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Il ciclismo in fuga da Milano: la Sanremo perde la sua partenza storica per soli 14 mila euro

Mathieu Van der Poel, vincitore 2023 della Milano-Sanremo 
Tanto basterebbe ma Rcs, che organizza l’evento, preferisce altre soluzioni. Nel 2023 la Classicissima partì da Abbiategrasso
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PAVIA — Milano è sparita dalle mappe del ciclismo. Benché la Federazione del milanese Cordiano Dagnoni abbia spostato di fattoi la sua sede in Via Piranesi, le gare transitano al largo dal territorio comunale. Le corse Rcs in particolare: la Milano-Torino, mercoledì 13 marzo, la gara più antica del calendario italiano (prima edizione nel 1876), partirà da Rho, l’arrivo sarà invece a Salassa, nel Canavese. Sabato 16 la Milano-Sanremo si metterà in moto di buon mattino da Pavia. Un anno fa il km 0 della Classicissima di primavera fu ad Abbiategrasso. E poi: il Lombardia si corre in autunno tra Como e Bergamo e non tocca Milano dal 1989, la Sei Giorni non esiste più dal 2008. Anche il Giro d’Italia dal 2021 non ha più Milano come arrivo finale. Rotta quella tradizione, si sono susseguite Verona (2022) e Roma (2023), la Capitale tornerà anche a fine maggio, con nuovo lunghissimo trasferimento notturno dalla sede di arrivo della penultima tappa, Bassano del Grappa.

I 14 mila euro che balla…

PAVIA — Milano è sparita dalle mappe del ciclismo. Benché la Federazione del milanese Cordiano Dagnoni abbia spostato di fattoi la sua sede in Via Piranesi, le gare transitano al largo dal territorio comunale. Le corse Rcs in particolare: la Milano-Torino, mercoledì 13 marzo, la gara più antica del calendario italiano (prima edizione nel 1876), partirà da Rho, l’arrivo sarà invece a Salassa, nel Canavese. Sabato 16 la Milano-Sanremo si metterà in moto di buon mattino da Pavia. Un anno fa il km 0 della Classicissima di primavera fu ad Abbiategrasso. E poi: il Lombardia si corre in autunno tra Como e Bergamo e non tocca Milano dal 1989, la Sei Giorni non esiste più dal 2008. Anche il Giro d’Italia dal 2021 non ha più Milano come arrivo finale. Rotta quella tradizione, si sono susseguite Verona (2022) e Roma (2023), la Capitale tornerà anche a fine maggio, con nuovo lunghissimo trasferimento notturno dalla sede di arrivo della penultima tappa, Bassano del Grappa.

I 14 mila euro che ballano

Milano il ciclismo rischia di non vederlo più per un bel po’. Per una questione di soldi, e nemmeno tanti: 14 mila euro. Un esborso che il Comune non può assicurare e che Rcs non vuole sobbarcarsi. Milano ha un “Regolamento delle prestazioni del personale della Polizia locale a carico di soggetti privati per lo svolgimento di manifestazioni ed eventi sul territorio comunale”. Nello stesso si fa riferimento al fatto che le prestazioni della Polizia locale per la gestione del traffico durante una manifestazione sportiva debbano essere a carico dell’ente che organizza la gara. “Nel 2022, quando la Sanremo partì dal Vigorelli” spiega l’assessore allo Sport, al Turismo e alle Politiche Giovanili del Comune di Milano, Martina Riva, “la spesa per Rcs fu appunto di 14 mila euro. Milano ha questo regolamento perché ha un Welfare estremamente complesso e decide di destinare le proprie risorse altrove. Rcs considera più strategica la maratona di Milano, per la quale paga oltre 150mila euro. Sono diversissime le ricadute”. Alla presentazione della maglia rosa, nella Pinacoteca di Brera, il direttore del Giro Mauro Vegni disse “abbiamo lanciato dei messaggi a Milano, non sono stati presi in considerazione”. “Io sono in carica dall’ottobre del 2021 e da allora non sono mai stata contattata per manifestazioni ciclistiche” aggiunge Riva, “noi concediamo senza problemi il nome di Milano per la corsa, ma di più non possiamo fare”.

Il passaggio a casa Brera

La sparizione di Milano dal percorso della Classicissima verrà compensata da un passaggio nella bassa pavese, a San Zenone al Po, il paese natale di Gianni Brera, prima di riprendere a Casteggio il percorso classico che porta verso il Turchino e poi la Liguria di Ponente. Il 14 aprile 1907, alle 5.28 di mattina, 33 corridori si presentarono all’Osteria della Conca Fallata, sul Naviglio pavese, nella periferia sud di Milano. Oltre 11 ore più tardi Lucien Mazan, detto Petit-Breton portò per primo i suoi baffoni sul traguardo di Sanremo, 35” prima del connazionale Gustave Garrigou e di Giovanni Gerbi, il Diavolo Rosso, che si giocarono a suon di scorrettezze la volata per il secondo posto. Contro luce, come nella canzone di Paolo Conte, il tempo del ciclismo a Milano se n'è andato.

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