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Ganna, quel salto sul Poggio può essere il battesimo di una nuova carriera

Ganna sul podio della Milano-Sanremo con Van Der Poel e Van Aert (ansa)
Anche se a luglio compirà 27 anni, non pochissimi per un atleta e in una disciplina di enorme dispendio fisico, alla Milano-Sanremo - chiusa al secondo posto - il campione di Verbania potrebbe essere entrato in una dimensione diversa
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Su quella specie di trampolino a molla che è la salita del Poggio, Filippo Ganna è saltato come un acrobata e si è dato lo slancio: non per vincere la Sanremo, anche se ci è andato vicino, ma per immaginare e forse vivere una nuova carriera. Anche se a luglio compirà 27 anni, non pochissimi per un atleta e in una disciplina di enorme dispendio fisico, il campione di Verbania potrebbe essere entrato in una dimensione diversa proprio sul Poggio, luogo di costruzioni leggendarie.

Ganna e la volata per il 2° posto

Quando Ganna ha risposto al primo, tremendo scatto di Pogacar, si è visto qualcosa di prodigioso, e cioè un gigante di un metro e 93 trasformare in pura potenza i suoi 82 chilogrammi di peso. Non è andata così sull'attacco decisivo di Mathieu Van der Poel, ma le sorprese per Ganna non erano finite: dopo una discesa perfetta, ha saputo vincere la volata per il secondo posto davanti a due draghi come Van Aert…

Su quella specie di trampolino a molla che è la salita del Poggio, Filippo Ganna è saltato come un acrobata e si è dato lo slancio: non per vincere la Sanremo, anche se ci è andato vicino, ma per immaginare e forse vivere una nuova carriera. Anche se a luglio compirà 27 anni, non pochissimi per un atleta e in una disciplina di enorme dispendio fisico, il campione di Verbania potrebbe essere entrato in una dimensione diversa proprio sul Poggio, luogo di costruzioni leggendarie.

Ganna e la volata per il 2° posto

Quando Ganna ha risposto al primo, tremendo scatto di Pogacar, si è visto qualcosa di prodigioso, e cioè un gigante di un metro e 93 trasformare in pura potenza i suoi 82 chilogrammi di peso. Non è andata così sull'attacco decisivo di Mathieu Van der Poel, ma le sorprese per Ganna non erano finite: dopo una discesa perfetta, ha saputo vincere la volata per il secondo posto davanti a due draghi come Van Aert e lo stesso Pogacar, quasi due collezionisti di "classiche monumento" (che, lo ricordiamo, sono Sanremo, Fiandre, Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi e Lombardia). E tra mare, vento e mimose, forse abbiamo assistito davvero a una specie di battesimo.

Appuntamento alla Roubaix

La mutazione di Ganna è attesa da anni, e in parte è già avvenuta. Filippo ha vinto 6 tappe al Giro d'Italia, puntando ovviamente sulle cronometro nelle quali non ha eguali nel mondo, sebbene il 2022 non sia stato sempre esaltante per lui, e una di queste tappe non era contro il tempo. Gli manca però una grande classica, e soprattutto una dimensione da vero protagonista in questo tipo di corse: ma Ganna ci sta lavorando, e nel 2023 punterà tutto su Roubaix e mondiali. Il primo appuntamento nel velodromo belga è per il 9 aprile, domenica di Pasqua. La potenza di Ganna e la progressione sul passo, oltre alla stazza fisica e alla relativa stabilità sulle pietre, dopo la Sanremo lo rendono tra i favoriti del cosiddetto inferno del Nord: la mitica corsa che nel 2021 è stata vinta da Sonny Colbrelli, che arrivò al traguardo come una statua di fango e che in seguito ha dovuto abbandonare il ciclismo per gravi problemi cardiaci, rischiando la vita. Prima di Colbrelli, però, la Roubaix era stata italiana per l'ultima volta soltanto nel 1999 grazie a Tafi: appena due vittorie tricolori in quasi un quarto di secolo.

Le fiammate azzurre

Il nostro ciclismo ha vissuto, in questi anni, qualche gloriosa fiammata nelle "monumentali", ad esempio il Fiandre di Bettiol nel 2019. Ma una certa continuità, almeno nelle attese e nei pronostici, ha saputo offrirla solo Vincenzo Nibali, vincitore del Giro di Lombardia nel 2017 e della Sanremo nel 2018. Ma "lo squalo" non corre più, e quei tempi cominciano a essere lontani. Così com'è ormai lontanissima l'ultima maglia iridata su strada di un azzurro: era il 2008 e la conquistò Alessandro Ballan: quindici anni, un'eternità. E addirittura da quattro edizioni dei Giochi sfugge la medaglia d'oro: l'ultima brillò al collo di Paolo Bettini ad Atene, nel 2004.

Il record dell'ora di Ganna

Ma stavolta possiamo probabilmente immaginare che un italiano, appunto Filippo Ganna, riesca a riportare altrove il nostro ciclismo. Il tempo, neppure per il signore del tempo, è illimitato, però il piemontese ha deciso che questi anni dovranno essere spesi per questo obiettivo, e magari per portare ancora più avanti il suo incredibile record dell'ora stabilito nello scorso ottobre, quando Filippo è diventato il primo corridore della storia a spingersi oltre la barriera dei 56 chilometri, varcata addirittura di 792 metri. Qualcosa di leggendario. Ma le pietre di Roubaix non lo sono meno.