Sette persone in mezzo alla strada. E il Tour viene bloccato. Una protesta degli ecologisti ha interrotto la decima tappa del Tour de France. Quando mancavano 35 km all'arrivo di Megève un manipolo di manifestanti ha fermato l'azione di Alberto Bettiol, che era un fuga, e degli inseguitori. Dopo l'intervento della gendarmeria e della direzione di corsa, ora la tappa ha ripreso il via con il rispetto dei distacchi maturati al momento dell'interruzione. "Li ho visti da lontano e sapevo che qualcosa stava succedendo. Sono stato in grado di passare, ma sapevo che il gruppo non sarebbe stato in grado di passare perché ce n'erano parecchi ed erano piuttosto determinati", ha detto Bettiol, che ha aggiunto di non essere a conoscenza del fatto che si trattava di una protesta per il clima. "Queste sono cose che accadono, ma non dovrebbero accadere, perché alla fine stiamo lavorando e loro potrebbero farlo in modo diverso". I manifestanti appartenevano al gruppo di azione per il clima Dernière Renovation. Gli otto manifestanti si sono seduti sulla strada e hanno acceso alcuni fumogeni mentre la gara si avvicinava, con alcuni che indossavano magliette con la scritto "Abbiamo ancora 989 giorni" in un appello per un'azione urgente contro la crisi climatica. "La protesta" ha spiegato dopo la tappa il direttore del Tour Christian Prudhomme, "è stata inattesa e rapidissima. Non siamo abituati a cose del genere, quest'anno già accadute al Roland Garros o in F1". Il corridore britannico Fred Wright, uno dei 24 in fuga alle spalle di Bettiol, ha poi aggiunto a fine corsa: "Condivido la protesta, ma non i modi".
Tour de France, manifestanti in mezzo alla strada: tappa bloccata
Dopo alcuni minuti la tappa ha ripreso a marciare verso Megéve
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