Benvenuti al Giro del Nord, cucito su misura per Pogacar
di Cosimo CitoTadej Pogacar, vincitore del Tour 2020 e 2021
(afp)L’annuncio atteso non è arrivato. Tadej Pogacar non ha promesso ancora di unirsi alla compagnia rosa, ma la sua presenza al Giro 2024 è come non mai possibile. Uno sloveno, Primoz Roglic, il vincitore uscente. Un altro sloveno, la stella più abbagliante del ciclismo, è l’invocato speciale e tutto quello che era possibile fare, ossia allestire un percorso adattissimo a lui, è stato fatto. Perché sarà un Giro d’Italia meno duro del solito, più equilibrato nella distribuzione delle tappe difficili, con strizzate d’occhio continue: gli sterrati senesi, la cronometro con finale in salita a Perugia, l’arrivo a Prati di Tivo già annesso da Pogacar al suo sconfinato palmarès. Il cambio di passo rispetto al 2023 è netto: le tappe più brevi (157 km di media, appena 4 sopra i 200 km) ne fanno il Giro d’Italia più “corto” dal 1989, e i km complessivi saranno solo 3321. Il dislivello totale scende di 8500 metri, dai 51.400 del 2023 ai 42.900 della prossima edizione. La data di partenza, 4 maggio, …
L’annuncio atteso non è arrivato. Tadej Pogacar non ha promesso ancora di unirsi alla compagnia rosa, ma la sua presenza al Giro 2024 è come non mai possibile. Uno sloveno, Primoz Roglic, il vincitore uscente. Un altro sloveno, la stella più abbagliante del ciclismo, è l’invocato speciale e tutto quello che era possibile fare, ossia allestire un percorso adattissimo a lui, è stato fatto. Perché sarà un Giro d’Italia meno duro del solito, più equilibrato nella distribuzione delle tappe difficili, con strizzate d’occhio continue: gli sterrati senesi, la cronometro con finale in salita a Perugia, l’arrivo a Prati di Tivo già annesso da Pogacar al suo sconfinato palmarès. Il cambio di passo rispetto al 2023 è netto: le tappe più brevi (157 km di media, appena 4 sopra i 200 km) ne fanno il Giro d’Italia più “corto” dal 1989, e i km complessivi saranno solo 3321. Il dislivello totale scende di 8500 metri, dai 51.400 del 2023 ai 42.900 della prossima edizione. La data di partenza, 4 maggio, così “bassa” permette però un omaggio ai morti di Superga, nel 75° anniversario della sciagura.
Primoz Roglic, maglia rosa 2023, alla presentazione della prossima edizione del Giro
Spostata la secolare processione di Oropa
La prima tappa, al via da Venaria Reale, transiterà sul colle fatale prima di tuffarsi per le strade di Torino. Il giorno dopo, con l’arrivo a Oropa, si ricorderà invece Marco Pantani e quella rimonta nata da un salto di catena, appena 6 giorni prima di Madonna di Campiglio. Un quarto di secolo è passato da allora. Per fare spazio all’arrivo in salita sul sagrato del Santuario, il Giro costringerà la secolare processione da Biella a Oropa a spostarsi al sabato, senza che siano mancate polemiche tra curia e sindaco, tra omelie avvelenate e paginate sulla stampa locale per ricordare, di contro, le ricadute economiche sul territorio dell’evento. Secondo uno studio della Banca Ifis, il Giro 2023 è valso 2 miliardi d’indotto totale sui territori attraversati. Se ne accorgerà poco il Sud, l’anno prossimo: il punto più meridionale raggiunto dalla corsa sarà Pompei. Napoli riavrà per il terzo anno di fila un arrivo di tappa, per il secondo consecutivo il traguardo finale sarà Roma, il 26 maggio. Ma per raggiungere la Capitale, la carovana dovrà imbarcarsi su voli charter dal Veneto, in barba al programma Uci Climate Action. Se dev’essere Roma, perché non costruire un percorso che preveda tappe difficili sugli Appennini prima del gran finale?
Ganna studia le due cronometro
Il Giro si deciderà tra Val Gardena, Trentino (Monte Pana e Passo Brocon sono gli arrivi in salita più duri) e il doppio Monte Grappa, 24 ore prima della fine. 68 i km a cronometro, divisi quasi equamente tra la Foligno-Perugia e la Castiglione delle Stiviere-Desenzano. Ganna ha già adocchiato le due giornate, ma anche le tante tappe mosse, ben 8, a ravvivare il menu tra le montagne (7 arrivi in salita) e i rari traguardi per velocisti. La Cima Coppi è sullo Stelvio, l’unico breve sconfinamento è in Svizzera, nella tappa di Livigno. La corsa la farà chi ci sarà: i sicuri assenti saranno Vingegaard, Evenepoel e Roglic, tutti orientati sul Tour. Il possibile presente si chiama Tadej, e sulla sua presenza spingono i suoi sponsor (Colnago in primis) e l’amicizia tra Rcs e gli Emirati Arabi che pagano lo stipendio di Pogi. Un Giro morbido e magari vinto può diventare un trampolino straordinario per il Tour e soprattutto per l’Olimpiade di Parigi.