti il danese, Pogacar, Van Aert e Van der Poel, ma con pochissimo vantaggio sugli altri. Mohoric attacca in discesa, rischia, finisce con le ruote in una canalina esterna, torna in strada e tira dritto, sbaglia un’altra curva, ha anche un salto di catena all’ultimo km ma può festeggiare in via Roma, stravolto e felice, con gli indici prima sulla bici, poi sulla maglia di campione nazionale.
Discesista funambolico
È il successo numero 16 in carriera per Mohoric, uomo capace di vincere una tappa in tutti i grandi giri, un Mondiale Under 23 (nel 2013), due frazioni all’ultimo Tour de France. Durante lo scorso Giro, cadendo da passo Godi, aveva rischiato la vita ed era stato salvato dal casco. Un funambolo, un campione vero: “Ho vissuto una giornata incredibile” il racconto di Mohoric “è da tutto l’inverno che avevamo in mente questa gara. Non vedevo l’ora di correre la Sanremo e l'ho fatto, grazie alla squadra, con una dropper seat - un'impostazione da mountain bike ad assetto variabile della sella, regolabile in altezza in maniera elettronica, senza scendere di bici, più sicura in discesa -. Sono stato coinvolto nella caduta di Alaphilippe alla Strade Bianche, ho battuto il ginocchio, ho fatto terapia tutte le mattine e tutte le sere da allora fino a ieri. Alla fine ho detto “o oggi, o mai”, ed è andata”.