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Milano-Sanremo a Philipsen: Matthews secondo, poi Pogacar

La volata vincente di Philipsen (afp)
Epilogo emozionante della Classicissima, con la vittoria del belga che – grazie anche al lavoro del campione del mondo van der Poel – la punta in una volata ristretta
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SANREMO - È finita in volata la Milano-Sanremo, è la prima volta dal 2016. E ha vinto un velocista, il migliore al mondo, il belga Jasper Philipsen, compagno di squadra di Mathieu Van der Poel alla Alpecin-Deceuninck. Né Pogacar, né Vdp sono riusciti a fare la differenza sul Poggio, né hanno provato l’assolo dalla Cipressa, come evocato, immaginato in una vigilia fatta di tante parole, forse troppe, di entrambi. Lo sloveno ha provato un solo attacco vero sull’ultima salita della Sanremo, ma il suo affondo non ha aperto il classico gap. Un gruppetto di 13 è rimasto praticamente compatto fino in cima e poi nella discesa. Lì, a causa di un doppio problema meccanico (cambio più foratura) si è conclusa la Sanremo di Filippo Ganna (40° alla fine a oltre un minuto dal vincitore), bravissimo sul Poggio (è passato 3°). Volata a 12, dopo un paio di tentativi nell’ultimo km del piemontese Matteo Sobrero e di Tom Pidcock. Nella volata non c’è stata storia: Philipsen ha battuto l’australiano Matthews e proprio Pogacar. Bettiol, 5°, il migliore degli italiani in una gara corsa a 46.113 km/h di media, la più veloce di sempre anche grazie al vento favorevole alla marcia dei corridori.

La cronaca

L’attacco nasce dopo una ventina di km. Fin oltre i Capi resistono in nove: in nove Valerio Conti (Team Corratec - Vini Fantini), Kyrylo Tsarenko (Team Corratec - Vini Fantini), Sergio Samitier (Movistar Team), Romain Combaud (Team dsm-firmenich PostNL), Davide Bais (Team Polti Kometa), Mirco Maestri (Team Polti Kometa), Andrea Pietrobon (Team Polti Kometa), Alessandro Tonelli (VF Group - Bardiani CSF - Faizanè) e Samuele Zoccarato (VF Group - Bardiani CSF - Faizanè). Proprio sul Berta il forcing lo fa la UAE-Emirates di Pogacar, ma il vento favorevole spinge la fuga e rende complicato l’inseguimento dei gruppo dei forti.La fuga inizia con 1’19” di vantaggio la Cipressa, punto nodale della corsa prima del Poggio. Ancora la UAE la mette giù dura e in pochissimo mangia un minuto agli attaccanti.

Il 20enne messicano Del Toro spiana la strada a Pogacar. Bene Bettiol e Ganna, Van der Poel sornione, si vede Alaphilippe, si arrende presto invece Jonathan Milan. Il gruppo dei capitani è ridotto a una trentina di corridori, ma poco sotto la vetta la UAE rallenta e lascia davanti i sei fuggitivi, tirato dai tre della Polti-Kometa. Andamento non velocissimo sulla Cipressa, alla fine, intorno ai 9 minuti e mezzo, lontano dalla “quota 9” indicata dal ds della UAE Matxin. Nella discesa della Cipressa cade lo spagnolo Samitier, in fuga: l’attacco del mattino si chiude così, nonostante un’ultima accelerazione di Bais una volta tornati sull’Aurelia. Decide tutto il Poggio, come sempre. Ed è Philipsen ha riportare un velocista puro sul gradino più alto del podio dopo l’ormai lontano successo di Arnaud Démare (2016).

"È una sensazione incredibile vincere la Milano-Sanremo. Mi rende davvero orgoglioso e felice, soprattutto dopo il lavoro fatto da Mathieu van der Poel. Siamo andati forte tutto il giorno, ma mi sentivo molto bene. Credevo in me stesso, ma affinchè vincessi tutto doveva andare alla perfezione. Non ero abituato a sprintare dopo quasi 300 km - ha aggiunto - e ho sentito la differenza. Non mi aspettavo che Michael Matthews stesse così bene, ma sono contento di essere riuscito a batterlo".

Philipsen, 26 anni, manager italiano (Alex Carera, lo stesso di Pogacar) è l’ultima maglia verde del Tour ed è alla prima vittoria di sempre in una classica Monumento. Festeggia nuovamente l’Alpecin, 12 mesi dopo Van der Poel, e il Belgio torna a vincere la Classicissima dopo 3 anni (Stuyven 2021). Il successo italiano più recente, quello di Vincenzo Nibali nel 2018, invece si allontana nel tempo.

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