Pogacar, il Fiandre dominato e il sogno dei cinque monumenti: perché può vincerli tutti
di Cosimo Cito , di Cosimo CitoGreatness. Grandezza, scrive la Ronde van Vlaanderen sui suoi profili social, sulla foto che ritrae assieme, in un magnifico bianco e nero, un abbraccio tra Tadej Pogacar e Mathieu Van der Poel. I due si sono incontrati più volte lungo questa incredibile primavera e ogni volta è stata grandezza, e meraviglia. Che vincano o che perdano - a Sanremo ha vinto l'olandese, il Fiandre l'ha stravinto lo sloveno, passeggiando sul pavé e sui muri, come se li avesse sempre conosciuti, ed era appena alla seconda partecipazione - dalle loro ruote ogni volta si eleva bellezza e una disperata, ma anche sorridente voglia di vincere.
In questa sorta di tennisizzazione del ciclismo, i big two, spesso anche three con Van Aert, nella continuità su superfici diversissime assomigliano ai grandi della racchetta: se ci sono, dominano, vincono o determinano le corse. E così Pogacar ha vinto due Tour de France (2020 e 2021), ma anche una Strade Bianche, un…
Greatness. Grandezza, scrive la Ronde van Vlaanderen sui suoi profili social, sulla foto che ritrae assieme, in un magnifico bianco e nero, un abbraccio tra Tadej Pogacar e Mathieu Van der Poel. I due si sono incontrati più volte lungo questa incredibile primavera e ogni volta è stata grandezza, e meraviglia. Che vincano o che perdano - a Sanremo ha vinto l'olandese, il Fiandre l'ha stravinto lo sloveno, passeggiando sul pavé e sui muri, come se li avesse sempre conosciuti, ed era appena alla seconda partecipazione - dalle loro ruote ogni volta si eleva bellezza e una disperata, ma anche sorridente voglia di vincere.
In questa sorta di tennisizzazione del ciclismo, i big two, spesso anche three con Van Aert, nella continuità su superfici diversissime assomigliano ai grandi della racchetta: se ci sono, dominano, vincono o determinano le corse. E così Pogacar ha vinto due Tour de France (2020 e 2021), ma anche una Strade Bianche, un Fiandre, due Lombardia, una Liegi e una cinquantina di altre corse. E così Van der Poel ha vinto la Sanremo, due Fiandre, Mondiali di ciclocross in serie, tappe al Tour e al Giro. Anche Van Aert, il terzo uomo di questa triade che comunque ogni volta si rimescola e cambia l'ordine dei fattori, è capace di vincere una Sanremo, le volate di gruppo, le cronometro, tutto quello che gli capiti sotto le ruote. La magia di questi tre è nella capacità di sapersi sempre inventare un modo per finire davanti, a turno, agli altri due. Quando Van Aert ha vinto, nel 2023, l'ha fatto davanti a Van der Poel e Pogacar. Quando Van der Poel ha vinto, l'ha fatto davanti a Van Aert e Pogacar (con Ganna secondo, alla Sanremo). E Pogacar, beh, anche se aveva già vinto 9 volte in questa stagione, ha trovato gli altri due (più Pedersen) per nobilitare una giornata che passerà alla storia per almeno due cose. Mai un Fiandre era volato via a una media più alta dei 44.083 occorsi per macinare i 273 km. E solo due corridori, prima di lui, avevano vinto nella loro carriera il Fiandre e il Tour de France: Louison Bobet e Eddy Merckx.
La precocità impressionante di Tadej
Di Pogacar impressiona la precocità. A 24 anni ha già conquistato quattro classiche monumento e due Tour. Merckx è stato più precoce nei successi nelle monumento, ma ha vinto il suo 2° Tour a 25 anni. Pogacar ha un anno di "vantaggio" sul Cannibale. E non è ciclismo minore quello in cui vive e combatte Tadej, rispetto a quello di Eddy. Anzi. Vincere oggi è probabilmente assai più complicato per il grande affollamento di campioni. Tanto che Pogacar è stato battuto da Vingegaard al Tour, dopo essere stato oggetto di studio per un inverno e una primavera interi. Solo così la Jumbo è riuscita ad allestire il grande agguato del Granon. Quella sconfitta ha umanizzato Pogacar, è stata il necessario momento di dolore che tutti hanno, presto o tardi. Ma non ha tolto forza e motivazioni al folletto di Komenda: ha moltiplicato tutto ciò. Qualcosa di grande è accaduto davvero tra i 19 muri fatali, dopo il secondo Oude Kwaremont, quando si è capito che nessuno avrebbe avuto le gambe per tenerlo. Poi Van der Poel l'ha aiutato sul Kruisberg, a eliminare lo spettro di uno sprint a tre con Van Aert. Infine l'ultimo Kwaremont, dove nel 2022 Mathieu, pescando chissà dove, era riuscito a tenerlo per poi fulminarlo in uno sprint affollato anche da Van Baarle e Madouas, sopraggiunti da dietro.
Il sogno dei cinque monumenti
Solo tre corridori, tutti belgi, hanno vinto tutte le classiche monumento. Rik Van Looy, Eddy Merckx e Roger De Vlaeminck ne hanno vinte rispettivamente 8, 19 e 11. Le 7 Sanremo di Merckx e le 4 Roubaix di De Vlaeminck resteranno certamente chimere, ma è proprio in quelle due classiche che Pogacar dovrà concentrare i suoi sforzi in futuro. La Roubaix sarà chiaramente la più difficile da vincere: "Ho bisogno di qualche kg in più" ha detto lui, dopo l'arrivo di Oudenaarde, dimenticando forse quanto fatto nella tappa del Tour 2022, quando praticamente da solo, sul pavé di Arenberg, seminò tutti i suoi avversari. 11 i settori di pavé allora, nessuno dei più ostici (né la Foresta, né Mons en Pévèle, né il Carrefour de l'Arbre), ma Pogacar, in una giornata caldissima, riuscì a dare 13" a Van Aert e 3 minuti a Van der Poel. Una tappa in un grande giro, pur infarcita di pavé, non è paragonabile alla Parigi-Roubaix, è ovvio. Tanto che Nibali, che pure diede spettacolo nella famosa quinta tappa del Tour 2014, sul pavé, mai ha neppure tentato l'esperimento Roubaix. Occorrerebbe un calendario fatto su misura, senza le Ardenne certamente, e forse senza il Tour. Ma Tadej è istintivo: non si può neppure escludere che sull'onda dell'entusiasmo non si faccia già tentare dalla Roubaix di domenica prossima. Nel 2016 era stato 13° nella Parigi-Roubaix juniores, del resto: quel giorno vinse tale Jarno Mobach. Non succederà, tra una settimana, ma se succedesse, a quel punto sarebbe spettacolo vero, e panico vero negli altri. Del resto, uno che ha scalato l'Oude Kwaremont, il Koppenberg e il Paterberg senza quasi accorgersi della presenza di un pavé infido e scivolosissimo, può davvero tutto.