✕

Tour de France, Mohoric dopo la vittoria “Essere ciclista è difficile e crudele”

(afp)
Dopo aver battuto Asgreen lo sloveno si è lasciato andare a un lungo monologo sul senso del suo sport
2 minuti di lettura

POLIGNY – Quello che è successo dopo la tappa, dopo quel colpo di reni che ha premiato Matej Mohoric su Kasper Asgreen, in un arrivo strettissimo, è un pezzo di antologia dello sport. Lo sloveno, appena saputo del successo, ha iniziato a piangere a dirotto, ad abbracciare chiunque incontrasse sul suo cammino verso il podio, a guardare verso il cielo. Una volta raggiunto il palco, poi, Mohoric ha rilasciato l’intervista di rito.

No, non la classica intervista con poche battute di circostanza, ma un vero e proprio trattato in parole, lacrime e brividi, di quale sia l’essenza del ciclismo, del Tour e di una giornata così.

L’intervista di Mohoric

La domanda, semplicissima, “cosa significa per te questa vittoria, la terza della tua carriera al Tour?”, ha lasciato scaturire un fiume di emozioni. Queste: “La vittoria significa molto perché è difficile e crudele essere un ciclista professionista. Soffri molto quando prepari un evento. Sacrifichi la tua vita, la tua famiglia e f…

POLIGNY – Quello che è successo dopo la tappa, dopo quel colpo di reni che ha premiato Matej Mohoric su Kasper Asgreen, in un arrivo strettissimo, è un pezzo di antologia dello sport. Lo sloveno, appena saputo del successo, ha iniziato a piangere a dirotto, ad abbracciare chiunque incontrasse sul suo cammino verso il podio, a guardare verso il cielo. Una volta raggiunto il palco, poi, Mohoric ha rilasciato l’intervista di rito.

No, non la classica intervista con poche battute di circostanza, ma un vero e proprio trattato in parole, lacrime e brividi, di quale sia l’essenza del ciclismo, del Tour e di una giornata così.

L’intervista di Mohoric

La domanda, semplicissima, “cosa significa per te questa vittoria, la terza della tua carriera al Tour?”, ha lasciato scaturire un fiume di emozioni. Queste: “La vittoria significa molto perché è difficile e crudele essere un ciclista professionista. Soffri molto quando prepari un evento. Sacrifichi la tua vita, la tua famiglia e fai tutto il possibile per arrivare qui pronto. E poi dopo un paio di giorni ti rendi conto che tutti sono così incredibilmente forti, che a volte è difficile anche solo stare a ruota. E l'altro giorno sul Col de la Loze, ho finito completamente stanco e vuoto. E sai però che devi andare fino in cima, passare il traguardo e poi farlo di nuovo il giorno dopo.

E poi c’è il personale che si sveglia alle 6 del mattino e finisce di lavorare alle 11 di sera o a mezzanotte. E poi i meccanici, i fisioterapisti, i massaggiatori. E poi a volte ti senti fuori posto qui, perché tutti sono così incredibilmente forti che a volte fai fatica a tenere la ruota. Anche oggi, ho pensato tutto il giorno cose come 'Il ragazzo che sta tirando sta soffrendo tanto quanto te', ma è semplicemente durissimo essere in grado di seguire l'attacco decisivo. Quando Kasper è partito, non lo so, mi è parso incredibilmente forte. Ieri era andato all'attacco e ha vinto la tappa. E oggi avere la volontà e la determinazione di rifare tutto da capo… solo tu poi saperlo, a volte però ti sembra di non appartenere a tutto questo. E poi l’ho seguito e sapevo che avrei dovuto fare tutto alla perfezione e ho fatto tutto il possibile. Perché non sono solo qui per me stesso, sono qui anche per Gino e per la squadra e poi alla fine pensi quasi di aver tradito i tuoi compagni di fuga perché li hai battuti. Ma lo sport professionistico è così. Tutti vogliono vincere e ovviamente se voglio vincere, devo prendere la ruota di Kasper e devo provare a batterlo all’arrivo. Penso a così tante cose in questo momento”.

E via così, per minuti di lacrime e parole. Mohoric ha regalato alla sua Bahrain Victorious la terza vittoria di tappa dopo quelle di Pello Bilbao a Issoire e di Wout Poels a Saint Gervais. Ognuna carica di dolcezza e di dolore. Ognuna dedicata al povero Gino, scomparso a giugno per una caduta dall’Albulapass durante il Giro di Svizzera. Sarebbe stato al Tour, probabilmente, Gino Mäder. Ma è come se.


 

Leggi i commenti